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L’ESTATE DI SAN MARTINO

Scritto da MadameBlatt

SAN MARTINO

“La nebbia a gl’irti colli
piovigginando sale,
e sotto il maestrale
urla e biancheggia il mar;
ma per le vie del borgo
dal ribollir de’ tini
va l’aspro odor de i vini
l’anime a rallegrar.
Gira su’ ceppi accesi
lo spiedo scoppiettando:
sta il cacciator fischiando
su l’uscio a rimirar
tra le rossastre nubi
stormi d’uccelli neri,
com’esuli pensieri,
nel vespero migrar.”

-Giosuè Carducci-

 

 

L’Estate di San Martino è un periodo di clima insolitamente caldo all’inizio di novembre, quando si aprono le botti di vino per degustare quello novello accompagnato da castagne arrostite.
Si verifica solitamente intorno all’11 novembre e la sua durata è espressa da un famoso detto popolare che recita:

‘L’Estate di San Martino dura tre giorni e un pochino’

In realtà, la durate del periodo mite, con assenza di precipitazioni e prevalenza di schiarite, non ha un limite specifico secondo la scienza.
L’Estate di San Martino si verifica nell’Emisfero boreale proprio in concomitanza del giorno in cui si celebra il Santo, mentre nell’emisfero australe, lo stesso fenomeno si manifesta tra i mesi di aprile e maggio.


Martino, in seguito Santo, nacque a Sabaria in Pannonia, oggi Ungheria, nel 316 d.C., da genitori pagani.
Venne istruito sulla dottrina cristiana ma non fu battezzato.
Figlio di un ufficiale dell’Esercito romano, si arruolò a sua volta giovanissimo nella cavalleria imperiale, prestando poi servizio in Gallia.
Lasciato l’esercito nel 356, raggiunse a Poitiers il Vescovo Ilario, che lo ordinò esorcista.
Dopo alcuni viaggi, Martino tornò in Gallia, dove fu ordinato prete da Ilario.
Nel 361, fondò a Ligugé una comunità di asceti, che è considerata il primo monastero databile in Europa.
A 18 anni, donò metà del suo mantello ad un povero di Amiens tremante di freddo, e la notte seguente, Cristo gli apparve rivestito di quello stesso mantello: fu allora che decise di farsi battezzare.


Alcuni resoconti dicono, che Gesù restituì miracolosamente l’altra metà del mantello a Martino ma, un’altra versione, narra che Martino incontrò poi un secondo mendicante e diede via anche la seconda metà del suo mantello.
Al suo risveglio, però, trovò il suo mantello integro, il quale venne conservato come reliquia miracolosa ed entrò a far parte della collezione di reliquie dei re Franchi e Merovingi.
In seguito, il termine latino medievale per “mantello corto”, ‘cappella’, venne esteso alle persone incaricate di conservare il mantello di san Martino, i cappellani, e da questi venne applicato all’oratorio reale, che non era una chiesa, chiamato cappella.
Comunque sia, come riconoscimento della buona azione di Martino, di aver donato il suo mantello, Dio mandò un sole improvviso e glorioso, in modo che l’uomo non soffrisse il freddo.


Quindi, la tradizione vuole che la festa di San Martino coincida ogni anno con un periodo di clima più caldo, anche dopo l’arrivo delle prime gelate, la famosa ‘Estate di San Martino’.
Martino morì l’8 novembre a Candes, in Francia, ma la data della sua sepoltura è l’11, data che diventò una festa straordinaria in tutto l’Occidente, grazie alla sua popolare fama di santità e al numero notevole di Cristiani che portavano il suo nome.
Egli divenne Vescovo di Tours nel 371 d.C, anche se qualcuno dissentiva a causa delle sue origini plebee.
Come vescovo, Martino fece costruire monasteri, curò le anime dei suoi fedeli e, secondo la tradizione cristiana, compì diversi miracoli che gli valsero la santificazione.

Festa dell’Oca a Mirano, Ve-Ph. PiaceridellaVita.com

Il Santo è legato anche ad altre leggende, una è quella delle ‘Oche di San Martino’.
Si narra, infatti che, quando Martino venne acclamato dal popolo come nuovo Vescovo, l’umile prete, che voleva rimanere un semplice monaco, si nascose in un tugurio di campagna.
A smascherarlo, però, fu il gran baccano provocato dalle oche che scorrazzavano per l’aia e quindi Martino, scoperto dai paesani, dovette accettare l’incarico.
Affascinante è anche la storia delle ‘Lanterne di San Martino’.

Lanterne di San Martino-Ph. Varese News

Durante il seppellimento di San Martino a Tours, partecipò una grande folla composta da gente di tutte le età.
Si trattava di persone grandi e bambini, che amavano San Martino, le quali decisero di accompagnare il santo con luci, torce e lanterne.
Da allora, l’11 novembre quando cala la sera, le bambine e i bambini portano per le strade le loro lanterne, raffigurando una vera e propria Festa della Luce, durante la quale, insieme alle loro famiglie, vanno in processione al buio illuminato dalle lanterne, cantando le canzoni tradizionali.
Un accenno va fatto anche alle tradizioni celtiche pagane.
Infatti, il giorno dell’11 novembre coincideva con la fine delle celebrazioni del Capodanno dei Celti, ‘Samhain’ (leggi articolo: https://www.madameblatt.it/2020/11/01/samhain-il-capodanno-celtico/), che si svolgevano proprio nei primi dieci giorni del mese.

Samhain

Il retaggio di questa festa pagana era ancora presente nell’Alto Medioevo, e la Chiesa sovrappose il culto cristiano di San Martino (il più amato dell’epoca) alle tradizioni celtiche.
Molte usanze di ascendenza precristiana sopravvissero, così, nel corso dei secoli, confluendo nelle celebrazioni di San Martino, che diventò una sorta di capodanno contadino, nel corso del quale si mangiava e beveva in abbondanza.
Anticamente infatti, il periodo di penitenza e digiuno, che precede il Natale, cominciava il 12 novembre e prendeva il nome di “Quaresima di San Martino“.

Ph. Agraria.org

In molte regioni d’Italia, l’11 novembre è simbolicamente associato alla maturazione del vino nuovo:

‘A San Martino ogni mosto diventa vino’

ed è un’occasione di ritrovo e festeggiamenti, durante i quali si brinda, stappando il vino appena maturato (vino novello), accompagnato da caldarroste.
C’è un altro detto popolare:

‘Fare San Martino’

che si riferisce al fatto che, fino a molti anni fa, nelle aree agricole tutti i contratti di lavoro, o di affitto, mezzadria, ecc, iniziavano l’11 novembre, terminando lo stesso giorno dell’anno successivo.
Questa data era scelta, in quanto in quel periodo i lavori nei campi erano già terminati, senza però che fosse già arrivato l’inverno.
Per questo, scaduti i contratti, chi aveva una casa in uso la doveva lasciare libera proprio l’11 novembre e non era inusuale, in quei giorni, imbattersi in carri strapieni di ogni masserizia, che si spostavano da un podere all’altro, facendo “San Martino”, nome popolare, proprio per questo motivo, del trasloco.
A San Martino, si svolgono varie celebrazioni e festeggiamenti, alcuni molto folcloristici.

Processione dei cornuti – Ph. Freemondoweb

Per esempio, la “Processione dei cornuti”, che si svolge a San Valentino in Abruzzo Citeriore (PE), in cui gli uomini sfilano per le strade, indossando grandi corna e portando in processione un simbolo fallico coperto da un velo.
Alla fine della festa, tutti si riuniscono per mangiare il tradizionale spezzatino.
A Scanno (AQ), si mangia la “Pizza con i quattrini”, in quanto San Martino è riconosciuto anche come simbolo di abbondanza e, in suo onore, viene preparata da tutte le famiglie una focaccia di farina gialla, con miele, noci e fichi secchi, al cui interno viene nascosta una monetina.
In quasi tutto il Veneto, l’11 novembre è usanza preparare il ‘Dolce di San Martino’, un biscotto dolce di pasta frolla con la forma del Santo con la spada a cavallo, decorato con glassa di albume e zucchero, ricoperta di confetti e caramelle.

Pizza con i quattrini – Ph. Ricette Gourmet

Dolce di San Martino-Ph. Mangiare Bene Venezia

 

Inoltre, i bambini di Venezia intonano un canto d’augurio, casa per casa e negozio per negozio, suonando padelle e strumenti di fortuna, in cambio di qualche monetina o qualche dolcetto.
Nel palermitano, si mangia ‘u viscottu di San Martino abbagnatu’, biscotti rotondi aromatizzati con semi d’anice, che vengono bagnati nel vino moscato.
Altri dolci tipici di San Martino sono tanti e diffusi in tutta la Sicilia: il ‘tricotto’ (biscotto croccante), il ‘rasco’ (pasta morbida, inzuppata di liquore, ripiena di crema di ricotta) e la versione del biscotto decorato (pasta morbida, scavato e riempito di conserva, glassato e merlettato con zucchero e decorato con un cioccolatino e frangette d’argento).

Biscotto decorato siciliano-Ph. Taccuini Gastrosofici

Pittule-Ph. LeccePrima

Nel Salento si gusta il vino novello accompagnato dalle ‘pittule’, pallottole di pasta lievitata e fritta da sola o condita con verdure varie.
Nei Paesi anglosassoni, l’Estate di San Martino è chiamata ‘Indian Summer’, e sembra che sia stata chiamata così, perché questo fenomeno atmosferico fu notato per la prima volta nelle regioni abitate da Nativi americani, (o forse i Nativi lo descrissero per primi agli Europei) e si basava sulle condizioni calde e nebbiose in autunno, quando i Nativi americani cacciavano.
Poiché il clima caldo non era un dono permanente, fu fatto il collegamento con il termine ‘donatore indiano’.

Ph. How It Works

Si pensa anche che il termine si riferisse a leggende storiche dei Nativi americani, che si riferivano a una concessione fatta da un Dio o “Datore di vita” a vari guerrieri o uomini, per consentire loro di sopravvivere dopo grandi disgrazie, come la perdita dei raccolti.
In Svizzera, Germania e Danimarca, il legame del Santo con la celebrazione è dato dalla leggenda dell’oca, che viene cucinata in vari modi, ripiena di fette di mele o castagne, interiora, uvetta passita e miele.
Inoltre, sempre l’11 novembre, in Germania i bambini sfilano la sera per le strade, portando delle lanterne colorate costruite il giorno prima e cantando: ”Laterne, laterne, sonne, mond un sterne” (Lanterne, lanterne, sole, luna, stelle).

Laterne – Ph. Stadt-Kurier

La processione è proceduta da un uomo a cavallo, che rappresenta il Santo e, lungo il cammino, i più piccoli con le loro lanterne bussano alla porta delle case, ottenendo dai più grandi soldini e dolcetti.
In Boemia si traggono presagi dall’oca, che viene degustata: se le sue ossa saranno bianche, l’inverno sarà breve e mite.
Se le ossa saranno scure, bisognerà prepararsi ad affrontare un clima rigido con neve e abbondanti precipitazioni.

In Portogallo, un proverbio dice: “assam-se castanhas, prova-se o vinho novo” (“si arrostiscono le castagne, si assaggia il vino nuovo”), oltre a ‘àgua-pé’ (vino ad alta gradazione), ‘jeropiga’ (bevanda a base di mosto, acquavite e zucchero).

Agua-pé – Ph. Flickr

In Spagna, il giorno di San Martino si mangia il maiale, come recita il proverbio: “A cada cerdo le llega su San Martín” (“Ogni maiale ha il suo San Martino”).
Stranamente, proprio nella sua terra d’adozione, la Francia, San Martino non è celebrato, ad eccezione dell’Alsazia in cui i bambini, che frequentano le scuole bilingue franco-tedesche, sfilano per le vie con le lanterne.


San Martino è patrono dei pellegrini, dei sommeliers, dei fabbricanti di botti, dell’Arma di Fanteria dell’Esercito, degli albergatori, dei cavalieri, dei mariti traditi, dei mendicanti, dei militari, degli osti, degli ubriachi e dei viaggiatori.

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