Gli Alebrijes sono sculture di arte popolare messicana dai colori vivaci, raffiguranti creature fantastico-mitologiche, tradizionalmente realizzate in cartapesta o legno.
Questa forma d’arte ha avuto origine a Città del Messico negli anni ’30, quando Pedro Linares López, un artista della cartapesta, iniziò a creare creature surreali ed oniriche, dopo aver avuto vivide allucinazioni durante una malattia.
Su questo storia esiste una leggenda.
Nel 1936, il trentenne artista messicano Pedro Linares López, ammalato gravemente, sognò un luogo strano simile ad una foresta, in cui c’erano alberi, rocce e nuvole che improvvisamente si trasformarono in strani animali sconosciuti.
Vide “un asino con ali di farfalla, un gallo con corna di toro ed un leone con la testa d’aquila“, e tutti gridavano una sola parola: “Alebrijes! Alebrijes! Alebrijes!”.
Dopo la guarigione, iniziò a ricreare le creature che aveva sognato, simili a chimere, in “cartonería” (cartapesta), lavorandole in maniera tridimensionale con diversi tipi di carta fatta a strisce ed “engrudo” (una colla a base di farina di grano ed acqua).

by AlejandroLinaresGarcia-wikipedia.org

Ph. Declamados-wikipedia.org
Le opere di Linares López attirarono l’attenzione di artisti come Diego Rivera (pittore messicano) e Frida Kahlo (artista messicana) e negli anni ’80, la regista britannica Judith Bronowski organizzò un laboratorio di dimostrazione artigianale messicano negli Stati Uniti con vari artisti, tra cui Maria Sabina, un’artigiana tessile di Oaxaca.
Nonostante nella Valle di Oaxaca ci fosse già una storia di intagli di animali e figure varie di legno, i disegni di López divennero ampiamente apprezzati e quindi furono successivamente adottati dagli artigiani locali, che iniziarono a scolpirli nel legno di Copale, un legno tenero locale, che si dice sia magico, in versione oaxaqueña.
Nel 1990, Linares Lopéz ottenne il Premio Nacional de Ciencias y Artes, non solo per il lavoro svolto, ma anche come riconoscimento per il mantenimento e la conservazione delle proprie tradizioni popolari utilizzate per altre opere, e che rappresentano l’arte messicana
Oggi, gli Alebrijes sono una parte significativa dell’arte popolare messicana, fondendo le tradizioni indigene con l’espressione artistica moderna, spesso associati al Día de Los Muertos (Giorno dei Morti), sebbene non facciano tradizionalmente parte delle usanze di questa festività.

Butterfly man by Francisca Calva-wikipedia.org
Gli Alebrijes vengono realizzati in diverse regioni del Messico ed hanno ottenuto un riconoscimento internazionale, comparendo in mostre, festival e persino nei media contemporanei.
Dal 2007, il ‘Museo de Arte Popular’ di Città del Messico, il principale museo dedicato alla promozione e conservazione dell’artigianato e dell’arte popolare messicana, organizza annualmente una parata molto importante alla quale partecipano oltre 200 artisti, include tre premi per i migliori Alebrijes giganti (dai valori di 40 000, 30 000 e 20 000 pesos) ed altre attività, quali un teatro di burattini, musica e racconti su queste mitiche creature.
L’evento, che si chiama ‘La Noche de los Alebrijes’, ed il processo di creazione degli Alebrijes inizia a giugno, mentre la parata si svolge l’ultimo sabato di ottobre a mezzogiorno.
Nel film d’animazione del 2017, Coco, diretto da Lee Unkrich e co-diretto da Adrian Molina, gli Alebrijes vengono reinterpretati come spiriti guida, che accompagnano le anime nel Día de los Muertos e nel mondo dei morti, proteggendo gli abitanti della Terra dell’Aldilà.
Il personaggio di Pepita, ad esempio, è un enorme Alebrije dai colori sgargianti, che protegge la famiglia Rivera, mentre Dante si trasforma in un Alebrije nel corso della storia.

Pepita
Poiché una varietà di artisti ed artigiani ha creato Alebrijes nei propri stili, il mestiere è diventato parte del repertorio di arte popolare del Messico.
Una degli artisti più noti di Alebrije è l’argentina naturalizzata messicana Susana Buyo, che ha imparato a lavorare con cartone e cartapesta in uno dei laboratori della famiglia Linares Lopéz, conosciuta come la “Señora de los Monstruos“.
Il suo lavoro famoso differisce da quello dei Linares Lopéz, in quanto molti dei suoi disegni includono contorni umani, e molti hanno espressioni più tenere che terrificanti.
Inoltre utilizza anche materiali non tradizionali come piume, pietre di fantasia e resine moderne, sia per la novità che per la durata.

Ph. Ernesto07-pixabay
Gli Alebrijes, specialmente i mostri, si sono guadagnati la reputazione di “spaventare gli spiriti cattivi” e proteggere la casa ed alcuni, come il maestro artigiano Christian David Mendez, sostengono che c’è un certo misticismo coinvolto nella creazione e nel possesso di queste figure, con parti di alcuni animali che rappresentano le caratteristiche umane.
Infatti, dal punto di vista mistico/esoterico moderno, gli Alebrijes sono spesso considerati simboli di protezione, trasformazione e connessione con il mondo spirituale e gli si attribuiscono significati come:
🐱🐉Animali guida: ogni Alebrije, essendo una fusione di più animali, rappresenta qualità diverse (forza, intuizione, coraggio, saggezza, adattabilità).
🐱🐉Protettori spirituali: vengono talvolta usati come talismani, per allontanare energie negative e proteggere la casa o la persona.
🐱🐉Simbolo di trasformazione: la combinazione di creature differenti richiama l’integrazione di aspetti diversi della personalità ed il cambiamento interiore.
🐱🐉Espressione del mondo onirico: poiché nacquero da una visione, sono associati ai sogni, all’immaginazione ed alla creatività.

Nahual
È anche comune trovare un collegamento con i Nahuales, figure della tradizione mesoamericana, secondo cui ogni persona avrebbe un animale spirituale o uno spirito animale protettore.
Tuttavia, questo legame è soprattutto una reinterpretazione contemporanea: gli Alebrijes non fanno parte originariamente delle credenze tradizionali sui Nahuales.

Ph. Thelmadatter-wikipedia.org

Ph. Marianabece96-wikipedia.org

Ph. Thelmadatter-wikipedia.org
Si dice che gli Alebrijes non scelgano il loro proprietario per caso, ma che sia la persona a sentirsi attratta da una particolare creatura, perché ne riflette un bisogno interiore.
C’è chi vede in essi dei “Guardiani della Soglia“: figure che accompagnano i momenti di cambiamento, aiutando a lasciare andare ciò che non serve più e ad accogliere una nuova versione di sé.
Gli Alebrijes vengono interpretati come manifestazioni dell’inconscio in quanto, essendo composti da animali diversi, rappresentano l’unione di qualità apparentemente opposte: la forza del giaguaro, la libertà dell’aquila, l’intuito del gufo, la trasformazione del serpente.
Il loro messaggio è che la vera armonia nasce dall’integrare tutte le parti della propria natura.
Alcuni praticanti di percorsi spirituali li utilizzano durante la meditazione come simboli di viaggio interiore.

Ph. AlejandroLinaresGarcia-wikipedia.org
I loro colori vivaci e le forme impossibili ricordano che il mondo invisibile non segue la logica ordinaria: ciò che appare bizzarro può contenere un insegnamento profondo, ed ogni dettaglio diventa un invito ad ascoltare la propria intuizione.
Forse il fascino degli Alebrijes risiede proprio nel loro mistero.
Sono nati da un sogno e, come i sogni più intensi, sembrano parlare un linguaggio che la mente razionale fatica a comprendere.
Per alcuni sono semplici opere d’arte; per altri, sono promemoria silenziosi che la realtà è molto più ampia di ciò che possiamo vedere.
Gli Alebrijes ci ricordano che il confine tra il visibile e l’invisibile è spesso più sottile di quanto immaginiamo e forse non sono creature da cercare nel mondo esterno, ma simboli che emergono quando l’anima è pronta ad ascoltare ciò che la ragione non riesce ancora a spiegare.
Ogni Alebrije sembra custodire un messaggio diverso: alcuni parlano di coraggio, altri di guarigione, altri ancora di trasformazione.
Forse il loro vero potere non è quello di cambiare il destino, ma di risvegliare qualcosa che era già presente dentro di noi.
In fondo, la domanda non è tanto cosa rappresenti un Alebrije, ma perché proprio quell’Aalebrije abbia attirato il tuo sguardo…

by PandannaImagen-pixabay
