Home MITI E LEGGENDE MUTAFORMA: “WOODWOSE” E “WILDMAN”

MUTAFORMA: “WOODWOSE” E “WILDMAN”

Scritto da MadameBlatt

Wild Man, l’Uomo selvatico o Uomo selvatico dei boschi, chiamato anche Woodwose o Wodewose, è una figura mitologica, che compare nell’arte e nella letteratura dell’Europa medievale, paragonabile alla figura del Satiro o Fauno della mitologia classica, o al Dio romano dei boschi Silvano.
Molto famoso soprattutto in Gran Bretagna, il Wild Man è una figura che si trova spesso nelle chiese del Suffolk rurale.
Misteriosi intagli di questo essere selvaggio dei boschi si possono trovare sulle doghe delle fonti battesimali in pietra, o come rilievi che adornano il portico di una chiesa.
Si ritiene che il Wild Man risalga intorno al XV secolo, anche se si sa poco di questo ‘uomo-animale irsuto’, che brandisce clave.


Il nome più utilizzato per questa figura è in realtà Woodwose, dall’antico inglese ‘wude-wāsa’ = ‘selvaggio dei boschi’.
Questa curiosa creatura, ricoperta da capo a piedi di folta peluria e munita di una mazza, iniziò ad apparire nelle chiese inglesi nel XII secolo, scolpite in fontane, pennacchi e bugne del tetto, esattamente negli stessi luoghi in cui si trovava il suo parente stretto, il ‘Green Man’, Uomo verde.
Sebbene in apparenza terrificante, il Woodwose è spesso visto combattere leoni o draghi, entrambi considerati una minaccia per gli umani, ed era opinione diffusa che egli avrebbe spaventato gli spiriti maligni.
Nonostante ciò, il Woodwose divenne anche uno spauracchio medievale, che veniva usato come monito al comportamento dei bambini ribelli.

Woodwose-Ph. Tales From The Hollow Tree on WordPress

Infatti, in alcune rappresentazioni artistiche, il Woodwose a volte veniva accompagnato da un bambino legato ad esso.
Quindi molti avevano incubi sul Woodwose: secondo alcune leggende, queste creature avevano una forza sovrumana, erano sordi alla parola di Dio e alcuni non ci avrebbero pensato due volte, a rapire un bambino e mangiarlo.
Anche gli adulti dovevano stare in guardia: si diceva che i Woodwoses maschi rapissero donne umane, a causa del loro “insaziabile appetito” per il sesso opposto, mentre le loro controparti femminili (molto più rare da vedere, ne è rappresentata una nella Chiesa di Santa Caterina nel Norfolk) si diceva che fossero in grado di travestirsi da umane, per sedurre gli uomini.

Woodwose, Norfolk, St Catherine’s Church-Ph. Britain Express

Woodwose donna, Norfolk St. Catherine’s Church

Secondo una leggenda, se un Woodwose veniva mostrato con un bastone alzato, doveva ancora essere convertito al Cristianesimo, se la punta era puntata verso il basso, la conversione era avvenuta.
Altre caratteristiche dei Woodwoses erano che non parlavano, godevano dei temporali, sentivano affinità con gli animali, conoscevano le piante medicinali, oltre a rapire e mangiare i bambini… qualche volta!
Chi ha incontrato un Woodwose, ha raccontato che fosse alto più di due metri, con un naso schiacciato, peloso, di colore marrone chiaro o rosso aranciato, come un orango, o marrone, o nero come un gorilla, e anche in rare occasioni, bianco.


Nel tempo, ci sono state varie testimonianze su avvistamenti di Woodwose.
Nel 1982, la ricercatrice britannica di Bigfoot, Deborah Hatswell, affermò di aver visto un Woodwose a Salford, nel Lancashire, in Inghilterra, quando aveva quindici anni.
Fin da bambina, andava nel parco di Buile e un giorno, saltando la scuola con una sua amica, vide un Woodwose.
Deborah aveva notato un movimento con la coda dell’occhio, quando all’improvviso quello che lei e la sua amica chiamarono “mostro”, “uomo-scimmia” o “uomo-gorilla”, saltò fuori dai cespugli.
Dopo aver visto questa creatura alta, urlò e corse a casa.

Ph. Secret Suffolk


Ripensando all’espressione sul volto di quell’essere, ricordò che in realtà sembrava molto confusa e non aggressiva come si aspettava.

Ella descrisse il Woodwose dicendo, che aveva gli occhi color ambra, i denti erano come quelli di un umano, ma più quadrati, aveva peli su tutto il corpo e la pelle molto spessa.
Questo incontro la terrorizzò al punto da farla tacere, e raccontare tutto in età adulta al marito, il quale la convinse a diventare una ricercatrice e scoprire se qualcun altro aveva visto questa creatura.
Anche un’altra donna, nel 1984, raccontò di aver fatto un incontro del genere, mentre passeggiava con i suoi cani.
Esistono varie testimonianze su avvistamenti avvenuti anche in Galles, e in tante altre zone della Gran Bretagna, fatti da persone molto attendibili.

Woodwose, Cattedrale di Chester-Ph. Churchcat on flickr

Una leggenda del XII secolo, racconta di Orford, un piccolo villaggio costiero di circa 650 anime nella contea del Suffolk, in Inghilterra.
Un giorno, i pescatori sentirono un grande peso nelle loro reti e, quando alla fine le trascinarono dal mare, furono allarmati nel trovare un uomo peloso, nudo e infangato.
Era muto, emetteva solo grugniti e grida, e non aveva alcuna conoscenza della Bibbia o della Terra.
I pescatori portarono il Wildman al castello di Orford, dove fu imprigionato e nutrito con una dieta a base di pesce crudo.

Wildman di Orford-Ph. Fire Springs Folk Tales on WordPress

Woodwose Orford-Ph. Secret Suffolk

Mentre alcuni pensavano che potesse essere il fantasma di un marinaio annegato, altri dissero che fosse una creatura dei boschi caduta in mare accidentalmente, e molti ipotizzarono che fosse un tritone.
In effetti, quando fu portato a nuotare nell’acqua, scappò sotto la superficie, per non essere mai più visto.
Se oggi vai alla chiesa di San Bartolomeo a Orford, puoi ancora vedere un piccolo Wildman in pietra alla base del fonte battesimale.

Ancora oggi, chi va per boschi, si domanda se il Woodwose, o Wild Man (puoi chiamarlo come preferisci) esista davvero.
C’è solo un modo per sapere se è vero, sei abbastanza coraggioso da scoprirlo?

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