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CORBEZZOLO, L’EMBLEMA DEL TRICOLORE ITALIANO

Scritto da MadameBlatt

“Corbezzolo”

«Ti beffi di primavera
e fai felici tutti
ottobre di Corbezzolo
carico di fiori
e gravido di frutti»

-Agostino Barletta, Genova, aprile 2008-

 

Il Corbezzolo (Arbutus unedo), chiamato anche Albatro, Rossetto, Suorbo, Arbuto, Ciliegio marino, è un albero sempreverde, appartenente alla famiglia delle Ericaceae.
Tipico della macchia mediterranea, iI suo nome scientifico, secondo alcuni, è dovuto agli antichi Romani, i quali lo chiamavano “arbusto di cui si può mangiare un solo frutto” (unum edo), in relazione al contenuto di un alcaloide nel frutto, che sconsiglia di mangiarne troppi.
Corbezzolo, invece, probabilmente deriva dal latino ‘sorbus’ = ‘sorbo’, incrociato con una voce celtica.


Di forma cespugliosa o ad albero, può raggiungere anche i 10 metri d’altezza.
Presenta foglie lanceolate con margine dentellato, fiori bianchi riuniti in pannocchie e frutti carnosi, ricoperti di tubercoli, rossi a maturità, contenenti i semini.
Una delle più belle farfalle italiane, Charaxes jasius, parassita solo le foglie di questa specie.
Una caratteristica del Corbezzolo è che uno stesso albero ospita contemporaneamente fiori e frutti maturi, in quanto la pianta fiorisce nel periodo di maturazione dei frutti della fioritura dell’anno precedente.

Charaxes jasius–Ph. makamuki0 on Pixabay

Pertanto, per la presenza in contemporanea del rosso dei frutti, del bianco dei fiori e del verde delle foglie, quindi i colori della bandiera italiana, fin dal Risorgimento, il Corbezzolo è considerato uno dei simboli patriottici italiani.
Giovanni Pascoli fu il primo ad associare il Corbezzolo alla bandiera italiana, facendone un simbolo di unità nazionale: nell’ode “Al Corbezzolo”, infatti, Pascoli cita il racconto di Pallade, figlio di Evandro, che perse la vita in Italia per proteggere Enea, antenato dei fondatori di Roma.
Pallade fu, per così dire, il primo a morire per l’Italia, poiché si era sacrificato per l’uomo, i cui discendenti avrebbero fondato Roma stessa.
Il suo corpo fu adagiato su un letto di rami di Corbezzolo: il bianco dei suoi fiori, il rosso dei suoi frutti ed il verde delle sue foglie, che ricordavano i colori della bandiera italiana.

Ph. hjrivas on Pixabay

Un’altra leggenda narra, che infuriava la battaglia sulle rive del Tevere e Turno, re dei Rutuli, uomo assai forte, combatteva contro le forze di Enea e dei Latini, minacciando morte e rovina all’eroe troiano ed ai suoi alleati.
Improvvisamente, gli si fece incontro un giovanetto bello ed ardito, armato di una lunga asta di frassino, ferrata sulla punta.
Turno infuriato, gli gridò di tirarsi indietro, altrimenti lo avrebbe trapassato con la sua lancia.
Ma Pallante, il giovane guerriero, infiammato d’amore per la sua terra, gli lanciò contro senza paura la sua arma, con tutta la forza dell’entusiasmo giovanile, sicuro di colpire a morte il feroce guerriero.
L’asta rimbalzò sullo scudo del nemico e cadde a terra, rompendosi in più pezzi.
Subito Turno scagliò la sua arma, ben più possente, che trapassò lo scudo e ferì a morte il giovanetto, colpendolo al cuore.
Finita la battaglia, Evandro, il padre di Pallante, depose la salma del figlio in una tomba scavata nella roccia e vi pose accanto una lampada accesa.
Chiuse la sepoltura e piantò dei cespugli di Corbezzolo sul tumulo, perché nessuno potesse trovare la tomba e violare il riposo di Pallante.
Passarono i secoli, ed i Barbari invasero la nostra terra, mettendo tutto a ferro e fuoco.

Un giorno, cercando tesori nascosti, alcuni guerrieri barbari strapparono i Corbezzoli, che coprivano l’antica tomba, aprendo la sepoltura.
Rimasero allibiti, vedendo che la lampada ardeva ancora, dopo tanti secoli, vicino al corpo intatto di Pallante.
Terrorizzati, i predoni riposero la lampada al suo posto e richiusero la tomba senza toccare nulla.

Ph. makamuki0 on Pixabay

I Romani affermano che questa fiamma continua ancora a splendere nelle viscere del Colle Palatino, quale segno vivente della civiltà latina.
Il Corbezzolo compare in vari resoconti storici della cultura occidentale.
Gli antichi Greci apprezzavano il suo legno per la fabbricazione dei flauti.
Il suo frutto è al centro del dipinto di Hieronymus BoschIl giardino delle delizie“.

Il giardino delle delizie, Hieronymus Bosch

In Irlanda, esiste un’antica ballata popolare, che canta del Corbezzolo: “My Love’s an Arbutus”.
Inoltre, il ritrovamento di polline di Corbezzolo nelle paludi, suggerisce che l’albero sia stato introdotto in Irlanda sotto forma di semi, circa 4000 anni fa, durante l’immigrazione diffusa della Cultura Beaker in Europa (in italiano, cultura del vaso campaniforme, un periodo della tarda Età del rame, 2600 – 1900 a.C. circa, in cui si diffuse questo tipo di ceramica).
Anticamente, si diceva che sia un frutto, che dona uno stato d’ubriachezza.
Infatti, con la fermentazione dei frutti si ottiene il “Vino di Corbezzolo”, a bassa gradazione alcolica e leggermente frizzante in uso in Corsica, Croazia, Puglia, Algeria e nella zona del promontorio del Conero, dove è chiamato “vinetto”.

Beaker-Ph. curiousireland.ie

Qui, anticamente, il 23 Ottobre, giorno dedicato a San Simeone e San Giuda, si celebrava una festa religiosa legata proprio al Corbezzolo.
Questa Festa del Corbezzolo era una celebrazione che univa la magia e la religione al divertimento.
A Madrid c’è una statua dello scultore Antonio Navarro Santafé, “El oso y el mandroño” in cui sono scolpiti un orso ed un albero di Corbezzolo, simboli dell’araldica della città e, quindi, nello stemma.
Infatti si narra, che i frutti del Corbezzolo salvarono gli abitanti di Madrid dalle febbri malariche.
Inoltre, dai suoi frutti si ricava un liquore rinomato, il Mandroño.

El oso y el madroño by Antonio Navarro Santafé – Ph. liandra on Pixabay

E’ prodotto anche in Portogallo, col nome di “Aguardente de Medroñho”, e in Albania, “Raki Kocimareje”.
In Italia, un ramo di Corbezzolo con due frutti è rappresentato nello stemma della Provincia di Ancona.
Le foglie del Corbezzolo hanno qualità antibatteriche e antinfiammatorie, soprattutto per il tratto urogenitale, nell’intestino e nello stomaco.
In cucina, esse sono utilizzate per aromatizzare formaggi e migliorarne la conservazione, mentre le bacche contengono vitamina C, vitamina E e molte altre sostanze antiossidanti, oltre ad avere potere astringente.
Inoltre, in passato le foglie del Corbezzolo, essendo ricche di tannini e arbutoside, venivano utilizzate per la concia delle pelli.

Ancona-Ph. araldicacivica.it

I frutti si possono mangiare freschi o in conserva sotto forma di confetture, liquori, acquavite, sciroppi.
La marmellata è ottima per farcire crostate ed i frutti interi guarniscono torte, biscotti e focacce dolci.
Con i Corbezzoli si può preparare anche un particolare aceto, da utilizzare per condire insalate e cruditées.
Il miele di Corbezzolo, infine, molto raro e pregiato, ha proprietà diuretiche, balsamiche e disinfettanti.
Dal legno del Corbezzolo, la popolazione berbera del Marocco, dove è chiamato “Sisnou”, ricava dei cucchiai.

by hohlidaki on Etsy

Nei “Fasti” di Ovidio, si racconta che un bambino, Proca, mentre dormiva beato nella sua culla, fu assalito dalle Strigi, uccelli notturni di cattivo auspicio, che si nutrivano di sangue e carne umana, così cattivi, che di notte andavano vagabondando alla ricerca di teneri bambini da uccidere, per poi berne il sangue.
Proca era già in fin di vita, ma la sua nutrice, attratta dal pianto, giunse ai piedi della culla e, vedendo le condizioni del bambino, invocò disperatamente la Dea Carna, protettrice dei neonati e delle abitazioni.
Carna usò un ramo della pianta di Corbezzolo, per toccare tre volte la porta della camera di Proca, e spruzzò una pozione magica mista ad acqua, in segno di purificazione.
Poi, per salvare il lattante, offrì alle terribili Strigi le viscere di un piccolo maiale.
Per questo motivo, il Corbezzolo è considerato anche come un augurio d’immortalità ed eternità e, nello stesso tempo, come una delle piante capaci di allontanare le famose streghe di San Giovanni, o ancora come pianta magica protettrice delle case, capace di scacciare negatività e creature demoniache.

Ph. siala on Pixabay

In Esoterismo, l’essenza del Corbezzolo ci collega con la vera gioia e la celebrazione.
Può aiutare a trovare il proprio senso di giocosità infantile ed è un buon rimedio per i bambini, quando sono tristi o depressi.
Spezza schemi profondi di negatività che bloccano la gioia, trasformando le convinzioni negative, donando gioia inesorabile ed alleggerimento.
L’energia dell’albero funge da sfondo su cui le convinzioni negative, e le scuse per la scontrosità, vengono mostrate in modo più evidente, così da poterle riconoscere.
Infatti, aiuta a comprendere, quando stai prendendo le cose troppo sul serio.
Dona pazienza con gli altri, mentre anche loro trovano la loro strada.
E’ utile, quando si ha paura di essere visti o di distinguersi dalla massa (comportamenti del nascondersi), e quando non si crede o non si vede la propria bellezza, i propri doni, la propria attrattiva, o per paura di mostrarla.
Permette di riconoscere la propria bellezza essendo fedeli a se stessi, supportando l’espressione di questa unicità e bellezza nel mondo, e permettere di brillare.
Buono per supportare tutti i tipi di creatività.
L’essenza del Corbezzolo può anche aiutare ad aprire la consapevolezza psichica e connettersi alle dimensioni invisibili degli elementali e degli spiriti vegetali, oltre a facilitare la comunicazione.
E’ anche un ottimo rimedio contro scontrosità, torpore, tristezza, sentirsi immeritevoli, sentirsi brutti, nascondersi alla luce, quando sei bloccato nella creatività e nell’esprimere chi sei nel Mondo. Supporta il raggiungimento dell’amor proprio e dell’apprezzamento.
Il legno di Corbezzolo è ottimo per preparare bacchette magiche, per coloro che, in alcuni momenti, mancano di fiducia o sono pieni di insicurezze.
Infatti, a questo legno piace svolgere un ruolo di supporto e le bacchette di Corbezzolo tendono a scegliere le persone che hanno bisogno di qualcuno (o in questo caso qualcosa) per incoraggiarle.

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Le bacchette aiutano le persone che si sottovalutano, a causa della loro mancanza di amore per le luci della ribalta e del loro carattere apparentemente più fragile, mentre possono rivelarsi feroci e vendicative, con coloro che hanno fatto loro un torto, portandogli rancore per sempre.
Possono anche neutralizzare le magie basate sul vento e migliorare quelle relative al fumo, il riparo, la stabilizzazione e l’intossicazione.
Il Corbezzolo è anche simbolo di ospitalità, ed anticamente era considerato gesto di grande ospitalità, porre un ramoscello di Corbezzolo sulla porta d’ingresso, per accogliere gli ospiti in arrivo.
Inoltre, era di buon auspicio appendere in casa un rametto di questa pianta con tre frutti.
Ma il frutto, rosso fuori e giallo dentro, simboleggiava l’amore e la gelosia.
Il Corbezzolo è da sempre una delle piante utilizzate negli esorcismi.

ATTENZIONE: Il Corbezzolo è un frutto commestibile, ma il suo uso è sconsigliato in gravidanza, durante l’allattamento e nei bambini piccolo. Infatti, visto l’alto contenuto in tannini, può dare irritazioni, soprattutto al tratto gastrointestinale. Inoltre, un consumo eccessivo può avere anche lievi effetti allucinogeni, paragonabili a quelli di un’ubriacatura. Quindi, mangiate i frutti con moderazione.

PIANETA: Marte
ELEMENTO: Fuoco
SEGNO ZODIACALE ASSOCIATO: Scorpione
CHAKRA: 2, Svadhishthana (C. sacrale)

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“La speranza è il tappeto magico che ci trasporta dal momento presente nel regno delle infinite possibilità” (H. J. Brown)

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