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AMORE DA LEGGENDA: ZĀL E RUDĀBEH

Scritto da MadameBlatt

Tanto tempo fa, nell’antica Persia, oggi Iran, viveva un grande guerriero di nome Sām.
Lui e la sua bellissima moglie non avevano figli, quindi Sām pregò per un figlio.
Alla fine, sua moglie rimase incinta e diede alla luce un bambino.
Questo bambino era sano, ma aveva la pelle ed i capelli bianchi come la neve.
Quando Sām vide suo figlio, si arrabbiò terribilmente.
Pensava che Dio gli avesse dato come punizione questo strano ragazzo dai capelli bianchi.

Quindi, decise di sbarazzarsi del suo bambino.

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Portò il ragazzo, che si chiamava Zāl, sui monti Alborz e lo lasciò lì a morire.
In cima alla montagna viveva un bellissimo e saggio uccello chiamato Simorḡ.
L’uccello gigante notò il bambino abbandonato, lo prese in braccio e lo portò al suo nido, per darlo da mangiare ai suoi pulcini.
Ma Dio aveva altri piani perché, quando Simorḡ ed i suoi pulcini guardarono la faccia di Zāl, ebbero pietà di lui ed adottarono il bambino dai capelli bianchi.
Passarono molti anni e Zāl divenne un giovane molto bello.
Molti viaggiatori sulle montagne di Alborz intravedevano questo bel ragazzo con lunghi capelli bianchi e pelle candida come la neve.

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Alla fine, le voci su Zāl si diffusero nella casa di Sām, ma il vecchio guerriero le ignorò.
Poi una notte fece uno strano sogno: in esso vide un uomo di una terra lontana, che cavalcava su un cavallo verso di lui.
Lo strano uomo dichiarò: “Il tuo bellissimo figlio è nato!”
Sām si svegliò terrorizzato e chiese ad un saggio sacerdote, cosa significasse il sogno.
Il sacerdote rispose: “Ogni animale, dai leoni sulla terraferma ai pesci nel mare, ama i propri figli, indipendentemente dall’aspetto.
Ma tu hai abbandonato tuo figlio innocente, solo perché ha i capelli e la pelle bianchi!
Guarda i tuoi stessi capelli bianchi!
Anche questo è un peccato?”
Sām si rese quindi conto di quanto fosse stato sciocco e si recò sui monti Alborz.
Dopo aver cercato in giro, trovò il nido di Simorḡ.
Pregò l’uccello di restituirgli suo figlio.

Simurgh consiglia a Zal di tornare dal padre

L’uccello saggio guardò Zāl, che ora era un adolescente intelligente e, anche se la cosa gli spezzava il cuore, chiese al ragazzo di tornare da suo padre, che si era davvero pentito delle sue azioni.
Zāl non voleva lasciare il suo nido, ma Simorḡ gli assicurò che sarebbe stato più felice con suo padre.
Prima che se ne andasse, diede a Zāl tre delle sue piume.
“Se mai avrai bisogno del mio aiuto, o tuo padre ti tradirà, getta una delle mie piume nel fuoco sacro e mi precipiterò al tuo fianco”, promise Simorḡ.
Con le piume speciali nelle sue mani, Zāl tornò a casa con suo padre.
Passò il tempo e Zāl crebbe, fino a diventare un guerriero abile e bello.
Aveva le spalle e la criniera di un leone, un bel viso, un cuore generoso, ed era il più grande guerriero che la Persia avesse mai visto.

Incontro di Zal con Rudabeh-by Farzaneh Ebadifard

Le voci di un tale guerriero raggiunsero le orecchie della bellissima principessa Rudābeh, che viveva nel regno di Kabul.
Quando aveva sentito una descrizione di Zāl, si era innamorata di lui, giurando che lo avrebbe sposato.
La fanciulla pagò alla sua serva centinaia di monete d’oro e gioielli per farle consegnare le sue lettere a Zāl.
Quando Zāl ricevette le lettere, divenne curioso e decise di incontrare Rudābeh.
Zāl raggiunse il palazzo di Rudābeh, scoprendo che viveva in cima ad una torre.
Ma Rudābeh aveva un piano tutto suo: sciolse i suoi lunghi capelli neri, in modo che Zāl potesse salire nella sua stanza e farle visita.
Dopo essersi incontrati di persona, Zāl si innamorò della bellissima principessa e decisero di sposarsi.
Tuttavia, il padre di Rudābeh, re Mehrab di Kabul, era un adoratore di idoli e nipote del malvagio Zahhāk.

Zal e Rudabeh

Quando il re della Persia, Manuchehr, venne a conoscenza dell’intenzione di Zāl di sposare Rudābeh, rifiutò di concedere il permesso.
Re Manuchehr e re Mehrab erano nemici mortali e questo diede loro una scusa per andare in guerra. Tuttavia, poco prima che fosse dichiarata la guerra, i sacerdoti di Kabul e della Persia leggendo le stelle, previdero un incontro benedetto tra Zāl e Rudābeh.
“Dal matrimonio di Zāl e Rudābeh nascerà un figlio potente.
Più grande di qualsiasi guerriero prima di lui.
Sarà il difensore più famoso della Persia e sarà imbattibile”, dichiararono.

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Dopo aver sentito questo, entrambi i re accettarono di permettere alla giovane coppia di sposarsi e diedero le loro benedizioni.
Così finalmente, Zāl e Rudābeh si sposarono con una bellissima cerimonia a Kabul.
Rudābeh rimase incinta e, dopo nove mesi, ebbe un travaglio difficile e stava per morire.
Zāl ricordò la piuma di Simorḡ, che aveva ricevuto molti anni prima.
Quindi, accese un fuoco sacro e gettò la piuma tra le fiamme.
Quando la piuma bruciò, il cielo si oscurò di nuvole temporalesche e Simorḡ apparve maestosamente davanti a Zāl.

Nascita di Rostam-Ph. bl.uk

Simorḡ ordinò al guerriero di preparare un farmaco con gli ingredienti che gli aveva portato.
I medici diedero la medicina magica a Rudābeh, che poi diede facilmente alla luce un figlio sano di nome Rostam, il quale divenne uno dei più celebri guerrieri persiani di tutti i tempi.

 

-Tratto da “Shahnameh”, di Hakīm Abūl-Qāsim Ferdowsī Tūsī-

Hakīm Abū l-Qāsim Ferdowsī Tūsī-Ph. laphamsquarterly.org

Hakīm Abūl-Qāsim Ferdowsī Tūsī è considerato il maggior poeta epico della letteratura persiana medievale, dell’anno 1000.
Shahnameh è per la Persia, ciò che l’Iliade l’Eneide e l’Odissea rappresentano per i Greci ed i Romani, o il Mahābhārata e il Rāmāyana sono per l’India, ovvero poemi epici che usano la storia popolare ed una narrazione intricata, contenendo sempre gesta eroiche.

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