Home LUOGHI INCANTATI ℙ𝕆𝕍𝔼𝔾𝕃𝕀𝔸, 𝕃’π•€π•Šπ•†π•ƒπ”Έ 𝔻𝔼𝕀 π”½π”Έβ„•π•‹π”Έπ•Šπ•„π•€

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Scritto da MadameBlatt

Avvolta dalla nebbia, nel cuore della laguna veneziana, tra i riflessi grigi dell’acqua e circondata da un silenzio quasi irreale, sorge l’Isola di Poveglia, considerata da molti uno dei luoghi piΓΉ misteriosi ed inquietanti d’Italia.
Situata tra Venezia ed il Lido, a sud di fronte a Malamocco lungo il Canal Orfano, con una superficie Γ¨ di 7,25 ettari, anticamente era denominata Popilia, dal latino β€˜populus’ = β€˜pioppo’, probabilmente per la sua vegetazione, o in relazione alla vicina via Popilia-Annia, sistema stradale nella regione costiera romagnolo-veneta, fatta costruire dal console romano Publio Popilio Lenate.
Ma in antiche mappe del 500, l’isola appare nominata anche nella forma β€˜Poveggia’.
Le prime testimonianze sull’isola di Poveglia risalgono all’epoca romana, ma fu soprattutto durante il Medioevo che assunse un ruolo importante nella storia veneziana.
Inizialmente abitata da piccoli gruppi di pescatori e contadini, l’isola venne progressivamente abbandonata a causa delle guerre e delle invasioni che colpirono la laguna.
Nel VI secolo, l’invasione longobarda e la distruzione delle cittΓ  dell’entroterra, soprattutto Padova ed Este, fecero diventare Poveglia uno dei centri di reinsediamento delle popolazioni in fuga verso le coste.
Tra l’809 e l’810, contribuΓ¬ efficacemente alla resistenza di Metamauco (l’attuale Malamocco), antica capitale del ducato di Venezia assediata dai Franchi.
Per l’attiva parte avuta nella difesa dall’invasione franca, gli abitanti di Popilia ricevettero una serie di privilegi, quali l’esenzione dalle tasse, dal servizio militare e dal remare nelle galee.

Ph. dalbera-wikimedia.org

In seguito, vi si insediarono 200 fedelissimi servi di Pietro Tradonico, doge del ducato di Venezia, in quanto alla sua uccisione ottennero dal suo successore Orso I Partecipazio, la concessione di terre e valli, con l’obbligo di censimento annuale e di omaggio da offrire il secondo giorno di Pasqua.
CosΓ¬, Poveglia divenne un centro florido, sia dal punto di vista economico, sia demografico, grazie anche alla pesca ed alla salinatura, e questa prosperitΓ  Γ¨ pure testimoniata dall’insediamento, durante il dogado di Bartolomeo Gradenigo, di un podestΓ , la cui giurisdizione si estendeva anche sulle vicine Malamocco e Pellestrina.
Con la guerra di Chioggia, 1378-1381, iniziΓ² la decadenza di Poveglia, la cui popolazione fu evacuata a Venezia e, nonostante la costruzione di una fortificazione chiamata β€œottagono di Poveglia”, l’isola fu ugualmente occupata dall’ammiraglio genovese Pietro Doria.
Al termine del conflitto, Poveglia era completamente devastata ed i suoi abitanti, in origine diverse centinaia, erano ridotti a poche decine.
Nonostante ciΓ², i povegliotti mantennero per secoli la propria identitΓ , anche se ormai residenti a Venezia, dove ancora erano impiegati nella pesca, che riuscivano anche a commercializzare, svolgendo la professione di β€˜compravendi pesce’.
Per tanto tempo, la Repubblica provΓ² a recuperare l’isola, offrendola nel 1500 ai Camaldolesi, ed un secolo dopo agli stessi Povegliotti, ottenendo sempre dei rifiuti.
PiΓΉ tardi fu adibita a stazione per il rimessaggio e la sosta delle imbarcazioni e per l’immagazzinamento di attrezzature di bordo, visto che era vicina al porto di Malamocco.
Nel 1700, le sue funzioni furono orientate verso fini sanitari e, assegnata al Magistrato alla SanitΓ , le sue strutture servirono al controllo di uomini e merci e, all’occorrenza, da lazzaretto.
In pratica, per cercare di contenere il contagio dalle malattie soprattutto la peste, la Repubblica di Venezia trasformΓ² alcune isole della laguna in luoghi di quarantena, chiamati β€œlazzaretti”.
Poveglia divenne cosΓ¬ un’isola di isolamento per gli ammalati e per tutti coloro che mostravano sintomi sospetti.
Navi provenienti da terre lontane venivano fermate ed i passeggeri costretti a trascorrere lunghi periodi sull’isola, spesso in condizioni disperate.
Migliaia di uomini, donne e bambini furono condotti lì, separati dalle loro famiglie e lasciati in balia della malattia.
Le cronache raccontano che, durante le epidemie piΓΉ violente, l’isola si trasformΓ² in un enorme cimitero a cielo aperto, con i malati che venivano ammassati negli edifici improvvisati o abbandonati senza cure adeguate.

Ph. RenΓ© Seindal-wikimedia.org

I morti, invece, venivano bruciati o sepolti in fosse comuni, infatti esiste una targa marmorea, rinvenuta nella costa ovest, che riporta la seguente dicitura:

“Ne fodias vita functi contagio requescunt MDCCXCIII”
(Non scavate. [Qui] riposano morti per il contagio. 1793)

Si racconta che il dolore e la disperazione di quelle vittime abbiano impregnato l’isola per sempre.
Alcuni pescatori veneziani sostenevano di udire lamenti provenire dalla nebbia nelle notti piΓΉ silenziose, mentre altri raccontavano di aver visto figure indistinte aggirarsi tra le rovine.
Secondo alcune stime, nel terreno di Poveglia riposerebbero i resti di oltre centomila persone e questa immagine terribile ha contribuito nei secoli a costruire la fama sinistra dell’isola: si dice che ancora oggi il suolo sia composto in parte dalle ceneri delle vittime della peste.
Con il passare del tempo, Poveglia sembrΓ² lentamente uscire dall’orrore, tanto che per alcuni anni fu utilizzata come avamposto militare e successivamente come luogo agricolo, ma il senso di inquietudine che la circondava non scomparve mai del tutto.
Nel Novecento, infatti, l’isola tornΓ² ad essere teatro di sofferenza, quando venne aperto un ospedale psichiatrico destinato ai malati mentali.

Ph. Angelo Meneghini-wikimedia.org

È proprio intorno a questo periodo che nascono le storie più oscure e leggendarie.
Secondo i racconti popolari, il direttore dell’ospedale avrebbe condotto esperimenti crudeli sui pazienti, utilizzando strumenti primitivi per praticare lobotomie ed altre procedure invasive.
Le urla dei ricoverati, raccontano le leggende, riecheggiavano nei corridoi dell’edificio anche durante la notte e, col passare del tempo, il medico stesso avrebbe iniziato a sostenere di vedere figure spettrali e di sentire voci provenire dai muri dell’ospedale.
La storia culmina con un episodio diventato ormai parte integrante del mito di Poveglia: si narra che il direttore dell’ospedale, tormentato dalla follia e perseguitato dagli spiriti delle vittime dell’isola, si sia gettato dalla torre del campanile.
Alcune versioni della leggenda aggiungono persino che, sopravvissuto alla caduta, sarebbe stato strangolato da una misteriosa nebbia prima di morire definitivamente.
Non esistono prove storiche certe di questi avvenimenti, ma il racconto ha contribuito enormemente alla reputazione paranormale dell’isola.
Oggi Poveglia Γ¨ ufficialmente abbandonata ed inaccessibile al pubblico.
Gli edifici sono divorati dall’umiditΓ  e dalla vegetazione, le pareti crollano lentamente ed il vento, che attraversa le finestre rotte, produce suoni che molti descrivono come lamenti.
L’accesso all’isola Γ¨ vietato senza autorizzazione, ma questo non ha impedito a curiosi, esploratori urbani ed appassionati del paranormale di tentare di raggiungerla nel corso degli anni. Numerosi programmi televisivi e documentari dedicati ai luoghi infestati hanno contribuito a diffondere l’immagine di Poveglia come β€œl’isola dei fantasmi”.
CiΓ² che rende davvero affascinante Poveglia Γ¨ il confine sottile tra realtΓ  storica e leggenda.

Ospedale Isola di Poveglia-Ph. Chris 73-wikimedia.org

Le epidemie di peste, l’isolamento dei malati e l’abbandono dell’isola sono fatti documentati; molto piΓΉ incerte sono invece le storie di fantasmi, apparizioni e follia.
Eppure Γ¨ proprio questa fusione tra veritΓ  e mito a rendere Poveglia cosΓ¬ magnetica, di quest’isola che sembra incarnare la memoria piΓΉ oscura di Venezia: non la cittΓ  luminosa dei palazzi e dei canali, ma quella segnata dalla morte, dalla paura e dalla solitudine.
Le rovine silenziose di Poveglia continuano a suscitare domande e suggestioni, alimentando l’idea che tra quelle mura qualcosa sia rimasto intrappolato per sempre.
Osservata da lontano, immersa nella foschia della laguna, Poveglia appare come un luogo fuori dal tempo, dove il passato non Γ¨ mai davvero scomparso.
Nonostante la sua apparente quiete, Poveglia custodisce una storia fatta di dolore, isolamento e leggende che nel corso dei secoli hanno alimentato il suo oscuro fascino.
Forse Γ¨ solo il peso della storia, oppure, come raccontano le leggende veneziane, sono le anime di chi non ha mai lasciato quell’isola maledetta.

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