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STORIE E LEGGENDE VEGETALI: BETONICA, LA PIANTA DELLA VITA

Scritto da MadameBlatt

Stachys è un genere di piante appartententi alla famiglia delle Lamiaceae, che comprende circa 23 specie.
Il nome deriva dal greco e significa “spiga”, per la disposizione dei fiori lungo il fusto.
Il nome volgare, Betonica o Vettonica, secondo Plinio, deriva dalla tribù spagnola dei Vettoni.
Altri invece dicono che derivi dal celtico Bewton, che significa “buona per la testa”.

Stachys officinalis-Ph. bilscy.info

Generalmente, questo genere può raggiungere circa 1 metro di altezza, e presenta un asse floreale retto e privo di foglie, radici tuberose o rizomatose, foglie ovali leggermente cuoriformi, fiori raggruppati a spiga di colore dal bianco al rosa/porpora.
Tra le specie più conosciute c’è Stachys officinalis, chiamata anche Bétoine, Betónica comune, Betonica officinalis, Bishopswort, Bishop Wort, Épiaire Officinale, Épiaire Vulgaire, Hedge Nettles, Stachys betonica, Tabac des Gardes, Wood Betony,  una pianta con fusti pelosi e fiori rosa-porporini.

Stachys officinalis-Ph. mondorose.it

La Betonica comune è stata a lungo venerata in tutta l’antica Europa, per le sue proprietà curative e magiche.
Considerata una potente panacea, era la pianta medicinale più apprezzata dagli Anglosassoni ed usata per curare quarantasette diversi disturbi dai Romani.
Tuttavia, nel tempo il suo uso è caduto un po’ nel dimenticatoio e oggi è usata occasionalmente nell’erboristeria europea, per il trattamento di cefalee tensive, emicranie e cefalee croniche di natura ormonale.
E’ una pianta dalle proprietà toniche, a lungo associata alla regione del plesso solare del corpo ed è un ottimo digestivo.

Stachys officinalis-Ph. sadzawka.pl


Migliora la circolazione ed armonizza le funzioni dell’apparato digerente, soprattutto per i disturbi digestivi causati da tensione nervosa, ansia e depressione.

Stimola l’appetito e sostiene coloro che sono emaciati e denutriti.
Supporta anche un sistema nervoso sano, alleviando lo stress e la tensione dalla mente e dal corpo.
E’ così potente, che spesso basta un sorso di infuso per sentire le spalle rilassarsi ed i muscoli che iniziano a sciogliersi e ad ammorbidirsi.
A lungo associata alla testa, aiuta ad alleviare il mal di testa, soprattutto se causato da tensione; aiuta a sostenere un sonno sano, soprattutto se la veglia è causata da quei “pensieri agitati che non si fermano mai”.

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Inoltre, migliora la memoria e la concentrazione, proprio come il Gingko, ma più efficace, pertanto in combinazione con il suo effetto calmante, è eccellente per esami e altre situazioni stressanti che richiedono concentrazione.
Le foglie essiccate e ridotte in polvere, se annusate,  provoca starnuti violenti mentre fresche hanno un effetto inebriante.
Ha inoltre attività tintoria, colorando la lana di giallo.
La Betonica era un ingrediente della “Polvere di Pistoja“, un antico rimedio per l’artrite e la gotta.
Si affermava anche, che fosse efficace contro i morsi di serpenti e cani e si credeva che fosse una cura per l’ubriachezza.

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Richard E. Banks, medico e chirurgo americano dell’800, dichiarava:
Se quel giorno non puoi essere ubriaco, mangia Betonica o la sua polvere”.

Le foglie essiccate sono un ingrediente del tabacco da fumo e da fiuto, ed un tempo erano utilizzate per aromatizzare bevande e per preparare il thè.
Anche oggi è considerata un ottimo sostituto del thè nero, del quale possiede le stesse proprietà benefiche ma è priva di quelle negative.
Anticamente si credeva che la Betonica fosse un’erba dotata di potenti poteri magici, ed era usata per proteggersi dal malocchio e dai danni fisici, e per portare sogni belli e profetici.
Durante il Medioevo veniva piantata nei cimiteri ed indossata come amuleto di protezione.

Stachys officinalis-Ph. antropocene.it

Dissolve l’energia negativa ed allevia i conflitti interni ed esterni e tutte queste proprietà l’hanno resa un’erba popolare nelle pratiche sciamaniche/spirituali europee.
Emotivamente e spiritualmente, la Betonica aiuta a radicare ed è perfetta per coloro che sono “spaziali” e non collegati al proprio corpo ed alla terra.
La Betonica può essere aggiunta a qualsiasi miscela protettiva, coltivata in casa per proteggerla, o portata addosso alla persona (soprattutto sotto il cappello), per proteggersi da negatività, sventura ed incantesimi.
Sparsa vicino alle porte, impedisce l’ingresso di energie (e persone) indesiderate e viene piantata nei cimiteri, per impedire la fuga degli spiriti.

Stachys officinalis-Ph. erboristeriasauro.it

La Betonica può essere riposta in un cuscino da sogno, o posizionata sotto al proprio, per prevenire incubi e terrori notturni.
Infatti, l’Anglo Saxon Herbal ne raccomanda l’uso per prevenire “terribili Goblin notturni e terribili visioni e sogni“.
Mentre, un incantesimo gallese prescrive: “per evitare di sognare, prendi le foglie di Betonica ed appendile al collo, oppure bevine il succo mentre vai a letto”.
Un tempo, si credeva anche che gli animali selvatici mangiassero Betonica, quando venivano feriti, per guarire grazie alla sua magia.

 

Stachys recta-Ph. beehappyplants.co.uk

Un’altra specie è Stachys recta, Betonica eretta, una pianta un po’ pelosa, con fiori biancastri.
In Toscana era volgarmente chiamata “Erba della paura“, perché si pensava che potesse scacciare le paure dei bambini, aggiungendo il suo decotto all’acqua del bagno.
Come le altre piante del genere Stachys ha proprietà stimolanti, vulnerarie, toniche ed aperitive, emetiche e purgative, e veniva utilizzata nei tempi passati come rimedio di tutti i mali.
Attenzione però, perché a dosi elevate può provocare vomito e diarrea.

 

Stachys germanica-Ph. preservons-la-nature.fr

Stachys germanica, il cui epiteto si riferisce alla zona dei primi ritrovamenti.
Chiamata volgarmente Stregona germanica, Madrisalvia, Erba di San Pietro, è una pianta grigio-tomentosa, dai fiori rosa carico.
La peluria che ricopre le foglie (che hanno proprietà antisettiche), era un tempo usata come sostituto del cotone nella cura delle ferite.

 

Stachys palustris-Ph. Andreas Rockstein

Stachys palustris, la Stregona palustre, è appunto una pianta palustre, apprezzata per le abbondanti fioriture a spiga di colore rosa/violetto.

 

Stachys alopecuros-Ph. ukwildflowers.com

Stachys alopecuros, il cui epiteto significa “coda di volpe”, in riferimento alla forma cilindrica e rigonfia dell’infiorescenza, è chiamata volgarmente Betonica bianca, anche se i suoi fiori sono bianco-giallastri.
E’ una specie delle montagne dell’Europa meridionale, dove cresce sui pascoli di montagna.

 

Stachys affinis-Ph. identify.plantnet.org

E per ultima, ma ce ne sarebbero tante altre, Stachys affinis, chiamata anche Stachys sieboldii, Carciofo cinese, Carciofo giapponese, Radice nodosa, Tuberina.
E’ una pianta originaria della Cina, che può superare il metro d’altezza, ha fiori rosa/violetti e delle strane radici color madreperla, commestibili, dal sapore molto gradevole, simile al carciofo.
Coltivata in Cina fin dal XIII secolo, fu introdotta in Europa, dove si utilizzava invece la Stachys palustris come ortaggio.

Stachys affinis by Bestplant on Etsy

Stachys affinis-Ph. ktchnrebel.com

In seguito i popoli germanici usarono la Stachys recta, come pianta medicinale.
In Europa, la sua coltivazione prese piede a partire dal XVIII secolo, raggiunse il picco nel XX secolo, fino ad essere abbandonata negli anni ’70, a causa di problematiche virali e grande infestazione.
Negli anni ’90 è stata ripresa la coltivazione di Stachys affinis, disponibile in alcuni mercati e in alcuni negozi di alimentari.
Oggi la pianta è elencata nel “Handbook of Alien Species in Europe” come pianta invasiva in Europa.

Vi lascio con una ricetta:

THE’ DEI SOGNI

½ parte di Betonica
1 parte di Tiglio
½ parte di Passiflora
1 pizzico di Artemisia
Lasciare in infusione per almeno 20 minuti e filtrare.
Per un’infusione medicinale più forte, lasciare in infusione per alcune ore.
Bere caldo, un’ora prima di coricarsi e poi appena si è a letto.
Utilizzare circa un cucchiaio di questa miscela per ogni tazza di thé.

PIANETA: Giove
ELEMENTO: Fuoco
SEGNO ZODIACALE ASSOCIATO: Ariete
CHAKRA: 3, Manipura (C. del Plesso solare)

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“La speranza è il tappeto magico che ci trasporta dal momento presente nel regno delle infinite possibilità” (H. J. Brown)

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