Giovanni, secondo il Vangelo di Luca, nacque da Zaccaria, sacerdote del Tempio, e da Elisabetta, parente di Maria, e la sua nascita fu annunciata da un angelo, quando i genitori erano ormai anziani e non avevano figli.
Divenuto adulto, nel 29 d.C., Giovanni si ritirò nel deserto della Giudea, in cui viveva in modo austero, indossando una veste di peli di cammello e nutrendosi di locuste e miele selvatico.
Egli predicava la conversione ed invitava il popolo a prepararsi all’arrivo del Messia, battezzando le persone nel fiume Giordano come segno di pentimento, e guadagnandosi il nome di Giovanni Battista.
Tra coloro che si presentarono a lui vi fu anche Gesù, il cui battesimo è uno degli episodi fondamentali dei Vangeli: durante questo evento lo Spirito Santo discese su Gesù ed una voce dal Cielo lo proclamò Figlio di Dio.
Il Vangelo di Marco narra che Giovanni criticò pubblicamente il matrimonio del re Erode Antipa con Erodiade, considerandolo contrario alla legge religiosa, cosa per cui fu arrestato ed imprigionato.

San Giovanni il Battista-Tiziano Vecellio
Durante un banchetto, la figlia di Erodiade, Salomè, danzò davanti ad Erode, il quale aveva le aveva promesso di donarle ogni cosa avesse desiderato e, su richiesta della madre, chiese come ricompensa la testa di Giovanni Battista.
Erode, pur riluttante, ordinò la sua decapitazione, ed il 29 agosto si celebra la decollazione del Battista.
Divenuto santo e venerato da cattolici, ortodossi e molte altre confessioni cristiane, la festa principale di San Giovanni Battista si celebra il 24 giugno, data che ricorda la sua nascita.
In molte città italiane si svolgono processioni, falò e celebrazioni popolari in suo onore, in quanto la figura di San Giovanni Battista ha assunto molti dei significati degli antichi culti dell’Acqua e del Sole.
Il suo significato religioso è collegato ad una rinascita attraverso l’acqua, e in molti luoghi la giornata viene celebrata con l’immersione in acqua.

Tra le varie tradizioni, c’è quella di preparare il Nocino nella notte di San Giovanni, tra il 23 e il 24 giugno, una delle più affascinanti del folklore italiano, particolarmente diffusa in Emilia-Romagna, ma presente anche in molte altre regioni.
Il Nocino, o Nocillo, è un liquore tradizionale italiano, ottenuto dalla macerazione di noci verdi acerbe nell’alcol, con un colore molto scuro, quasi nero, un aroma intenso e speziato ed un sapore caratteristico che combina note amare, dolci e balsamiche.
Le sue radici sono antichissime e mescolano elementi cristiani e precristiani, legati appunto alla festa di San Giovanni Battista, che cade vicino al Solstizio d’Estate (21 giugno 2026 ore 10:24), periodo che nelle culture agricole europee era considerato carico di energie benefiche.
Infatti, si credeva che erbe, fiori e frutti raccolti in questa notte possedessero virtù speciali.
Le noci ancora acerbe, raccolte in questo momento preciso dell’anno, erano ritenute particolarmente adatte alla preparazione di un liquore medicinale e protettivo, il Nocino.
Secondo la tradizione più diffusa, le noci devono essere raccolte la sera del 23 giugno o all’alba del 24, devono essere ancora verdi e tenere, tanto da essere facilmente attraversate da uno stuzzicadenti o uno spillo.
Se ne raccolgono 24, numero simbolico legato al giorno della festa e, preferibilmente, la raccolta deve essere effettuata da una donna scalza, all’alba, quando i frutti sono ancora bagnati dalla rugiada di San Giovanni.
La rugiada stessa è considerata benefica e quasi magica, tanto che molte persone usavano lavarsi il viso con essa per augurarsi salute e fortuna.
Ma ne parleremo dopo…
Il Nocino non era soltanto un liquore, rappresentava il legame con la terra ed il ciclo delle stagioni, era considerato un rimedio digestivo, veniva offerto agli ospiti nelle occasioni importanti ma, soprattutto, era associato a protezione, prosperità ed abbondanza.
L’albero di noce, infatti, da sempre occupa un posto particolare nell’immaginario popolare, talvolta visto come albero misterioso e potente, capace di attrarre sia forze benefiche sia malefiche.
Per questo la raccolta delle noci nella notte di San Giovanni assumeva un significato quasi rituale.

ẠṆṬỊC̣Ạ ̣ṚỊC̣ẸṬṬẠ ̣ḌẸḶ ̣ṆỌC̣ỊṆỌ ̣ḌỊ ̣ṢẠṆ ̣G̣ỊỌṾẠṆṆỊ
Ingredienti
• 24 noci verdi
• 1 litro di alcool a 95°
• 500-700 g di zucchero
• scorza di limone non trattato
• cannella e pochi chiodi di garofano.
Procedimento
1. Lava ed asciuga le noci.
2. Tagliale in quattro o più parti.
3. Mettile in un grande vaso di vetro con alcool puro.
4. Unisci spezie ed aromi. Alcuni inseriscono anche la vaniglia o il caffè.
5. Esponi il recipiente, sia al sole che alla luce lunare, per circa 40 giorni, agitandolo periodicamente. Durante la macerazione, il verde brillante delle noci diventerà progressivamente marrone scuro; il liquido assumerà una colorazione quasi nera; si svilupperanno gli aromi caratteristici del Nocino.
6. Dopo circa 40-60 giorni di infusione si filtra, si aggiunge uno sciroppo di acqua e zucchero, si imbottiglia e si lascia maturare alcuni mesi prima di berlo.

Tradizione vuole che si attenda fino al giorno di Ognissanti o Natale per assaggiarlo, poiché il lungo riposo ne migliora il sapore.
C’è da dire anche che, ancora oggi, molte famiglie conservano gelosamente la propria ricetta, tramandata di generazione in generazione, e la notte di San Giovanni continua ad essere considerata il momento ideale, per iniziare la preparazione del Nocino.
Famoso è anche ‘Padre Peppe’, conosciuto anche come ‘Elixir Padre Peppe’ o ‘Padre Peppe elixir di noce’, un liquore tradizionale a base di noci verdi, prodotto principalmente ad Altamura, in provincia di Bari e riconosciuto come PAT, ovvero Prodotto agroalimentare tradizionale.
La ricetta dell’Elixir Padre Peppe nasce alla fine del XVIII secolo, ed è attribuita a padre Giuseppe Ronchi, un frate cappuccino di origine napoletana, che si ritirò nel convento dei Cappuccini di Altamura.
Dedicandosi allo studio delle erbe e dei frutti locali, sviluppò un elisir digestivo a base di noci acerbe, raccolte rigorosamente nella notte di San Giovanni, spezie ed aromi naturali, di colore scuro brillante, tendente al nero-marrone intenso.
Il liquore viene prodotto per infusione in alcol di noci verdi acerbe raccolte a mano, unite alla miscela segreta di erbe, spezie ed aromi naturali, con successivo invecchiamento.
Nell’800, la ricetta passò nelle mani della famiglia Striccoli, che iniziò a produrlo commercialmente dando al liquore il nome “Padre Peppe” in onore del frate ideatore, marchio che venne registrato ufficialmente nel 1912.
Da allora, l’Elixir di Padre Peppe è rimasto nelle mani della stessa famiglia, che tramanda la ricetta segreta da oltre due secoli, senza variazioni sostanziali.

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Rimanendo nell’ambito delle antiche celebrazioni effettuate nella notte tra il 23 e 24 giugno, troviamo la Guazza di San Giovanni, un importante rito propiziatorio del mondo agricolo, un momento magico intrecciato con il Solstizio d’Estate, che segna l’inizio della stagione del raccolto ed il graduale accorciamento delle ore diurne.
Questo rito, volto a proteggere il raccolto, per allontanare le tempeste violente, le malattie delle piante, la siccità e gli eventi meteorologici pericolosi, salvaguardando così le colture per un lussureggiante raccolto estivo, era radicato nelle credenze popolari e nelle pratiche agricole, rappresentando un magico momento di connessione con la natura.
Cosa è la guazza?
E’ un termine antico e dialettale, che indica la rugiada, soprattutto quella abbondante che si deposita sull’erba durante la notte e nelle prime ore del mattino.
Sebbene il Solstizio astronomico cada generalmente il 20 o 21 giugno, le celebrazioni popolari si concentravano attorno alla festa di San Giovanni, fissata il 24 giugno, in quanto si pensava che durante queste notti le erbe medicinali fossero al massimo della loro forza; la rugiada possedesse virtù curative; le acque diventassero benefiche; il confine tra il mondo naturale e quello soprannaturale fosse più sottile.
In molte zone d’Europa si accendevano grandi falò, si raccoglievano erbe e si compivano riti di protezione per la famiglia, gli animali ed i raccolti.

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Infatti, come scritto precedentemente, la figura di San Giovanni è collegata all’acqua, in quanto battezzava nel Fiume Giordano, il battesimo è un rito di purificazione e la sua nascita cade in un momento di passaggio del ciclo naturale.
Quindi, non è casuale che molte usanze della notte di San Giovanni abbiano come elemento centrale proprio l’acqua, anzi, per meglio dire, la guazza.
Nelle campagne italiane, infatti, si credeva che la rugiada della notte di San Giovanni fosse diversa da quella delle altre notti, poiché aveva proprietà curative, fecondatrici, protettive e rigeneratrici.
In molte regioni le persone uscivano all’alba per camminare scalze nei prati, strofinarsi il viso con l’erba bagnata e raccogliere la rugiada con panni di lino.
Le ragazze in età da marito si lavavano con questa rugiada, per attirare fortuna e amore, mentre i contadini la consideravano un augurio di fertilità per i campi.
Infatti, la guazza della notte di San Giovanni era considerata speciale perché rappresentava la condensazione delle forze benefiche della natura nel momento di massima potenza dell’anno: il periodo del Solstizio d’Estate.
La rugiada non era vista come un semplice fenomeno meteorologico, ma come una sorta di “dono del cielo” che si depositava sulla terra durante la notte, ed era considerata l’unione di due mondi: il Cielo, da cui proveniva l’umidità; la Terra, che riceveva e nutriva la vita.
Per questo la guazza veniva interpretata come principio di vita, forza rigeneratrice, energia di fecondità e veicolo di benedizione.
Essa era utilizzata come forma di medicina popolare, per mantenere la pelle giovane e sana, proteggere dalle malattie, rafforzare il corpo e guarire piccoli disturbi cutanei.
All’alba del 24 giugno, con la guazza ci si lavava il viso con l’erba ancora bagnata, si strofinavano mani e braccia; si raccoglieva per preparare l’Acqua di San Giovanni.
Anche camminare scalzi nell’erba bagnata all’alba, era un modo per entrare in contatto diretto con questa forza benefica.

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Vogliamo parlare di amore?
La mattina del 24, le ragazze si lavavano con la rugiada perché si pensava che aumentasse la bellezza, attirasse la buona sorte e favorisse un matrimonio felice.
Alcune raccoglievano fiori coperti di rugiada, per inserirli nell’Acqua di San Giovanni o conservarli come talismani.
Poiché nella mentalità popolare medievale, la notte di San Giovanni era considerata anche una notte in cui agivano forze invisibili, la rugiada aveva una funzione apotropaica, cioè di protezione contro malocchio, sfortuna, malattie ed influenze maligne.
Allora, lavarsi con la rugiada significava purificarsi e mettersi sotto una sorta di protezione spirituale.
Per i nostri antenati, dunque, la rugiada di San Giovanni non era soltanto acqua: era una manifestazione tangibile della vitalità della natura, della fertilità della terra e della speranza di salute e prosperità per l’anno a venire.

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Ed arriviamo all’Acqua di San Giovanni…
Poiché durante la notte tra il 23 ed il 24 giugno, le erbe medicinali assorbivano virtù eccezionali, la rugiada che vi si posava sopra veniva considerata ancora più potente, perché arricchita dalle proprietà della pianta stessa.
Principalmente, le erbe che non devono mancare per preparare la famosa “Acqua di San Giovanni” sono:
• Lavanda (Lavandula angustifolia) – purezza, serenità e protezione.
• Salvia (Salvia officinalis) – benessere fisico; protezione della casa e della famiglia; forza vitale.
• Rosmarino (Salvia rosmarinus) – protezione della casa e della famiglia; purificazione; salute e vigore.
• Verbena (Verbena officinalis) – poiché le sue virtù raggiungono il massimo proprio in questo periodo, si usa per rafforzare l’efficacia dell’Acqua di San Giovanni, è indispensabile. Protezione della casa e della famiglia; attrazione fortuna e benedizioni.
• Iperico (Hypericum perforatum) – la sua presenza simboleggia la luce del sole al culmine dell’estate; la protezione; la forza vitale della natura; il rinnovamento spirituale.

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In seguito, fermo restando la necessità di avere necessariamente le 5 erbe su citate, sono stati aggiunti fiori commestibili, petali, foglie, erbe aromatiche, selvatiche o coltivate, da inserire per personalizzare il risultato che si vorrebbe ottenere.
Ecco un elenco con nome comune, nome botanico e significato delle erbe che si possono utilizzare:
• Achillea (Achillea millefolium) – salute e guarigione; protezione della persona e della famiglia; armonia con i cicli della natura.
• Amaranto (Amaranthus) – continuità della vita; prosperità; abbondanza; resistenza alle difficoltà.
• Artemisia (Artemisia vulgaris) – protezione; intuizione; purificazione; passaggio da un ciclo all’altro; allontanamento malocchio e maledizioni.
• Assenzio (Artemisia absinthium) – protezione della casa; difesa dagli spiriti maligni; purificazione dell’ambiente; buon auspicio per il nuovo ciclo agricolo.
• Avena (Avena sativa) – prosperità materiale; nutrimento; raccolti abbondanti; armonia con il ciclo agricolo.
• Basilico (Ocimum basilicum) – prosperità; gioia domestica; armonia; vitalità estiva.
• Calendula (Calendula officinalis) – contro: influenze negative; invidia; malocchio; discordie familiari.
• Camomilla (Matricaria chamomilla) – favorire la tranquillità mentale; sciogliere tensioni; attirare energia positiva; purificare gli ambienti.
• Cumino (Cuminum cyminum) – fedeltà nei rapporti; protezione della casa; conservazione dell’abbondanza; stabilità familiare; radicamento.
• Elicriso (Helichrysum italicum) – luce interiore; guarigione spirituale; protezione energetica: trasformazione positiva; forza dell’anima.
• Felce (Pteridium aquilinum; Dryopteris filix-mas; Adiantum capillus-veneris; Nephrolepis exaltata) – contro influenze negative e malocchio; come talismano per la casa; rivelazioni spirituali; ricchezza.
• Finocchio selvatico (Foeniculum vulgare) – affinare la percezione dell’inganno; allontanare energie negative; favorire la purificazione degli ambienti; proteggere viaggiatori ed abitazioni.
• Fiordaliso (Centaurea cyanus) – lucidità mentale; intuizione; ricerca della verità; comunicazione sincera; meditazione; apertura alla dimensione spirituale attraverso la calma e la contemplazione.
• Fiori di bacche selvatiche come:
* Mora selvatica (Rubus fruticosus)
* Sambuco (Sambucus nigra)
* Mirtillo (Vaccinium myrtillus)
* Rosa canina (i cui cinorrodi sono spesso chiamati bacche)
* Biancospino (Crataegus monogyna)
Indicano percorsi di crescita tipo: da idea a realizzazione; da desiderio a manifestazione; da seme a frutto.
• Foglie di alberi da frutto – generalmente evocano un cammino di crescita: dalla scoperta interiore fino alla piena realizzazione e alla prosperità. Alcuni esempi:
* Melo (Malus domestica) → conoscenza, amore, prosperità.
* Fico (Ficus carica) → saggezza, fertilità, abbondanza.
* Melograno (Punica granatum) → vita, fertilità, ricchezza spirituale.
* Ulivo (Olea europaea) → pace, longevità, protezione.
* Ciliegio (Prunus avium) → bellezza, gioia, transitorietà della vita.
• Lino (Linum usitatissimum) – armonia; chiarezza energetica; ordine interiore; capacità di trasformare una materia grezza in qualcosa di prezioso; continuità delle generazioni; trama invisibile degli eventi.
• Maggiorana (Origanum majorana) – favorire la serenità mentale; attirare energie armoniose; rafforzare relazioni affettive sincere; creare un’atmosfera di pace e protezione; fedeltà.
• Malva (Malva sylvestris) – calmare conflitti, emozioni agitate e sofferenze interiori; favorire armonia familiare e serenità; intuizione; favorire un affetto non possessivo, basato sull’accoglienza e sulla comprensione; favorire il rilascio di tensioni emotive.
• Margherita comune (Bellis perennis) – sincerità dei sentimenti e trasparenza nelle relazioni; rinascita e nuove opportunità; fiducia verso il futuro.
• Melissa (Melissa officinalis) – placare agitazione, ansia e pensieri ripetitivi; risollevare l’umore e favorire l’ottimismo; rispetto reciproco; lasciar andare ferite del passato; favorire armonia e prosperità.
• Menta (Mentha spicata-Menta piperita) – chiarezza mentale e lucidità; protezione energetica e purificazione; vitalità e rinnovamento; prosperità ed abbondanza; comunicazione e capacità di esprimersi con sincerità.
• Mirto (Myrtus communis) – amore fedele e duraturo; bellezza interiore ed esteriore; protezione della casa e della famiglia; fertilità ed abbondanza; pace e riconciliazione.
• Nigella (Nigella damascena – Nigella sativa) – mistero e conoscenza nascosta; intuizione e percezione sottile; protezione spirituale; trasformazione interiore; libertà ed indipendenza dell’anima.
• Papavero comune (Papaver rhoeas) – sogno e mondo interiore; connessione con l’inconscio e l’immaginazione; consolazione; ricordo affettuoso; riposo e pace; speranza dopo una perdita.
• Passiflora (Passiflora) – elevazione spirituale; armonia tra corpo, mente e spirito; fede e fiducia nel percorso della vita; trasformazione interiore; pace profonda ed abbandono delle tensioni.
• Rosa – a seconda dei colori:
↔ Rossa → amore passionale, forza del cuore, vitalità.
↔ Bianca → purezza, pace, spiritualità, nuovi inizi.
↔ Rosa → dolcezza, affetto, gratitudine, tenerezza.
↔ Gialla → amicizia, gioia, apertura alla vita.
↔ Arancione → entusiasmo, creatività, desiderio di cambiamento.
↔ Viola/lilla → fascino spirituale, intuizione, trasformazione.
• Ruta (Ruta graveolens) – protezione dalle influenze negative; forza interiore e resilienza; purificazione energetica; chiarezza mentale e discernimento; rottura di schemi e legami indesiderati.
• Sambuco (Sambucus nigra) – trasformare l’esperienza in saggezza e mantenere un legame profondo con le proprie radici senza smettere di crescere.
• Tarassaco (Taraxacum officinale) – libertà ed indipendenza; forza di adattamento; speranza e fiducia nel futuro; realizzazione dei desideri; capacità di lasciar andare.
• Trifoglio (Trifolium) – buona sorte e prosperità; equilibrio tra corpo, mente e spirito; fiducia nella benevolenza della vita; protezione durante i cambiamenti; connessione con la natura ed i suoi cicli; integrazione.

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ll rituale dell’Acqua di San Giovanni è suddiviso in tre fasi principali, ognuna contenente significati profondi.
La prima fase rappresenta la conoscenza ed il rispetto per la natura.
Le erbe vanno raccolte dopo il tramonto del 23 giugno, o dopo le 17, quando gli oli essenziali sono al loro apice.
Se dovesse piovere, non c’è problema a raccogliere le erbe, anzi sarebbe considerato un elemento di benedizione, in quanto si ritiene che anche la pioggia caduta in quella notte, o in quelle ore, sia portatrice di una particolare energia di purificazione e fertilità.
Se il maltempo è intenso, preparare l’Acqua di San Giovanni in casa ,vicino ad una finestra aperta o sotto una tettoia, mantenendo il significato rituale della notte.
💥 23 GIUGNO💥
1. In uno dei momenti su descritti, riempire una ciotola di vetro per 3/4 con acqua di sorgente (in alternativa acqua del rubinetto).
2. Versarvi il mix di piante.
3. Posizionare la ciotola all’esterno (nel giardino, sulla terrazza o sul davanzale della finestra), in modo che rimanga esposta tutta la notte alla rugiada ed al chiaro di luna.
Questa è la seconda fase, simboleggia l’abbandono e la fiducia nell’energia della notte.
💥 24 GIUGNO💥
4. Portare l’acqua profumata all’interno della casa.
5. Usarla per lavare il viso e le mani.
6. Mentre ci si lava, si può recitare una preghiera o frasi propizie, di cui metto un esempio.
Riempire la mente con parole ed auguri positivi, aiuterà ad amplificare le energie della natura.
Questa è la terza fase, che incarna la purezza e la rinascita, evocando un senso di rinnovamento spirituale.

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Frasi:
“Acqua magica di San Giovanni,
porta via tutti i nostri mali.”
⭕
“L’acqua di San Giovanni mi benedica
e mi porti fortuna per tutto l’anno.”
⭕
“L’acqua di San Giovanni protegga
il mio corpo ed il mio spirito”.
⭕
“L’acqua di San Giovanni
mi porti gioia, salute e prosperità”.
⭕
“L’acqua di San Giovanni
porti nuova energia nella mia vita”.

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Preghiere:
San Giovanni Battista,
precursore della Luce,
benedici quest’acqua
e i doni della terra che contiene.
Concedimi purezza di cuore,
chiarezza di mente e forza nel cammino.
Come la rugiada rinnova i campi,
così si rinnovi in me ciò che è buono,
e si allontani ciò che non serve più.
Amen.
➰
Acqua, rugiada, erbe e fiori,
custodite salute, pace e serenità.
Portate luce alla mia casa,
armonia al mio cuore
e prosperità al mio cammino.
➰
Affido a questa notte ciò
che desidero lasciare andare.
Accolgo con gratitudine
la bellezza, la salute,
la gioia e le opportunità che verranno.
L’Acqua di San Giovanni dovrebbe essere utilizzata entro il 24 giugno, non conservata e, quella avanzata, può essere filtrata dai fiori e versata in piccole bottiglie da regalare ad amici o parenti.
In alternativa, durante il giorno, puoi usarla per bagnare i polsi e le tempie.
Le piante/erbe, invece, dovrebbero essere sparse nel giardino o in un campo, in modo che la loro energia possa diffondersi nella natura circostante.

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C̣ỌṚỌṆẸ ̣ḌỊ ̣ṢẠṆ ̣G̣ỊỌṾẠṆṆỊ
Un ultimo suggerimento riguarda la Corona di San Giovanni, un’antica tradizione popolare dell’Europa orientale e settentrionale, e di alcune regioni d’Italia, legata alla notte tra il 23 e il 24 giugno.
Esse sono realizzate intrecciando ramoscelli freschi e flessibili, per inserire le erbe ed i fiori raccolti tra il 23 ed il 24; e poi si appendono alla porta di casa, alle finestre, addosso, o conservate per tutto l’anno come simbolo di protezione contro le forze negative, prosperità e benedizione.
La forma circolare della corona rappresenta il ciclo della vita e delle stagioni; la completezza e l’armonia; il Sole al culmine della sua forza e la protezione dello spazio domestico.
Nelle tradizioni contadine, la corona era considerata un talismano beneaugurante che custodiva la casa fino alla successiva festa di San Giovanni, quando poi veniva bruciata alla vigilia del nuovo San Giovanni, come segno di chiusura del ciclo.

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Come si realizza:
1. Si raccolgono erbe e fiori con rispetto e gratitudine.
2. Si crea una base circolare con rami flessibili (olivo, vite, salice o altri tipi disponibili).
3. Si intrecciano le erbe nella corona.
4. Durante la realizzazione si può formulare una preghiera, una benedizione o un’intenzione.
5. La corona viene appesa alla porta d’ingresso o in casa.
Benedizione:
Corona di erbe e di fiori,
custodisci questa casa.
Porta pace, salute e armonia,
allontana ciò che nuoce
ed accogli ciò che fa fiorire la vita.

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• Pianta di 


























































































































































