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STORIE E LEGGENDE VEGETALI: CASTAGNO, L’ALBERO DELLA GENEROSITA’

Scritto da MadameBlatt

Di origine orientale, il Castagno, allo stato spontaneo, si trova in una vasta area mediterranea, dal Caucaso alla penisola iberica.
Fino a qualche decennio fa, la sua diffusione era assai maggiore, in seguito è stato colpito da varie malattie, tra cui il mal dell’inchiostro ed il cancro corticale.
Inoltre, era considerato il perno dell’economia nelle zone montane, sia per l’alimentazione umana e del bestiame, sia per i vari usi del suo legno e del suo fogliame.
Una leggenda racconta che, tanto tempo fa, le Castagne non avevano il riccio, ma erano appese ai rami come le mele.
Un giorno tre Castagne decisero che quell’inverno non volevano soffrire né il caldo né il freddo e quindi andarono dal Castagno più vecchio, per farsi dare un consiglio.


Gli chiesero come potevano risolvere il loro problema e l’albero rispose, dicendo di chiamare i ricci del bosco e dirgli di portare i loro amici morti.
Le Castagne fecero come gli aveva detto il grande Castagno, chiamarono i ricci, i quali portarono i loro amici morti, gli tolsero la pelliccia spinosa e la avvolsero sulle Castagne.
Da quel giorno le Castagne ebbero il riccio.
Un’altra narra che, moltissimi anni fa, in un bosco di montagna, viveva una famiglia di ricci: mamma, papà e i loro piccoli.
Accanto ad essi, c’era un enorme albero pieno di Castagne.
Ogni giorno, un gruppo di scoiattoli affamati si avvicinava all’albero per mangiarne i frutti.

Ph. Moonlight Witches

Un bel giorno, la famiglia dei ricci pensò di fare una passeggiata nel bosco.
Sentì delle lamentele e si avvicinò curiosa all’albero per vedere chi fosse.
Salì sopra e rimase sorpresa nel vedere le tristi Castagne che si lamentavano, e spiegarono loro degli scoiattoli che le mangiavano.
Insieme, escogitarono un bel piano: al momento dell’arrivo degli scoiattoli, le Castagne si sarebbero nascoste dentro i ricci. Così fecero.
Da quel giorno, gli scoiattoli si punsero e non vennero più a disturbare le Castagne.
Ecco perché, ancora oggi, le Castagne mantengono il loro riccio per proteggersi dal nemico.
Infine, un’altra leggenda fa risalire a San Benedetto l’apertura dei ricci.
Per ascoltare le preghiere delle popolazioni che volevano sfamarsi con le Castagne, il santo le benedì.


Queste si aprirono immediatamente, ricordando con la loro apertura il segno della Croce.
Il Castagno è chiamato “Albero della Generosità”, grazie al suo tronco possente, ai suoi rami che si espandono nello spazio ed ai suoi frutti abbondanti.
Considerato fin dai tempi antichi come un patrimonio, da salvaguardare ed accudire con amore, è chiamato anche “Albero del Pane”.
La generosità di questo albero è anche testimoniata astrologicamente dalla sua appartenenza a Giove, il pianeta dell’abbondanza.
Il significato esoterico della Castagna è amore.
Nella tradizione popolare italiana, il Castagno è simbolo di previdenza, perchè in suoi frutti sfamano persone ed animali per tutto l’inverno.

Scandole Ph. Zimmerei Holzbau Laner Oberkofler

In Valle Stura, con il Castagno si costruiscono delle tegole, le Scandole.
La Castagna ha un altissimo valore nutrizionale e virtù cosmetiche.
In estetica, gli estratti di foglia e corteccia si utilizzano per trattamenti rigeneranti, mentre il frutto è usato per trattamenti per la pelle e per i capelli. Infatti, la polpa della Castagna ha proprietà astringenti e quindi è utilizzata per preparare maschere per il viso per le pelli grasse.
Come impacco per i capelli, dona una chioma luminosa e rinforzata.
Macinate e mescolate con acqua termale, le Castagne sono ottime per lo scrub, soprattutto con l’aggiunta di miele, che serve per illuminare un incarnate spento ed opaco.
Il “Castagno dei Cento Cavalli” è uno degli alberi più famosi e vecchi d’Italia, vegeta da più di tremila anni nel Comune di Sant’Alfio, sulle pendici dell’Etna.
Si racconta che, sotto i suoi rami, trovarono rifugio, durante un temporale, Giovanna d’Aragona ed i cento cavalieri che l’accompagnavano per una gita sul volcano.

Ph. Ragusa News

Il Castagno dei Cento Cavalli- Ph. Sicilias

Nel mondo esoterico, si sostiene che le culle in legno di Castagno facciano crescere i bambini forti e sani mentre, se il letto sul quale si dorme è di Castagno, si avranno sonni tranquilli, senza paura di dormire nel sonno.
Le Castagne col riccio sono molto utilizzate come decorazione sull’altare, durante la festa di Samhain.
Il Castagno protegge i viaggiatori, basta appendere all’interno dell’automobile un rametto, oppure si può creare un incense di protezione con le foglie e la corteccia essiccate.
Ma il suo potere si esercita soprattutto nella casa, luogo in cui dona stabilità e calore in famiglia: il suo è un fuoco che non esplode immediatamente, ma cova a lungo sotto la cenere e dà il sostegno necessario per lunghe battaglie ed ambiziosi progetti.

Ph. Giardinaggio.org

In floriterapia, con i fiori di Castagno si prepara l’essenza Sweet Chestnut, un rimedio vibrazionale molto potente, che dona luce nelle tenebre e corre in aiuto di chi sta attraversando “la notte oscura dell’anima”, ovvero ciò che San Giovanni della Croce definisce il viaggio attraverso il buio e la disperazione, che affrontano le anime, quando devono unirsi con il principio divino.
Per un Incantesimo d’amore, cercare un Castagno particolarmente contorto, sedersi alla base del tronco ed esprimere il desiderio.
Staccare una foglia e, con un bastoncino con la punta carbonizzata, scrivere sopra il nome dell’amato.
Dopodichè, fare 9 volte il giro dell’albero con la foglia in mano, in senso orario, pronunciando il nome di chi amate.

 

Ph. Chili & Tonka

Infine, ecco la ricetta per l’Elisir di Castagne, da bere preferibilmente in compagnia del vostro amore.
Ingredienti:
2 kg. di castagne
1 kg. di zucchero
800 ml. di acqua
1 lt. di alcool puro
1 bustina di vanillina
Preparazione:
Prendere delle Castagne di dimensioni medio-grandi, con buccia in ottimo stato, lessarle, facendole bollire per circa 20-30’ a fuoco medio.
Lasciarle intiepidire, togliere la buccia e la pellicina, metterle in un recipiente, coprendole con l’alcool, chiudere ermeticamente e lasciarle in infusione per 20 giorni.
Trascorso il tempo, preparare uno sciroppo con acqua e zucchero, a fuoco basso, aggiungere la vanillina e far raffreddare.
Quindi filtrare il composto alcolico, unirlo allo sciroppo ed imbottigliarlo.
Conservarlo in luogo fresco ed asciutto e bere dopo un mese.
Prosit!

 

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