Il nome Alchemilla deriva dall’arabo “alkemelyk” (a forma di mantella), oppure dalla parola “alchimia”, in riferimento al fatto che gli alchimisti, nella ricerca della pietra filosofale, utilizzavano la rugiada che si deposita al mattino sulle foglie per ricavarne l’oro, da loro chiamata “Acqua dei cieli”.
Quest’erba era anche chiamata l’Erba degli alchimisti, Erba stella, Mantello di rugiada.
È una delle piante più comuni sulle Alpi e sugli Appennini, dove cresce nei prati umidi, nei pascoli e nei boschi freschi.
Ci sono tre specie principali di Alchemilla: A. mollis del Caucaso (la più nota), con i suoi fiori giallo lime; l’A. erythropoda (Alchemilla nana), proveniente dalle montagne dei Carpazi e dai Balcani, con fogliame blu-verde, grigiastro e fiori gialli.

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E infine, A. alpina, con delicate foglie grigio-verdi bordate d’argento e minuscoli fiori giallo-verdi.
L’Alchemilla piace molto agli erbivori, specie alle mucche che, consumandola, aumentano la produzione del latte.
Le foglie fresche sono utilizzate come aromatizzante nelle insalate e nelle minestre, mentre allo stato secco profuma il tè.
Inoltre, con esse si produce una pittura verde intenso, che viene usata per colorare la lana.
Durante il Medioevo, si pensava che le perle di rugiada, che si formano durante la notte sulle foglie pieghettate di Alchemilla, fossero intrise di un’essenza magica, che veniva utilizzata per creare la Pietra Filosofale.

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Gli alchimisti credevano che la Pietra potesse trasformare i metalli di base in oro, curare tutte le malattie e prolungare la vita.
Le donne, soprattutto in Europa, credevano che applicando la rugiada, presa dalle piante di Alchemilla, sul viso e sulla pelle li ringiovanisse e li rendesse più belli e morbidi.
In seguito, la pianta fu comunemente usata nel XVI secolo dalle donne, per “ripristinare” la verginità, poiché si credeva che l’erba avrebbe guarito qualsiasi segno di sesso prematrimoniale e ripristinato eventuali “danni” alla vagina e all’utero.
L’Alchemilla restituiva anche turgore ai seni cadenti.

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Le ostetriche usavano tinture e tisane di Alchemilla prima e dopo il parto, credendo che avrebbe aiutato la madre a riprendersi più velocemente e le avrebbe permesso di allattare subito il bambino: per questo motivo era chiamata anche “pianta del parto”.
Si credeva che l’Alchemilla fosse un toccasana per molti disturbi tra cui eruzioni cutanee, impotenza, piaghe e lividi, febbre, bronchite e insufficienza degli organi, anche se, come molti storici credono, la maggior parte di queste dichiarazioni erano imprecise e non attendibili.
In Esoterismo, le si attribuiscono proprietà magiche, come conservare la giovinezza di una donna e proteggerla dalle forze oscure.
Molte streghe associano l’Alchemilla a incantesimi d’amore e incantesimi di fertilità, oggi come in passato.

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I tè vengono spesso condivisi dalle coppie, prima del rapporto sessuale, per promuovere la fertilità in un semplice rituale.
Uno dei tanti rituali prevede l’applicazione della tintura dei fiori di Alchemilla sul petto e sullo stomaco di un amante, per migliorare la libido e la passione tra la coppia prima del rapporto.
Si dice, che portare i fiori migliori la propria attrattiva per gli altri, o che portare bustine di foglie essiccate su di sè aiuti ad attirare l’amore nella propria vita, o che fare il bagno con l’erba aggiunta all’acqua della vasca migliori l’amore per se stessi e la bellezza.
L’Alchemilla viene spesso aggiunta agli incantesimi e ai sortilegi, per aumentare la potenza e la forza d’animo degli stessi.

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È vista come una potenziatrice della maggior parte della magia, così spesso viene aggiunta a tutti i tipi di incantesimi, per dargli una spinta extra, nonché a lumi, incensi e altari.
Piantare Alchemilla nel proprio giardino, aiuterà a proteggerlo dalla magia dannosa.
Anche l’uso della pianta nell’olio, e l’unzione di sé stessi o di una candela, migliori l’incantesimo o il rituale che si sta facendo, aumentando il flusso di energia e la consapevolezza psichica.
Alcuni lo mettono sulla fronte e sul petto, per evitare di esaurire troppo rapidamente le proprie energie, durante la divinazione o la trance.
Si dice che lanciare l’Alchemilla nel fuoco, o bruciarla in un incantesimo, sia una “cura” per un cuore spezzato e il lutto di una relazione perduta, che consente di superare più velocemente.
RITO CON L’ALCHEMILLA
Puoi fare questo incantesimo entro la fine di Settembre.
All’alba, rotolati svestita nella rugiada di un prato in cui cresce l’Alchemilla.
Questo sacro rituale porterà fortuna alla tua vita amorosa e darà alla tua pelle un bagliore naturale, oltre a liberarti dall’ansia e dalla fissazione su:
“ciò che gli altri pensano di te”.
PIANETA: Venere
ELEMENTO: Acqua
SEGNO ZODIACALE: Scorpione


