Arachis è un genere di piante appartenente alla famiglia delle Fabaceae, tipiche del Sud America, e comprende circa un’ottantina di specie.
Quella più conosciuta è l’Arachide, Arachis hypogaea, una pianta erbacea oleaginosa di importanza mondiale, originaria del Sud America, appartenente alla famiglia delle Fabaceae.
E’ ampiamente coltivata per i suoi semi eduli, che crescono nel sottosuolo, chiamati Arachidi, Spagnolette, Noccioline americane, Bagigi, Scachetti, Caccaetti, Giapponi, Cecini, Nocelle.
Arachis: dal greco ‘arakís’, termine che indicava la cicerchia o un legume simile.
Hypogaea: dal greco, ‘sotterraneo’.
Altri nomi: Peanut, Groundnut, Goober, Pindar, Monkey nut, Cacahuete, Maní, Cacahuète, Erdnuss, Amendoim, Pinda.
Cacahuete: dal nahuatl (lingua originaria della popolazione azteca) ‘tlālcacahuatl’ = “cacao di terra”.

Ph. Komavo-wikipedia.org
La pianta ha un fusto eretto; può raggiungere gli 80 cm di altezza; ha l’apparato radicale fittonante con molte radici secondarie ricche di tubercoli ben visibili.
Le foglie sono opposte paripennate, ognuna formata da quattro foglioline ed i fiori sono quelli papilionati tipici delle Fabaceae, gialli con venature rossastre e, dopo la fecondazione, si allungano e si introducono nel terreno dove crescono e raggiungono la maturazione, dando vita ai semi eduli.
Il frutto dell’Arachide è un involucro contenente due o tre semi di forma ovale, ricoperti da una pellicola di colore rossiccio.
L’Arachide è una pianta molto conosciuta ed oggi viene coltivata in molte parti del mondo.
I suoi semi vengono mangiati tostati, usati per produrre burro di arachidi ed olio, ed impiegati in numerose ricette.

Ph. H. Zell-wikipedia.org
Le prime popolazioni a coltivare l’Arachide furono probabilmente quelle dell’America meridionale, visto che gli archeologi hanno trovato testimonianze della sua presenza risalenti a migliaia di anni fa, in particolare in zone dell’attuale Perù, Bolivia, Brasile ed Argentina.
Per le popolazioni antiche del Sud America, l’Arachide era un alimento importante perché era nutriente, abbastanza facile da conservare e ricco di grassi e proteine.
Veniva mangiata in diversi modi e poteva anche essere utilizzata per ottenere una specie di farina o una bevanda.
Con il tempo, la coltivazione dell’Arachide si diffuse in diverse regioni dell’America meridionale e centrale.
La sua storia cambiò dopo l’arrivo degli Europei nelle Americhe, a partire dalla fine del Quattrocento.
Gli esploratori europei entrarono in contatto con molti alimenti che non conoscevano, tra cui mais, patate, pomodori, cacao ed arachidi.
Il primo a parlare diffusamente della pianta fu lo spagnolo Fernando de Oviedo nel 1520, e dipende forse da questo l’origine dell’altro nome “spagnoletta”, che si alterna a “nocciolina americana”.
L’Arachide venne portata fuori dal continente americano ed iniziò lentamente a diffondersi in altre parti del mondo.
Grazie ai commerci ed ai viaggi, la pianta arrivò in Africa ed in Asia, dove trovò condizioni climatiche favorevoli e cominciò ad essere coltivata su larga scala.
L’Arachide si adattò molto bene alle regioni calde, in Africa diventò particolarmente importante, sia come alimento sia come coltura agricola.
In molte zone africane l’Arachide veniva utilizzata per preparare piatti tradizionali e salse, e dai suoi semi si poteva ottenere un olio utile per cucinare.

by spiceteller-pixabay
Anche in Asia l’Arachide si diffuse rapidamente, in Paesi come India e Cina soprattutto, in cui divenne una coltura molto importante.
Ancora oggi questi Paesi sono tra i principali produttori mondiali di Arachidi.
Per alcuni secoli, le Arachidi rappresentarono il cibo più comune somministrato agli schiavi neri nella traversata verso il Nuovo Continente.
L’Arachide arrivò negli Stati Uniti attraverso gli scambi tra continenti e, nel corso del tempo, diventò una coltura agricola importante soprattutto negli Stati del Sud.
Per molto tempo, l’Arachide fu considerata soprattutto un alimento semplice e poco costoso, veniva consumata in diversi modi, per esempio tostata o utilizzata per ottenere olio.
L’introduzione dell’Arachide in Italia risale al 1772, ma la coltivazione ebbe alterna fortuna dal 1870, anno in cui fu coltivata per la prima volta nei dintorni di Valenza (AL), senza mai assumere vaste proporzioni.
Durante l’Ottocento, la sua coltivazione aumentò e l’Arachide iniziò ad essere utilizzata sempre più spesso nell’industria alimentare.

Ph. Pollinator-wikipedia.org
Un personaggio importante nella storia dell’Arachide negli Stati Uniti fu George Washington Carver, uno scienziato ed agronomo afroamericano.
Carver studiò numerosi possibili utilizzi delle colture agricole del Sud e contribuì a far conoscere meglio le potenzialità dell’Arachide.
Non fu però l’inventore del burro di arachidi, come a volte viene erroneamente raccontato.
Tra la fine dell’Ottocento ed il Novecento, l’Arachide cominciò ad essere utilizzata sempre di più dall’industria, in cui i suoi semi potevano essere tostati, trasformati in farina oppure spremuti per ottenere olio.
Con lo sviluppo delle tecniche industriali, divenne possibile produrre e vendere grandi quantità di prodotti a base di questi semi.
Uno dei prodotti più famosi è il burro di arachidi e, nonostante preparazioni simili esistevano già prima dell’industria moderna, nel corso del Novecento il prodotto venne perfezionato, confezionato e commercializzato su larga scala, soprattutto negli Stati Uniti.
Il burro di Arachidi divenne così un alimento molto popolare, utilizzato soprattutto per preparare panini e dolci.
Nel corso del Novecento, la coltivazione dell’Arachide continuò a crescere in molte parti del mondo, soprattutto perché era interessante per gli agricoltori, in quanto poteva essere coltivata in regioni calde ed aveva diversi utilizzi: oltre ad essere un alimento, poteva fornire olio ed altri prodotti.
In alcuni Paesi, veniva utilizzata anche nella rotazione delle colture poiché, come altre leguminose, la pianta dell’Arachide è capace di collaborare con particolari batteri presenti nelle radici, che aiutano a rendere disponibile l’azoto nel terreno.
Per questo può avere un ruolo utile nei sistemi agricoli.
Con il miglioramento delle tecniche agricole, delle macchine e dei sistemi di conservazione, la produzione mondiale aumentò ulteriormente.
Oggi, l’Arachide è coltivata soprattutto nelle zone dal clima caldo, ed tra i principali Paesi produttori ci sono Cina, India, Nigeria, Stati Uniti ed altri Paesi dell’Africa e dell’Asia.
In Italia è coltivata soprattutto in Veneto e Campania.

Ph. etheldith-pixabay
Le Arachidi vengono consumate in moltissimi modi:
• mangiate crude o tostate;
• utilizzate per preparare il burro di arachidi;
• trasformate in olio;
• aggiunte a dolci e prodotti da forno;
• utilizzate in salse e piatti salati;
• trasformate in farine o altri ingredienti.
Dalla spremitura dei semi di Arachide si ricava l’omonimo olio, qualitativamente adatto all’alimentazione umana.
Il suo elevato punto di fumo, il costo sensibilmente inferiore rispetto all’olio di oliva ed il sapore delicato, lo rendono particolarmente adatto alla frittura degli alimenti.
L’Arachide è apprezzata perché contiene proteine, grassi, fibre, vitamine e minerali però, allo stesso tempo, è anche uno degli alimenti che può provocare allergie molto forti in alcune persone.
Gli allergeni principali sono rappresentati da tre proteine (Ara h1, Ara h2, Ara h3): questi allergeni restano stabili al calore, per cui rimangono attivi anche dopo la tostatura e la cottura.
La reazione può avvenire per contatto, inalazione e, soprattutto, per ingestione; i sintomi della reazione allergica sono asma, angioedema e shock anafilattico acuto.
Per questo motivo, in molti Paesi è obbligatorio indicare chiaramente la sua presenza negli alimenti confezionati.

Ph. H. Zell-wikipedia.org
Esistono racconti tradizionali, miti e leggende legati all’Arachide, soprattutto in Sud America ed in alcune tradizioni africane.
Eccone alcuni.
I͛l͛ d͛o͛n͛o͛ d͛e͛l͛l͛a͛ M͛a͛d͛r͛e͛ T͛e͛r͛r͛a͛
-leggenda andina-
Molto tempo fa, quando gli uomini vivevano ancora imparando i segreti della terra, il popolo soffriva durante i periodi di siccità.
I campi erano poveri ed i frutti scarseggiavano.
Gli uomini chiedevano alla Terra di aiutarli, ma non sapevano quale dono avrebbe potuto salvarli.
Una notte, una giovane donna si addormentò vicino al campo.
Nel sogno vide una figura femminile emergere dal terreno.
Aveva i capelli intrecciati con radici ed il volto coperto di foglie.
Era la Madre Terra.
La donna le chiese:
«Perché ci lasci senza cibo?»
La Madre Terra rispose:
«Io non vi ho abbandonati. Ma voi cercate sempre i miei doni sopra la superficie. Guardate gli alberi, i frutti ed i fiori, ma avete dimenticato che anch’io ho un cuore nascosto.»
La Madre Terra aprì le mani e mostrò alla giovane alcuni piccoli semi.
«Piantali. Non cercarli nel cielo. Cercali dentro di me.»
Quando la donna si svegliò, trovò accanto a sé quei piccoli semi. Li piantò ed aspettò.
Dopo qualche tempo comparvero delle piccole piante, ma non c’erano frutti sui rami.
Il popolo pensò che la Terra avesse ingannato la giovane.
Quando arrivò il momento del raccolto, però, la donna scavò delicatamente nel terreno e trovò i baccelli dell’Arachide.
Erano nascosti sotto la terra.
Da quel giorno il popolo comprese che la Terra non dà sempre i suoi doni alla vista di tutti.
Alcuni dei suoi tesori devono essere cercati in profondità.
E così l’Arachide divenne il simbolo del dono nascosto della Terra.

Ph. Oldiefan-pixabay
Ĭl̆ s̆ĕm̆ĕ c̆h̆ĕ ăv̆ĕv̆ă p̆ăŭr̆ă d̆ĕl̆ b̆ŭĭŏ
C’era una volta un piccolo seme, che viveva in un campo insieme a molti altri semi.
Era curioso ed osservava il mondo.
Vedeva i girasoli alzare la testa verso il sole, gli alberi diventare sempre più grandi ed i fiori colorare i prati.
«Quando crescerò anch’io voglio essere visto da tutti» pensava.
Un giorno arrivò un contadino e piantò il piccolo seme nella terra.
Il seme ebbe paura.
Non vedeva più il cielo.
Non vedeva il sole.
Non vedeva gli altri fiori.
Era circondato soltanto dal buio.
«Perché mi avete nascosto?» gridò.
La Terra gli rispose:
«Non sei stato nascosto. Sei stato affidato a me.»
Il seme non capiva.
Passarono i giorni.
Nel buio sentì qualcosa cambiare dentro di sé.
Le sue radici cominciarono a crescere e lentamente si trasformò.
«Sto morendo?» chiese.
«No» rispose la Terra. «Stai diventando ciò che sei destinato a essere.»
Alla fine, dalla terra uscì una piccola pianta verde.
Il seme era diventato una pianta di Arachide.
Ma la parte più preziosa della pianta rimaneva ancora sotto terra.
Quando arrivò il raccolto, il contadino scavò e trovò i baccelli.
Il piccolo seme finalmente comprese.
Non era necessario crescere verso il cielo per avere valore.
La sua ricchezza era sotto la superficie.
Da allora, ogni volta che qualcuno prende un’Arachide dalla terra, si dice simbolicamente che stia scoprendo qualcosa che ha avuto il coraggio di crescere nel buio.

Ph. Ralphs_Fotos-pixabay
I̋l̋ s̋e̋m̋e̋ d̋e̋i̋ m̋őr̋t̋i̋ e̋ d̋e̋i̋ v̋i̋v̋i̋
-leggenda sudamericana-
Un’antica comunità aveva l’abitudine di accompagnare i propri morti con semi ed alimenti.
Gli anziani dicevano:
«Quando una persona muore, non dobbiamo pensare che il suo viaggio sia terminato. Il corpo torna alla Terra e la Terra lo trasforma.»
Un giorno morì una giovane donna molto amata dal villaggio.
La sua famiglia la seppellì vicino ai campi e pose accanto a lei alcuni semi di Arachide.
Un bambino chiese:
«Perché le date del cibo? Lei non può più mangiare.»
L’anziana nonna gli rispose:
«Non è per lei che li mettiamo nella terra. È per ricordare a noi che la vita continua a trasformarsi.»
Passarono le stagioni.
Nel luogo della sepoltura crebbe una pianta di Arachide.
Quando arrivò il momento del raccolto, il bambino scavò il terreno e trovò numerosi semi.
Corse dalla nonna.
«Guarda! Sono nati dalla terra!»
La donna sorrise.
«Vedi? La Terra non conserva le cose per sempre. Le trasforma.»
Da quel momento il bambino non ebbe più paura della morte.
Aveva imparato che la Terra può prendere qualcosa che sembra finito e trasformarlo in qualcosa di nuovo.
Per questo l’Arachide diventa un ponte tra la vita e la morte, tra ciò che scompare e ciò che rinasce.

Ph. dcanandianphotographer1-pixabay
L̊å r̊åg̊åz̊z̊å c̊h̊e̊ v̊o̊l̊e̊v̊å v̊e̊d̊e̊r̊e̊ i̊l̊ f̊ůt̊ůr̊o̊
Una giovane ragazza desiderava conoscere il proprio futuro.
Chiedeva alle stelle, osservava la Luna e cercava risposte nei sogni, ma nessuno riusciva a dirle cosa sarebbe diventata.
Un giorno incontrò una vecchia guaritrice.
«Voglio sapere cosa mi accadrà» disse la ragazza.
La donna le diede un’Arachide.
«Pianta questo seme.»
«E cosa vedrò?»
«Niente.»
La ragazza rimase delusa.
«Allora perché dovrei farlo?»
«Perché vuoi conoscere il futuro senza avere imparato ad aspettare.»
La ragazza piantò il seme.
Il giorno dopo non accadde nulla.
Nemmeno quello successivo.
Passarono settimane.
Poi apparve un piccolo germoglio.
La ragazza continuò a prendersene cura.
La pianta crebbe, fiorì ed infine scomparve apparentemente sotto la terra.
La ragazza pensò di aver fallito.
La guaritrice le disse:
«Ecco la risposta che cercavi. Il futuro non è visibile immediatamente. Scava! »
Quando scavò, trovò le Arachidi.
La vecchia sorrise:
«Ecco la risposta che cercavi. Il futuro non è qualcosa che puoi vedere prima che arrivi. È qualcosa che cresce dentro ciò che fai oggi.»
Da allora l’Arachide divenne per la ragazza il simbolo del futuro nascosto, della pazienza e della fiducia nel processo della vita.

Ph. garten-gg, pixabay
Dal punto di vista spirituale, l’Arachide è una pianta profondamente legata alla Terra.
Il suo frutto nasce da un fiore che, dopo essere stato fecondato, si piega verso il terreno e porta il futuro baccello sotto la superficie.
Per questo può diventare un potente simbolo di radicamento, trasformazione e vita nascosta.
Spiritualmente, l’Arachide può rappresentare l’umiltà: ciò che ha valore non deve necessariamente essere visibile.
Infatti, il frutto cresce lontano dagli occhi, dentro la terra, ricordando che molte delle trasformazioni più importanti avvengono in silenzio e nell’interiorità.
Può inoltre simboleggiare la forza interiore, in quanto la pianta appare semplice e discreta, ma dalla sua apparente fragilità nasce un frutto ricco di nutrimento.
È quindi un’immagine della capacità di trasformare le difficoltà in energia e sostentamento.
Il fatto che il frutto sia nascosto nella terra richiama anche il tema del ritorno alle proprie radici.
L’Arachide invita simbolicamente a guardare dentro di sé, a conoscere le proprie origini e ad accettare i tempi naturali della crescita.
Infine, i numerosi semi contenuti nei baccelli possono essere associati ad abbondanza, fertilità e potenzialità: qualcosa di piccolo ed apparentemente insignificante può contenere dentro di sé la possibilità di generare nuova vita.
In questo senso, il messaggio spirituale dell’arachide potrebbe essere:
“Ciò che cresce nel silenzio può avere un grande valore. Rimani radicato, abbi cura di ciò che è dentro di te e lascia che la tua forza maturi lontano dagli occhi degli altri.”

Ph. beasternchen-pixabay
L’Arachide non è generalmente considerata una pianta esoterica nel senso tradizionale del termine, infatti non possiede un sistema di significati magici universale come possono averlo avuto altre piante.
Tuttavia, alcune antiche culture sudamericane attribuivano all’Arachide un’importanza rituale, religiosa e simbolica.
Il caso più significativo riguarda le antiche civiltà della costa del Perù, in particolare la cultura Moche e, successivamente, il mondo incaico.
L’aspetto più particolare dell’Arachide è che il suo frutto cresce sotto la terra: il fiore nasce sopra il terreno, ma dopo la fecondazione si piega verso il basso e porta il futuro frutto nel sottosuolo.
Questa caratteristica può aver contribuito alla sua particolare simbologia.
Nelle antiche culture andine, l’Arachide compare in contesti legati a riti, banchetti cerimoniali e sepolture.
Sono state trovate rappresentazioni di Arachidi su oggetti rituali e funerari e, in alcune tombe importanti, anche oggetti preziosi che ne riproducevano la forma.
L’Arachide era inoltre presente come alimento offerto ai defunti.
Questo crea un simbolismo molto interessante: il seme viene affidato alla terra, proprio come il corpo del defunto, ma dalla terra può nascere nuova vita.
Per questo, in una lettura spirituale, l’Arachide può rappresentare il ciclo eterno della vita:
nascita → crescita → morte → trasformazione → rinascita.

Ph. Blie-pixabay
Non significa necessariamente che gli antichi considerassero l’Arachide una “pianta magica”, è più corretto dire che la sua particolare natura poteva inserirsi nella loro visione religiosa della vita, della morte e della fertilità.
L’Arachide è anche un simbolo molto forte di connessione con la Terra, per il suo frutto che cresce nel terreno.
Simbolicamente, questo può rappresentare ciò che non si vede ma esiste.
Può quindi essere associata a:
• ciò che è nascosto;
• la conoscenza interiore;
• i misteri della Terra;
• le proprie radici;
• la parte inconscia dell’essere umano;
• la trasformazione silenziosa.
L’Arachide è stata inoltre collegata, nelle interpretazioni del simbolismo agricolo andino, alla fertilità: il suo frutto contiene più semi e la pianta può produrne numerosi.
Inoltre, il fatto che il frutto venga generato dentro la terra richiama il ciclo agricolo: il seme viene affidato al terreno, rimane nascosto e poi produce nuova vita.
Da una prospettiva simbolica moderna, l’Arachide può quindi rappresentare:
fertilità, abbondanza, prosperità e capacità di generare.
L’Arachide è una pianta apparentemente semplice, non è grande, non è particolarmente appariscente ed il suo frutto non si vede. Eppure, sotto la superficie, produce qualcosa di nutriente e prezioso.
Per questo può essere utilizzata come simbolo della forza interiore: una persona può sembrare umile, silenziosa o fragile all’esterno e possedere invece una grande ricchezza dentro di sé.
Il suo insegnamento simbolico potrebbe essere:
“Non giudicare ciò che è visibile: ciò che è più prezioso può trovarsi nascosto sotto la superficie.”

Ph. ignartonosbg-pixabay
Come simbolo esoterico, si può associare l’Arachide a:
💢 Radicamento — essere profondamente connessi alla Terra.
💢 Mistero — ciò che cresce nell’oscurità e non è immediatamente visibile.
💢 Trasformazione — il passaggio dalla morte alla nuova vita.
💢 Fertilità — capacità di generare e far prosperare.
💢Abbondanza — ricchezza nascosta e nutrimento.
💢 Forza interiore — valore che non ha bisogno di essere mostrato.
💢 Conoscenza interiore — andare oltre le apparenze per scoprire ciò che è nascosto.
💢 Connessione con la Terra — ritorno alle proprie origini ed alle proprie radici.
“L’Arachide rappresenta ciò che cresce nell’oscurità: la forza nascosta, la fertilità della Terra, la trasformazione e la rinascita.”

by Franz Eugen Köhler-wikipedia.org
P͟I͟A͟N͟E͟T͟A͟: Luna
E͟L͟E͟M͟E͟N͟T͟O͟: Terra
S͟E͟G͟N͟O͟ Z͟O͟D͟I͟A͟C͟A͟L͟E͟: Cancro – Toro
C͟H͟A͟K͟R͟A͟: 1, Muladhara (C. della Radice) – 2, Svadhisthana (C. Sacrale)


