Home STORIE E LEGGENDE VEGETALI ℕ𝔸𝔾𝔸𝕃𝕀ℕ𝔾𝕀, 𝕃’𝔸𝕃𝔹𝔼ℝ𝕆 𝔻𝔼𝕃𝕃𝔼 ℙ𝔸𝕃𝕃𝔼 𝔻𝕀 ℂ𝔸ℕℕ𝕆ℕ𝔼

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Scritto da MadameBlatt

Couroupita Γ¨ un genere di piante appartenente alla famiglia delle Lecythidaceae, e comprende 3 specie tra cui Couroupita guianensis, comunemente conosciuto come Albero delle Palle di Cannone.
Couroupita: proveniente da Couroupitoutoumou, chiamato cosΓ¬ dai nativi e poi trasformato in Couroupita dal botanico francese del ‘700 Jean Baptiste Christophore FusΓ©e Aublet.
Guianensis: della Guyana.
Altri nomi: Cannonball tree, Nagalingi, Curupita, Nagalingam, Kailaspati, Shivalingi, Toap Gola, Nagakesara, Sal, Arbre Γ  bombres, Arbre Γ  boulet de canon, AbricΓ³-de-macaco, Bola de caΓ±Γ³n, Kanonenkugelbaum, Ayahuma, Curupita, Maraco, Granadillo de las huaca.

Ph. Giorgioglobe-Wikipedia.org

ATTENZIONE: Questa specie Γ¨ spesso confusa con la Shorea Robusta, con la quale condivide il nome comune β€œSal”. Il problema Γ¨ che l’Albero delle Palle di Cannone arrivΓ² in Asia solo alla fine del 1800, importato dagli Inglesi dalla nativa America Centrale e Meridionale. CiΓ² significa che non puΓ² in alcun modo far parte del canone dell’Induismo o del Buddismo, in quanto essi risalgono a piΓΉ di 2.000 anni prima.

Ph. sarangib-Pixabay.jpg

Il Nagalingi Γ¨ un sempreverde originario dell’America Centrale e Meridionale tropicale (Brasile, Colombia, Costa Rica, Ecuador, Guyana, Guyana Francese, Panama, PerΓΉ, Suriname e Venezuela), che puΓ² raggiungere i 35 metri d’altezza.
Ha un fusto Γ¨ cilindrico, con un diametro di circa 70 cm, di colore grigio brunastro, spesso letteralmente ricoperto dai fiori; e foglie ovate-lanceolate
raggruppate all’apice dei rami.
Alcuni alberi possono produrre addirittura 1000 fiori al giorno, intensamente profumati soprattutto all’alba e di notte.
Essi hanno 6 petali e colori che vanno dalle sfumature del rosa al rosso vicino alla base, al giallastro verso le estremitΓ  e, anche se non producono nettare, sono molto apprezzati per il loro polline.
Davvero interessanti sono i suoi frutti sferici, con un diametro di circa 25 cm e guscio legnoso, i quali conferiscono il nome comune “Albero delle Palle di Cannone” in quanto, quando cadono a terra, fanno un rumore forte ed “esplosivo”.

Ph. nuzree-Pixabay.jpg

Essi possono produrre addirittura 500 semi, che fuoriescono appena i frutti cadono a terra, permettendo agli animali di nutrirsi della polpa e disperdere così i semi.
L’Albero delle Palle di Cannone Γ¨ apprezzatissimo come pianta ornamentale per i suoi maestosi e profumati fiori, e come specie botanica di notevole interesse per i suoi frutti.
L’importante Γ¨ stare attenti a dove viene piantato in quanto i suoi frutti, cadendo, potrebbero causare danni mortali.
Localmente Γ¨ coltivato come fonte di cibo, poichΓ© il frutto Γ¨ commestibile, ma in genere non Γ¨ mangiato dalle persone, perchΓ© puΓ² avere uno sgradevole odore, perΓ² Γ¨ adatto come foraggio per animali domestici.
In alcune zone, i frutti vengono fermentati per ottenere vino.
Inoltre, sempre sul luogo, Γ¨ utilizzato nella medicina tradizionale per trattare una varietΓ  di disturbi, tra cui infiammazioni, antibatteriche, antimicotiche, infezioni, dolore e patologie cutanee, usando corteccia, foglie, fiori e polpa del frutto.
Il suo legno puΓ² essere utilizzato per prodotti di basso valore come giocattoli, scatole, casse ed altri prodotti di basso valore.

Ph. sarangib-Pixabay

Ph. chaiwat87-Pixabay

I fiori hanno un profumo meraviglioso e possono essere usati per profumi e cosmetici.
Il Nagalingi ha una ricca storia che si intreccia con le culture delle regioni in cui si trova.
Le popolazioni indigene hanno a lungo venerato l’albero per la sua bellezza ed utilitΓ .
Infatti il frutto Γ¨ utilizzato in rituali e cerimonie tradizionali grazie all’associazione dell’albero con il divino, piantato in luoghi sacri, in particolare indΓΉ e buddisti, nella convinzione che sia l’albero delle sacre scritture.
Durante il periodo coloniale, l’Albero delle Palle di Cannone fu introdotto dagli Inglesi in diverse regioni tropicali del mondo, incluso Sri-Lanka, India e Sud-est asiatico, dove da allora Γ¨ diventato un popolare albero ornamentale in parchi e giardini, uno dei preferiti da paesaggisti e botanici.
Il suo significato religioso indΓΉ deriva dalla somiglianza del fiore, chiamato Nagalingi, con un cobra (naga) che protegge un lingam di Shiva, quindi Γ¨ apprezzato nelle offerte sacre nei templi.

Ph. Mokkie-Wikimedia Commons

Il fiore del Nagalingi ha sei petali con una base al centro, un piccolo rigonfiamento al centro e un cappuccio.
Alla sua base, attorno al rigonfiamento, ci sono stami con polline, e sul cappuccio che ricopre il rigonfiamento ci sono stami piΓΉ lunghi senza polline.

Per questo motivo, i Buddisti asseriscono che il rigonfiamento rappresenti uno Stupa (monumento buddista, originario del subcontinente indiano, la cui funzione principale Γ¨ quella di conservare reliquie), mentre i suoi stami rappresentano i devoti che adorano le reliquie.
I lunghi stami sul cappuccio sono invece considerati divinitΓ  discese dal cielo, per rendere omaggio allo Stupa.
Nello Sri Lanka, l’Albero delle Palle di Cannone, chiamato Sal, Γ¨ stato introdotto nel 1881, con la piantagione del primo alberello nei Giardini Botanici Reali di Peradeniya,Β  ed Γ¨ usato dai Buddisti nelle offerte floreali alle divinitΓ .

Ph. sarangib-Pixabay

Nel linguaggio locale dei fiori, il Nagalingi rosso significa β€œLa prosperitΓ  rimane solo con chi offre il fiore al Divino”; la varietΓ  piΓΉ chiara, bianco e rosa: β€œChi riceve in abbondanza, doni tutto ciΓ² che ha cosΓ¬ come lo riceve”.

Ph. kalyanayahaluwo-Pixabay

In Amazzonia, dove il Nagalingi Γ¨ chiamato Ayahuma, Γ¨ usato tradizionalmente dalle tribΓΉ della Foresta amazzonica, come erba radicante che aiuta ad acquisire coraggio, forza ed a connettersi con lo spirito di Madre Terra.
L’Ayahuma abbraccia l’energia di Madre Gaia mentre comunica con noi e ci guida nel nostro viaggio quotidiano.
Quest’erba ci aiuta a trovare il nostro scopo, sviluppa la nostra intuizione e il nostro SΓ© superiore e ci aiuta a connetterci con l’energia della Terra.

Inoltre, le sue foglie essiccate sono molto apprezzate come agente purificante e protettivo, per creare una barriera che impedisca alla negativitΓ  ed agli spiriti maligni di entrare in casa.

Ph. TouchofMagickShop-Etsy

IΜΎNΜΎCΜΎAΜΎNΜΎTΜΎEΜΎSΜΎIΜΎMΜΎOΜΎ ΜΎDΜΎIΜΎ ΜΎPΜΎUΜΎRΜΎIΜΎFΜΎIΜΎCΜΎAΜΎZΜΎIΜΎOΜΎNΜΎEΜΎ ΜΎDΜΎEΜΎLΜΎLΜΎAΜΎ ΜΎCΜΎAΜΎSΜΎAΜΎ

πŸ”° Prepara una pentola d’acqua e mettici sopra la mano, pronunciando:

“Invoco i miei antenati e le mie guide
affinchΓ© mi aiutino a purificare quest’acqua
allo scopo di purificare la mia casa
da ogni energia negativa,
incantesimo, malocchio
o maledizione che mi sia stato inviato”.

πŸ”° Aspetta 11 minuti e metti le foglie secche di Nagalingi nella pentola a bollire.
πŸ”° Aspetta 7 minuti e togli dal fuoco.
πŸ”° Metti il contenuto della pentola in un contenitore, davanti al quale devi accendere una candela bianca.
πŸ”° Prega i tuoi antenati e le tue guide, affinchΓ© ti aiutino a purificare la tua casa. Sentiti libero di pregare per qualsiasi cosa tu stia vivendo.
πŸ”° Aspetta che l’acqua si raffreddi e poi rimuovi le foglie.
πŸ”° Aggiungi un po’ di latte, polvere di Cascarilla ed Acqua di Colonia.
πŸ”° Puoi anche soffiare del fumo di tabacco nella miscela mentre preghi i tuoi antenati.
πŸ”° Mescola il tutto in un secchio con acqua per purificare la tua casa.
πŸ”° Puoi separare in 3 parti per purificare la tua casa per 3 giorni, se stai attraversando una guerra spirituale.
πŸ”° Conserva un po’ della miscela del terzo giorno, per purificare la porta d’ingresso.
πŸ”° Pulisci la tua casa da dietro a davanti e purifica la porta.
πŸ”° Traccia una croce con la Cascarilla per impedire all’energia negativa di tornare in casa.
πŸ”° Getta l’acqua usata per purificare la tua casa verso la strada.

P͎I͎A͎N͎E͎T͎A͎: Terra
E͎L͎E͎M͎E͎N͎T͎O͎: Terra
S͎E͎G͎N͎O͎ ͎Z͎O͎D͎I͎A͎C͎A͎L͎E͎ A͎S͎S͎O͎C͎I͎A͎T͎O͎: Toro – Vergine
C͎H͎A͎K͎R͎A͎: 1, Muladhara (C. della Radice) – 2, Svadhisthana (C. Sacrale)

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β€œLa speranza Γ¨ il tappeto magico che ci trasporta dal momento presente nel regno delle infinite possibilità” (H. J. Brown)

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