
Il mare era calmo quella mattina.
Una distesa azzurra e luminosa si perdeva fino all’orizzonte, dove il cielo e l’acqua sembravano incontrarsi in un unico abbraccio.
Il vento soffiava piano tra le vele delle navi e portava con sΓ© il profumo della salsedine.
Sulla riva perΓ², Alcione, figlia di Eolo ed Enarete, non riusciva a trovare pace.
Guardava la nave che si preparava a partire e sentiva dentro di sΓ© una strana inquietudine.
Accanto a lei c’era Ceice, suo marito, re di Eraclea Trachinia.
Da quando si erano incontrati, i due erano diventati inseparabili. Non conoscevano una felicitΓ che non fosse condivisa e non immaginavano un futuro in cui l’uno potesse vivere senza l’altra.
Ceice era un uomo nobile e coraggioso.
Alcione era dolce, affettuosa e profondamente innamorata del marito.
Il loro amore era diventato così grande che talvolta, quasi senza rendersene conto, arrivavano a chiamarsi con i nomi degli dèi.
Ceice vedeva in Alcione la bellezza e la dignitΓ della dea Era.
Alcione, invece, guardava Ceice con tale ammirazione, da considerarlo simile a Zeus.
Non lo facevano per sfidare gli dèi.
Era soltanto il modo in cui il loro amore trasformava ai loro occhi la persona amata.
Ma gli dèi non videro quelle parole con la stessa innocenza.
E, da quel momento, un’ombra cominciΓ² ad avvicinarsi alla loro felicitΓ .
β΅Β La partenza
Quel giorno Ceice doveva partire.
Aveva deciso di affrontare un viaggio per mare per raggiungere un luogo lontano e consultare un oracolo.
Cercava risposte e sperava di comprendere il significato delle sventure che avevano turbato la sua vita.
Alcione, perΓ², aveva paura.
Non riusciva a spiegare quella paura, era come una voce silenziosa che le sussurrava di non lasciarlo andare.
Β«Non partireΒ», gli disse.
Ceice la guardΓ² con tenerezza.
Β«Devo farlo, Alcione.Β»
Β«E se il mare diventasse cattivo?Β»
Ceice sorrise appena.
Β«Il mare oggi Γ¨ tranquillo.Β»
Alcione abbassΓ² lo sguardo.
Β«Il mare puΓ² cambiare in un istante.Β»
Ceice le prese le mani.
Β«TornerΓ².Β»
Β«Promettimelo.Β»
Β«Te lo prometto.Β»
Alcione sollevΓ² gli occhi verso di lui.
Β«Non voglio che tu parta.Β»
Per la prima volta, Ceice vide quanto fosse profonda la paura negli occhi della moglie.
Le accarezzΓ² il volto.
Β«Non devi avere paura. SarΓ² prudente. E quando tornerΓ², sarai la prima persona che cercherΓ².Β»
Alcione si strinse a lui.
Β«Per me non esiste nulla di piΓΉ importante del tuo ritorno.Β»
Ceice la abbracciΓ².
Β«E per me non esiste nulla di piΓΉ importante di te.Β»
Rimasero cosΓ¬ per qualche istante, stretti l’uno all’altra, mentre intorno a loro la vita continuava.
Poi Ceice dovette salire sulla nave.
Alcione rimase sulla riva, guardandolo allontanarsi, mentre la nave diventava sempre piΓΉ piccola.
Lei continuava a fissarla, come se con gli occhi potesse trattenerla.
Quando finalmente scomparve all’orizzonte, Alcione rimase immobile davanti al mare.
Non poteva sapere che quello era stato il loro ultimo addio.

β‘ La tempesta
Per un po’ il viaggio procedette senza difficoltΓ .
Il mare era ancora tranquillo e la nave avanzava spinta da un vento favorevole.
Ma, lentamente, il cielo cominciΓ² a cambiare.
Le nuvole comparvero all’orizzonte, prima erano sottili e lontane, poi divennero sempre piΓΉ scure.
Il vento aumentΓ² e le vele cominciarono a gonfiarsi con violenza, con le onde che si facevano piΓΉ alte.
I marinai si scambiarono sguardi preoccupati.
Ceice guardΓ² il cielo.
Una raffica improvvisa fece oscillare la nave, poi arrivΓ² la prima grande onda, che si abbattΓ© sul ponte con un rumore assordante.
Gli uomini cercarono di mantenere il controllo dell’imbarcazione.
Β«Ammainate le vele!Β»
Β«Tenete salde le corde!Β»
Ma il vento non ascoltava gli uomini.
La tempesta cresceva.
Il cielo era diventato quasi nero ed il mare sembrava essersi trasformato in una creatura gigantesca e furiosa.
Le onde si sollevavano come montagne d’acqua e precipitavano sulla nave.
Ceice cercò di aiutare i marinai, ma presto capì che nessuno avrebbe potuto fermare quella furia.
Un’ondata colpΓ¬ violentemente la nave.
Il legno scricchiolΓ².
Un’altra onda la fece inclinare.
L’acqua entrava sempre piΓΉ rapidamente.
In mezzo al rumore della tempesta, Ceice pensΓ² ad Alcione.
La vide nella sua mente, la vide sulla riva.
Vide i suoi occhi mentre lo salutava.
RicordΓ² le sue parole.
βPromettimelo.β
E ricordΓ² la propria risposta.
βTe lo prometto.β
Un dolore profondo gli attraversΓ² il cuore.
Non aveva piΓΉ paura per se stesso, aveva paura per lei.
Β«Alcione…Β» mormorΓ².
Avrebbe voluto essere ancora accanto a lei.
Avrebbe voluto tornare indietro.
Avrebbe voluto poterle dire che l’amava.
Ma il mare era ormai troppo forte.
La nave venne travolta.
Ceice scomparve tra le onde.
β³ L’attesa
Alcione aspettava.
Ogni mattina si recava sulla riva e guardava il mare.
Aspettava.
Il tempo passava lentamente.
Prima un giorno.
Poi un altro.
Poi molti altri.
Ogni volta che una nave appariva all’orizzonte, il cuore di Alcione accelerava.
Β«Forse Γ¨ lui.Β»
Ma ogni volta la speranza si spegneva.
La nave si avvicinava.
E non era quella di Ceice.
Alcione tornava a casa con il cuore sempre piΓΉ pesante.
Eppure continuava a credere.
Β«TornerΓ Β», diceva a se stessa.
Β«Ceice tornerΓ .Β»
Pregava gli dèi.
Chiedeva loro di proteggerlo.
Non sapeva che la sua preghiera arrivava troppo tardi.
Ceice era giΓ morto.
Il mare aveva inghiottito il suo corpo.
β¨ Il sogno
Una notte Alcione si addormentΓ².
La casa era silenziosa.
Fuori, il vento passava leggero tra gli alberi.
Nel sonno, Alcione vide Ceice.
Era davanti a lei.
Ma qualcosa nel suo volto era diverso.
Sembrava triste, lontano, come se appartenesse ormai ad un mondo che lei non poteva raggiungere.
Β«Ceice!Β» gridΓ² Alcione.
Fece per corrergli incontro.
Β«Sono quiΒ», disse lui.
La sua voce era dolce, ma piena di dolore.
Β«Dove sei stato? PerchΓ© non sei tornato?Β»
Ceice la guardΓ².
Β«Alcione, devi sapere la veritΓ .Β»
Lei scosse la testa.
Β«No.Β»
Β«La nave Γ¨ stata travolta dalla tempesta.Β»
Alcione cominciΓ² a piangere.
Β«No…Β»
Β«Sono morto.Β»
Β«No!Β»
Β«Il mare mi ha portato via.Β»
Alcione cercΓ² di raggiungerlo.
Β«Resta con me!Β»
Ma Ceice sembrava allontanarsi.
Β«Non posso.Β»
Β«Non puoi lasciarmi! Mi avevi promesso che saresti tornato!Β»
Ceice la guardΓ² per l’ultima volta.
Β«Avrei voluto mantenere la mia promessa.Β»
Poi scomparve.
Alcione si svegliΓ² di colpo.
Aveva il volto bagnato di lacrime.
Per qualche istante rimase immobile nel buio.
Poi comprese.
Quel sogno non era stato un sogno.
Ceice era morto!

π Il ritorno del mare
Alcione corse verso la riva.
Il vento le scompigliava i capelli ed i suoi passi affondavano nella sabbia.
Non sapeva che cosa avrebbe trovato.
Sapeva soltanto che doveva andare.
Quando arrivΓ² davanti al mare, rimase a fissare le onde.
Il cielo era pallido.
Il mare sembrava immenso.
E allora lo vide.
Qualcosa galleggiava sull’acqua.
All’inizio non riuscΓ¬ a capire che cosa fosse.
Poi il corpo venne trascinato piΓΉ vicino dalla corrente.
Alcione riconobbe Ceice.
Il mondo sembrΓ² fermarsi.
Non sentì più il vento.
Non sentì più il rumore delle onde.
Non sentì più nulla.
Vide soltanto lui.
L’uomo che aveva amato.
L’uomo che aveva aspettato.
L’uomo che le aveva promesso di tornare.
Β«Ceice…Β»
La sua voce era appena un sussurro.
Alcione si avvicinΓ² all’acqua.
Β«Sono qui.Β»
Era come se parlasse ancora con lui.
Β«Sono venuta da te.Β»
Le lacrime le scendevano sul viso.
Β«Non ti lascerΓ² piΓΉ.Β»
E in quel momento il dolore divenne piΓΉ forte di qualsiasi paura.
Alcione voleva raggiungerlo.
Voleva annullare la distanza che la morte aveva creato.
Voleva tornare al giorno della partenza ed impedirgli di salire su quella nave.
Ma il tempo non poteva tornare indietro.
π« La pietΓ degli dΓ¨i
Gli dèi avevano osservato ogni cosa.
Avevano visto l’amore dei due sposi.
Avevano visto la loro separazione.
Avevano visto Ceice morire nel mare ed Alcione consumarsi nell’attesa.
E avevano visto qualcosa che neppure la morte era riuscita a spezzare: il loro amore.
Gli dèi provarono pietà .
La loro collera lasciΓ² spazio alla compassione e decisero di concedere ai due sposi una nuova possibilitΓ .
Non avrebbero potuto restituire loro la vita umana, non avrebbero potuto cancellare ciΓ² che era accaduto.
Ma potevano impedire che rimanessero separati per sempre.
Così avvenne il prodigio.
Ceice ed Alcione furono trasformati in uccelli marini, gli alcioni.
Il dolore divenne ali.
La separazione divenne volo.
Il mare, che aveva portato via Ceice, divenne la loro nuova casa.
Alcione volΓ² verso di lui.
Ceice volΓ² verso di lei.
E, finalmente, furono di nuovo insieme.

πͺΊΒ La pace del mare
Ma gli dèi vollero fare ancora di più.
I due alcioni, tanto legati al mare, fecero il loro nido lì vicino, purtroppo però, esso veniva continuamente distrutto.
CosΓ¬ Zeus, rimasto sconvolto dalla loro tenacia, concesse ad Alcione alcuni giorni di calma durante l’inverno, facendo placare il mare per sette giorni, prima e dopo il solstizio d’inverno, affinchΓ© potessero riprodursi.
In quel periodo i venti si sarebbero placati ed il mare sarebbe diventato tranquillo.
Alcione avrebbe potuto costruire il suo nido e deporre le uova senza che le tempeste distruggessero ciΓ² che aveva costruito.
Era come se il mare, per alcuni giorni, chiedesse perdono.
Il mare che aveva diviso i due amanti diventava finalmente calmo.
Le onde non ruggivano piΓΉ, il vento taceva, il cielo tornava sereno.
E sopra quelle acque tranquille potevano volare Ceice ed Alcione.
π L’amore oltre la morte
Da allora la loro storia rimase legata al mare ed ai giorni in cui esso, nel cuore dell’inverno, sembra improvvisamente trovare pace.
Ceice e Alcione non tornarono mai piΓΉ ad essere gli uomini che erano stati.
Non poterono piΓΉ vivere nella loro casa, parlare come prima o stringersi l’uno all’altra con le mani.
Ma trovarono qualcosa di diverso.
Potevano volare, potevano attraversare il cielo insieme.
Potevano tornare ogni giorno sul mare senza averne piΓΉ paura.
E soprattutto potevano restare l’uno accanto all’altra.
La loro storia, perΓ², non Γ¨ soltanto una storia di morte.
Γ una storia di attesa.
Γ la storia di una promessa che non potΓ© essere mantenuta, ma che l’amore riuscΓ¬ in qualche modo a trasformare.
Ceice aveva promesso ad Alcione che sarebbe tornato.
Non tornΓ² come uomo.
Ma tornΓ².
TornΓ² sotto forma di uccello, portato dal vento e dalle onde.
Alcione aveva promesso a Ceice che non lo avrebbe dimenticato.
E mantenne la sua promessa.
Così, ogni volta che due uccelli marini volano insieme sopra il mare calmo, sembra quasi di poter riconoscere la loro storia.
Forse sono Ceice e Alcione.
Forse stanno ancora cercandosi tra le onde.
Forse volano l’uno accanto all’altra, proprio come avevano fatto quando erano ancora esseri umani.
E forse, quando il mare d’inverno improvvisamente si fa silenzioso, Γ¨ perchΓ© per qualche giorno anche la natura ricorda la loro storia.
Ricorda il dolore di Alcione.
Ricorda l’ultimo pensiero di Ceice.
Ricorda la tempesta.
E soprattutto ricorda l’amore che, nonostante tutto, non Γ¨ riuscito a morire.
PerchΓ© il mare puΓ² separare due persone.
La morte puΓ² spezzare una vita.
Il tempo puΓ² cancellare i ricordi.
Ma, nella leggenda di Ceice e Alcione, l’amore trova un modo per continuare a volare.

