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STORIE E LEGGENDE VEGETALI: DRIMIA MARITIMA, LA CIPOLLA DI MARE

Scritto da MadameBlatt

Drimia è un genere di piante appartenente alla famiglia delle Asparagacee, spesso confuso col genere Scilla o con l’Asfodelo.
Questo genere comprende un centinaio di specie, di cui una molto conosciuta è la Drimia maritima (o Urginea maritima, o Charybdis pancration), chiamata comunemente anche Cipolla di mare, Scilla marittima, Squilla, Carpentaria, Sea squill, Meerzwiebel, Crusader Spear, Scille maritime, Escilla blanca.
‘Drimia’ deriva dal greco e significa “aspro, amaro”, in riferimento al sapore del suo bulbo.
‘Scilla’, dal greco ‘sculleum’, significa ‘straziare, tormentare’, alludendo alle proprietà venefiche del bulbo.


‘Urginea’, per il territorio della tribù araba dei Beni Urgin, presso Bonav in Algeria, dove la pianta cresce spontanea.
‘Charybdis’ è il nome greco di Cariddi, uno dei mitici mostri a difesa dello stretto di Messina; mentre ‘pancration’ deriva sempre dal greco e significa “supero tutto, vinco tutto”, probabilmente per la capacità della pianta di resistere alle condizioni estreme dell’habitat.
Pianta caratteristica del bacino del Mediterraneo, cresce spontanea soprattutto nelle vicinanze delle coste occidentali della penisola italiana, su spiagge, garighe, in suoli sassosi e rocciosi.

Ph. MadameBlatt

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E’ presente in quasi tutte le regioni dell’Italia centrale e meridionale, in Sardegna, tranne che in Toscana, nelle Marche e in Molise.
La Drimia marittima è caratterizzata da un grosso bulbo, che può superare i 3-4 kg di peso, da foglie strette e lineari, e dallo scapo fiorale alto fino a 1 m, con fiori bianchi o rosa in grappolo.
I fiori sono disposti stretti tutto lungo il grappolo e sono molto profumati.
Il bulbo può raggiungere anche i 30 cm di diametro, ha odore neutro, ed il suo sapore è acre ed amaro.

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Il frutto è costituito da una capsula derivata dall’ingrossamento dell’ovario che, col vento, si apre a maturità liberando, i numerosi semi alati.
Infatti, i semi sono dotati di un’ampia ala di colore nero lucido, di forma vagamente ellittica che, se liberati dalla sottile membrana che li ricopre, si presentano fusiformi e color crema.
E’ una pianta ingegnosa in quanto, poiché da un grande bulbo, ha a disposizione una riserva di nutrienti ed acqua.
All’inizio della primavera produce foglie, che fungono come pannelli solari, assorbendo l’energia luminosa, la quale provoca una reazione chimica, nota come fotosintesi.

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Ciò determina una reazione chimica, che combina acqua e anidride carbonica insieme ai minerali assorbiti dal suolo attraverso le radici, per produrre materia organica.
All’inizio dell’estate, quando il terreno è completamente secco, le foglie avvizziscono e muoiono, ma la pianta sopravvive a questo periodo difficile con il suo bulbo sotterraneo.
A fine estate, così parte della pianta utilizzerà parte del cibo immagazzinato nel bulbo, per avere la forza di produrre fiori e semi.
Nota dall’antichità con il nome Scilla, con tale nome viene tuttora frequentemente richiesta, soprattutto in erboristeria.

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La Drimia marittima è una droga molto antica, conosciuta dagli Egiziani, dai Greci e dagli Arabi.
In Egitto, anticamente questa pianta era consacrata al Dio Tifone.
Le mummie delle donne egiziane avevano spesso la Drimia marittima in una mano, probabilmente come emblema della generazione.
Gli Egiziani piantavano la Scilla nei boschetti e l’appendevano nelle loro case per preservarle dagli spiriti maligni.
In Arcadia, alla festa del Dio Pan, la statua della divinità era decorata con Drimie.
Dioscoride, Plinio e Galeno conoscevano i suoi effetti cardiotonici e diuretici.
La Drimia era conosciuta fin dai tempi di Ippocrate, Galeno, Teofrasto e Plinio, per le sue proprietà medicinali diuretiche.

Copia araba del XIII secolo De Materia Medica di Dioscoride

Nel XVIII secolo, era famosa per le sue proprietà cardiotoniche simili a quelle della Digitale, dalla quale fu poi soppiantata un secolo dopo.
La Drimia era utilizzata anche per il trattamento della tosse e dell’artrite, come diuretico ed emetico.
La pianta veniva consumata sotto forma di tisana per la cura di bronchiti, asma bronchiale, tosse, idropisia ed insufficienza cardiaca congestizia.
Oppure, si applicava esternamente al cuoio capelluto contro la forfora grassa e la seborrea.

Ph. giardinobotanicoterradellegravine.it

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ATTENZIONE: PIANTA CONTENENTE ALCALOIDI MOLTO TOSSICI, MORTALI.
Durante la prima Guerra mondiale, questa pianta ha contribuito ad incrementare la mortalità tra i prigionieri austro-ungarici giunti sull’Isola dell’Asinara.
Essi, per la penuria di cibo, utilizzavano i bulbi, sia crudi che cotti, con conseguenze dannosissime per la loro salute, peraltro già precaria.
Nella medicina popolare i bulbi sono utilizzati anche per le loro proprietà repellenti e come veleno per topi i quali, attirati dall’odore aromatico, affondano i denti e rapidamente giungono alla morte.
In particolare, la varietà a bulbo rosso contiene lo “scilliroside”, appunto un potente topicida.

Drimia arenicola-Ph. lifestyleseeds.co.za

Anticamente, le puerpere mettevano un bulbo di Scilla sotto il letto, per evitare di perdere il latte.
Inoltre, nel Medioevo europeo esisteva il “Giudizio di Dio”, richiesto in vertenze giuridiche che non si potevano, o non si volevano, regolare con mezzi umani ed ufficialmente riconosciuto dalle varie legislazioni medievali.
Esso consisteva in determinate prove, il cui esito si concepiva come diretta manifestazione della “volontà divina” e prendeva il nome di Ordalia.
Uno di questi metodi, praticato fino alla prima metà del ‘900, consisteva nel bagnare gli occhi dell’imputato con acqua in cui era stata mescolata la Drimia: in caso di colpevolezza o di spergiuro, gli avrebbe procurato la cecità.


Israele ha dedicato un francobollo alla Drimia marittima.
Questa pianta, considerata magica, è stata usata in magia fin dai tempi classici, durante i quali veniva coltivata negli orti, a protezione dal malocchio.
Se vuoi proteggere la tua casa, appendi una Scilla di mare sopra la finestra.
Se vuoi aumentare il tuo denaro, metti un bulbo di Drimia marittima in un barattolo, o in una scatola, ed aggiungi monete d’argento.
Ma, per tale scopo, nel Voodoo sembra che siano più efficaci catenine ed oggettini in argento.
Invece, se ritieni di essere stato maledetto, porta con te una Scilla e spezzerà l’incantesimo.

Ph. phrygana.eu

La Drimia marittima è “una pianta per la purificazione” e dovrebbe essere utilizzata l’ultimo giorno del mese lunare.
Questo uso viene spiegato da Teofrasto, il quale dice che questa era una pianta, che combatteva naturalmente la decomposizione e aveva il potere di mantenere tutto puro dall’attacco dei parassiti.
“ Skilla è tenace della vita (…). È anche in grado di conservare altre cose che sono immagazzinate, per esempio il melograno, se il picciolo del frutto è incastonato in esso” ( Hist. Pl . 7.13.4)

Drimia vermiformis-Ph. earth.com

Questa pianta veniva usata anche nei rituali per rimuovere l’impotenza maschile, o l’impurità che la causava; ma era anche in quelli per curare la pazzia, che doveva essere espulsa dal corpo anche attraverso la purificazione.
Inoltre, la Drimia serviva a picchiare sui genitali un ‘pharmakos’, ovvero una persona (a volte capro espiatorio), che si era macchiato di un atto sessuale, e poi veniva cacciato dalla città, insieme ai suoi misfatti.
Nel linguaggio dei fiori, la Drimia marittima significa: Forte moderazione, autocontrollo, ed è il simbolo di persone di bell’aspetto che nascondono, al loro interno, un nucleo velenoso e pericoloso per chi le circonda, in grado di covare risentimento a lungo e di ferire al momento più opportuno.

PIANETA: Luna
ELEMENTO: Aria
SEGNO ZODIACALE ASSOCIATO: Bilancia
CHAKRA: 5, Vishuddha (C. della Gola)

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“La speranza è il tappeto magico che ci trasporta dal momento presente nel regno delle infinite possibilità” (H. J. Brown)

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