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STORIE E LEGGENDE VEGETALI: ARTEMISIA, L’ERBA DEL PELLEGRINO

Scritto da MadameBlatt

L’Artemisia è un genere di piante perenni, che possono raggiungere i 2 metri d’altezza e crescono in Europa, America, Asia, Nord Africa ed Australia.
L’origine del nome non è ben chiaro.
Potrebbe essere stato dedicato alla Dea greca della caccia Artemide, o alla regina Artemisia di Caria, oppure essere un riferimento al greco “artemes” = sano, alludendo alle sue proprietà medicamentose.
L’Artemisia ha oli eterei, con forte odore aromatico, un mix di citronella e canfora.

Artemide

Artemisia di Caria

Le foglie, crude e cotte, sono commestibili e solitamente si usano per smorzare sapori troppo dolci o cibi troppo grassi, avendo un aroma amarognolo.
Ma sono anche utilizzate, per aromatizzare la birra o come infuso.
L’Artemisia contiene il Tujone chimico, che è un leggero intossicante.
Tuttavia, è un mistero se le persone medievali abbiano notato gli effetti del Tujone, considerando la quantità di birra che bevevano.
Oggi non molte persone possiedono il gusto per bere le birre di Artemisia.
Ma se sei curioso di provarla, cerca le ricette tradizionali vendute come “Birra Gruit”.

Birra Gruit

Con l’Artemisia absinthium, si produce il distillato di “Assenzio”, al quale conferisce il colore verde ed il sapore aspro.
I “Walser” (abitanti del Cantone vallese, in Svizzera) chiamavano questa pianta “Werimuota”, da qui il “Vermouth”, liquore a base di Artemisia absinthium macerato nel vino, molto usato come aperitivo.

Artemisia absinthium

Assenzio-Ph. Il Bo Live

Werimuota-Ph. Quora

Invece, con l’Artemisia umbelliformis si produce il liquore “Genepì”.
Il genere Artemisia è molto usato nella medicina popolare orientale.
Per esempio, la “Moxibustione” (“Moxa Nian Ying AiTia”, tecnica cinese che si basa sul bruciare sopra, o in vicinanza della cute, della polvere di Artemisia, per ottenere una calorificazione della pelle e, di riflesso, di strutture sottostanti e interne), utilizza coni o bastoncini riscaldati di Artemisia, passandoli su alcune zone del corpo.

Artemisia umbelliformis

Genepi-Ph Giornale di Brescia

Moxibustione-Ph. Vania Lot Naturopata

Bastoncini di Artemisia per Moxa-Ph. Fisaude

Nella medicina tradizionale, l’Artemisia è utilizzata come antipiretico, aperitivo, digestivo, per problematiche gastrointestinali, oltre ad essere stata usata per combattere la malaria.
La sua componente principale, “Artemisina”, sembra contenere un potenziale principio attivo anticancro.
In passato, le levatrici usavano le foglie amare di questa pianta per aiutarsi nello svezzamento.
Da secoli, l’Artemisia è considerata un’erba magica, “erba dell’oblio”, capace di scacciare la negatività e di amplificare lo sviluppo di poteri psichici e gli stati medianici.


Dona forza, protezione, sogni profetici, previsioni astrali e curativi.
La magia dell’Artemisia è in grado di allontanare il male: spiriti maligni, epidemie ed avversità.
Respirando i suoi fumi, si hanno sogni e visioni.
Si deve raccogliere la notte del Solstizio d’Estate, soprattutto perché si narrava che, proprio nella notte di San Giovanni (21 giugno), sotto le radici della pianta crescesse un “carbone”, che preservava da peste e fulmini e che avrebbe protetto efficacemente il raccoglitore e la sua famiglia.
I Romani si cingevano la testa con una corona di Artemisia intrecciata, per proteggersi dalla sfortuna, dagli spiriti ed avere il “cuore allegro”.


Una leggenda cristiana narra, che l’Artemisia nacque sul sentiero che doveva percorrere il serpente, allo scopo di impedirne il cammino e preservare l’uomo dal peccato.
Quindi, divenne “l’erba del pellegrino” per eccellenza, infatti, poche foglie nelle scarpe servivano ad allontanare stanchezza, animali pericolosi e spiriti maligni. Ma è anche una pianta che protegge i viaggi, le strade ed il cammino fisico o spirituale dell’uomo.
Ecco perché, per lungo tempo, si usava dipingere una piantina di Artemisia sulle portiere delle carrozze prima e delle auto poi, per proteggersi dagli incidenti.
Le sue foglie sono rivolte sempre a nord, quindi un orientamento divino, che può portare solo fortuna.

Ph. Gardeners World

Con i suoi rametti, in Oriente si confezionano piccole tigri da appendere fuori alla porta di casa, per scacciare gli spiriti molesti.
Specchi magici, sfere e tutta la strumentazione esoterica, si purificano e si magnetizzano con l’Artemisia.
I Celti raccoglievano questa pianta allo spuntar del giorno, camminando al contrario, per confondere le tracce del maligno.
Gli indiani d’America bruciavano l’Artemisia tridentata (Sagebrush), durante le loro cerimonie, o se la strofinavano addosso fresca, per attirare l’amore.
L’Artemisia può essere usata come un incenso (mista in parti uguali col legno di Sandalo), per rafforzare i poteri psichici.

Artemisia tridentata

Artemisia tridentata-Ph Buffalo Brand Seed

Può essere anche messa vicino al letto, per favorire i viaggi astrali, o fare un bagno con questa pianta, perché purifica dalle cattive azioni commesse.
Nei rituali magici, l’Artemisia può essere bruciata come incenso, o fumata, per farti entrare in uno stato di meditazione o trance più profondo.
Non è un’erba che ti fa sballare, ma apre un canale più diretto alla magia lunare che è sempre lì, latente nella luminosità del Sole.
Di solito si mescola con altre erbe come la salvia e il verbasco e si fuma.
Può essere una bella esperienza spirituale …
L’Artemisia ci aiuta a liberare il nostro sé selvaggio e indomito.


Incoraggia gli uomini e le donne a connettersi con il Femminile divino Interiore, per aprire il nostro Terzo occhio alle nostre visioni e sogni.
L’Artemisia può essere preparata come tisana, per aiutare nella divinazione.
Un cucchiaino delle sue foglie essiccate viene messo in infusione in una tazza di acqua calda.
Si aggiunge miele e limone e si beve.
L’infuso di foglie di Artemisia è anche usato per lavare le sfere di cristallo e gli specchi magici, e se sono poste intorno alla base della sfera (o sotto di essa), aiuta nella cognizione psichica.

Ph. Harro Hofliger

Attenzione: l’Artemisia è pericolosa per donne in gravidanza o in allattamento.

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“La speranza è il tappeto magico che ci trasporta dal momento presente nel regno delle infinite possibilità” (H. J. Brown)

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