“Proteggi ciò che sei.
Non temere i periodi di riposo.
La tua forza può rimanere nascosta
senza essere perduta.
Quando arriverà il momento giusto,
la vita tornerà a scorrere”
Asplenium è un genere di piante appartenente alla famiglia delle Aspleniaceae, e comprende circa 700 specie di Felci.
Asplenium: dal greco, ‘a’ = senza, ‘splḗn’ = milza, ovvero ‘senza milza’, nome derivante dall’antica credenza secondo cui alcune specie di Asplenium, in particolare Asplenium ceterach (la Cedracca), avrebbero avuto proprietà medicinali contro i disturbi della milza.
Il genere Asplenium ha un’origine evolutiva molto antica e non è possibile attribuirne con certezza l’origine ad una sola area geografica.
Le sue prime linee evolutive risalgono probabilmente a decine di milioni di anni fa.
Nel corso dell’evoluzione, il genere si è diffuso ampiamente ed oggi presenta una distribuzione quasi cosmopolita, dalle regioni tropicali a quelle temperate, comprendendo Europa, Asia, Africa, Americhe ed Oceania.
Perciò è più corretto parlare di un genere con antica origine e successiva ampia radiazione geografica, piuttosto che di una specifica “culla” geografica.
Le forme ancestrali della linea che conduce agli Asplenium moderni risalgono probabilmente al Cretaceo, mentre la diversificazione del genere nelle forme più vicine a quelle attuali è soprattutto successiva.
I fossili attribuiti ad Asplenium sono stati segnalati soprattutto dal Cenozoico, cioè nell’era iniziata circa 66 milioni di anni fa.
Tuttavia, identificare una felce fossile sulla base delle sole foglie è difficile, perché molte specie possono avere fronde molto simili.

Asplenium trichomanes-Ph. MurielBendel-wikipedia.org
Per questo motivo, non si può dire che l’Asplenium sia nato in una determinata regione del mondo, ma è più corretto pensare ad una linea evolutiva antica, probabilmente già presente nell’emisfero settentrionale e successivamente protagonista di una forte espansione e diversificazione.
Già nella tradizione botanica greca compare una pianta indicata come asplēnon, descritta come una piccola felce priva di fusto e di fiori, caratteristica degli ambienti rocciosi e dei muri.
La descrizione è stata successivamente riferita soprattutto alla Cedracca.
Le conoscenze botaniche dell’antichità, tuttavia, non corrispondevano alla classificazione moderna: i nomi erano attribuiti sulla base dell’aspetto, dell’habitat o delle proprietà ritenute medicinali e potevano quindi comprendere più specie.
La tradizione dell’asplēnon passa dalla cultura greca a quella romana, dove Vitruvio, nel ‘De architectura’, ricorda una curiosa osservazione relativa all’isola di Creta: secondo la tradizione antica, alcuni animali che si alimentavano della vegetazione di determinati luoghi presentavano una milza particolarmente ridotta o addirittura ne erano privi.
E questo fenomeno veniva messo in relazione con il consumo di una particolare felce.
.. certi pascoli a Creta, su ogni lato del fiume Potereo, che separa i due stati cretesi di Gnoso e Gortyna. Ci sono bovini al pascolo sulle rive destra e sinistra di quel fiume, ma mentre i bovini che si nutrono vicino a Gnoso hanno la solita milza, quelli dall’altra parte vicino a Gortyna non hanno una milza percepibile. Sull’indagine dell’argomento, i medici hanno scoperto da questa parte una sorta di erba che il bestiame mastica e quindi fanno la loro milza piccola. L’erba è quindi raccolta e utilizzata come medicina per la cura delle persone splenetiche… Vitruvio.

Asplenium bulbiferum-Ph. Krzysztof Ziarnek, wikipedia.org
Anche Plinio il Vecchio riprende la tradizione dell’Asplenon nella ‘Naturalis Historia’, in cui la pianta viene descritta come una felce che cresce sulle rocce e sui muri, ed alla quale vengono attribuite proprietà specifiche nei confronti della milza.
Plinio ricorda inoltre la particolare reputazione delle piante provenienti da Creta, quindi nella medicina antica, l’Asplenon veniva utilizzato sotto forma di preparazioni ottenute dalle foglie, secondo pratiche terapeutiche.
L’Asplenium quindi occupa da secoli un posto particolare nella medicina popolare e nella tradizione erboristica europea, soprattutto per alcune specie, in particolare all’Asplenium ceterach, la cosiddetta Cedracca.
Questa specie ebbe particolare fortuna nell’uso contro la “pietra”, poichè cresce infatti là dove la pietra si apre e si fende: sui muri, nelle crepe delle rocce, tra le superfici apparentemente più sterili.
Da questa osservazione nacque una delle più caratteristiche credenze popolari: la pianta, che sembrava capace di penetrare nella pietra, secondo la Dottrina delle Signature, avrebbe potuto agire anche sulle pietre formatesi nel corpo.
Per questo motivo, la Cedracca fu conosciuta in diverse tradizioni come “Erba spaccapietre”, ed il suo decotto veniva tradizionalmente utilizzato contro la renella ed i calcoli delle vie urinarie.
La denominazione popolare racchiude quindi una vera e propria interpretazione simbolica della natura: la forma e il comportamento della pianta diventavano un’indicazione della sua presunta virtù.
Invece, all’Asplenio tricomane furono attribuite anche proprietà contro la tosse ed il catarro, per cui le fronde venivano raccolte e conservate per essere utilizzate durante l’inverno, quando i decotti di erbe costituivano una parte abituale dei rimedi domestici.
In alcune tradizioni popolari l’Asplenio veniva considerato capace di “aprire il petto” e facilitare l’eliminazione del catarro.
E non mancavano inoltre gli usi legati alla digestione e alla depurazione dell’organismo.
Tra le varie specie che crescono spontaneamente in Italia, troviamo:

Asplenium adiantum-nigrum -Ph. Rutger Barendse,www.freenatureimages.eu
🌿 Asplenium adiantum-nigrum (adiantum=capelvenere, nigrum= nero per il colore del rachide) – comunemente chiamato Asplenio adianto nero, Asplenio nero, è una pianta perenne, alta al massimo 40 cm. con rizoma. Abbastanza comune, cresce tra le rupi silicee, sui muri e nei boschi di tutta Italia, tranne Basilicata, Campania e Sicilia. Altri nomi: Black spleenwort, Capillaire noir, Doradille noire, Schwarzstieliger Streifenfarn, Culantrillo negro.

Asplenium ceterach-Ph. © Hans Hillewaert, wikipedia.org
🌿 Asplenium ceterach (ceterach=termine storico con cui la medicina araba medievale identificava questa specifica varietà di felce) – comunemente conosciuto come Cedracca, può raggiungere i 20 cm d’altezza ed ha foglie lineari dal taglio simile ad una piuma ricoperte da scaglie. Cresce spontaneamente su muri a secco e rocce in tutta Italia. Altri nomi: Spaccapietra, Erba ruggine, Felce dei muri, Rustyback Fern, Scale Fern, Stone Fern, Cétérach officinal, Doradille officinale, Milzfarn, Schriftfarn, Doradilla, Ceterach, Dauradella.

Asplenium fissum -Ph. Jasenka Topic,www.freenatureimages.eu
🌿 Asplenium fissum (fissum=diviso) – conosciuto comunemente come Asplenio fesso o Asplenio diviso, cresce principalmente nelle fessure di rocce calcaree o dolomitiche, anche su ghiaioni e macereti, a media-alta quota. Presenta foglie lunghe una ventina di cm, con contorno lanceolato-triangolare pennatosette ed è spontaneo in tutta Italia, tranne Val d’Aosta, Lombardia, Emilia Romagna, Sicilia e Sardegna. Altri nomi: Spleenworts, Capillaire fendu, Doradille fendue, Asplénium du Mercantour, Zerschlitzter Streifenfarn, Gespaltener Streifenfarn.

Asplenium fontanum-Ph. Willem van Kruijsbergen, www.freenatureimages.eu
🌿 Asplenium fontanum (fontanum= che vive nei pressi delle sorgenti) – comunemente chiamato Asplenio delle Fonti, ha fronde lunghe fino a 20 cm raggruppate in fasci, e cresce in crepe, ragadi, in falesie calcaree di alta quota. Si trova spontaneamente in Val d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Toscana. Altri nomi: Fountain spleenwort, Smooth rock spleenwort, Black Forest spleenwort, Capillaire des sources, Asplénium des fontaines, Asplénie des fontaines o Doradille des sources, Jura-Streifenfarn, Quell-Streifenfarn, Culantrillo blanco menor , Falgueretas.

Asplenium marinum-Ph. MPF, wikipedia.org
🌿 Asplenium marinum (marinum=che cresce vicino al mare) – comunemente conosciuto come Asplenio marino, Felce marina, cresce negli habitat marini, su scogliere di mare, di solito in fessure, spesso all’interno della zona di spruzzo di acqua salata. In Italia è spontaneo in Toscana, Lazio, Sardegna, Puglia e Sicilia. È una felce sempreverde con fronde pinnate verde scuro lunghe 8-50 cm, con una consistenza spessa e leggermente coriacea. Altri nomi: Sea spleenwort, Doradille marine, Asplénium marin, Meeres-Streifenfarn, Asplenio marino, Doradilla marina, Falzia marina, Avenca-marinha, Asplénio-marinho.

Asplenium ruta-muraria -Ph. Ed Stikvoort, www.freenatureimages.eu
🌿 Asplenium ruta-muraria (ruta-muraria= per l’aspetto delle fronde simili a quelle di una ruta e che cresce nei muri) – comunemente chiamato Ruta di muro, presenta foglie lunghe fino ad una quindicina di cm, con picciolo breve e lamina bi-tripennata. Molto comune, si trova su rupi e muri fino a 1800 m di tutta Italia. Altri nomi: Wall-rue, Wall-rue spleenwort, Rue des murailles, Asplénie rue-de-muraille, Mauerraute, Mauer-Streifenfarn, Culantrillo blanco, Ruda de muros, Adianto blanco, Falzia blanca, Ruda de paret, Charranguilla.

Asplenium scolopendrium -Ph. Ed Stikvoort, www.freenatureimages.eu
🌿 Asplenium scolopendrium (scolopendrium= per la forma allungata e sinuosa della fronda simile alla scolopendra) – comunemente chiamato Lingua di Cervo, presenta foglie lunghe fino a 60 cm, con lamine linguiformi, ondulate al margine. Cresce su rupi ombrose ed umide fino a 1000 m, ed è spontaneo in tutta Italia. Altri nomi: Lingua cervina, Scolopendria comune, Harts tongue fern, Langue de cerf, Scolopendre, Scolopendre vulgaire, Hirschzungenfarn, Lengua de ciervo, llingua de güe, Cerviña.

Asplenium trichomanes -Ph. wikipedia.org
🌿 Asplenium trichomanes (trichomanes=capello sottile, facendo riferimento ai piccioli ed ai piccoli fusti delle foglie (rachidi), che sono molto sottili, flessibili, di colore nero o bruno lucido e ricordano proprio dei capelli scuri) – comunemente conosciuto come Asplenio tricomane o Falso capelvenere, può crescere nelle fenditure delle rocce di rupi ombrose e nei boschi. Possiede fronde lunghe fino a 20 cm, piccioli brunastri, con nella pagina inferiore sori (raggruppamento a grappolo di sporangi, cavità in cui ci sono le spore) fitti. Altri nomi: Maidenhair spleenwort, Common spleenwort, Capillaire rouge, Capillarie, Cheveu de Vénus, Braunstieliger Streifenfarn, Culantrillo menor, Doradilla, Falzia roja.

Asplenium viride-Ph. Michael Gasperl, wikimedia.org
🌿 Asplenium viride (viride=verde) – comunemente conosciuto come Asplenio verde, è una piccola felce che cresce nelle rocce calcaree, spesso ricoperte da muschio, muri e substrati umidi. Vive spontaneamente in tutta Italia tranne che Puglia e Sicilia. Ha fronde strette, oblungo-ovali e cuneate alla base, lungo una trentina di cm. Altri nomi: Green spleenwort, Bright-green spleenwort, Capillaire vert, Asplénie verte, Doradille verte, Grünstieliger Streifenfarn, Doradilla verde.

Ph. Hans-pixabay
Nel folklore, in Romania l’Asplenium scolopendrium, chiamato “năvalnic”, è associato alla forza vitale, alla giovinezza, all’amore ed alla sfera sessuale.
La raccolta della pianta ed alcuni suoi impieghi erano inseriti in pratiche popolari legate alla salute ed alla vita, e soprattutto alla fertilità.
Si narrava che il năvalnic, nella Notte di San Giovanni, poteva produrre un fiore miracoloso, visibile soltanto per pochissimo tempo.
Chi fosse riuscito a trovarlo, avrebbe acquisito capacità straordinarie: conoscere ciò che era nascosto, trovare tesori o vedere realtà normalmente invisibili.
Poiché năvalnic significa “irruente”, “impetuoso”, veniva storicamente utilizzato dalle giovani donne e dalle guaritrici, per realizzare filtri d’amore o incantesimi volti a far innamorare i giovani del villaggio.
Nella mitologia dei Daci, antenati dei Rumeni, Dragobete era il dio giovane ed affascinante, protettore dell’amore, del buon umore e della fertilità, un equivalente di Cupido o San Valentino.
Secondo una leggenda, la Vergine Maria trasformò Dragobete nella pianta del năvalnic, affinché potesse continuare a guarire e portare amore agli umani, tanto che ancora oggi esiste una tradizionale festa dell’amore e dell’inizio della primavera in Romania, celebrata ogni anno il 24 febbraio, proprio in onore di questa divinità.

Ph. Nennieinszweidrei-pixabay
L’Asplenium trichomanes, invece, nell’area germanica dove era chiamato Widerton (= “contro l’incantesimo” o “contro il sortilegio”) era usato apotropaicamente, poiché la pianta non serviva soltanto come rimedio, ma veniva associata alla capacità di contrastare o allontanare influenze magiche negative.
I nativi americani Cherokee chiamavano la specie Asplenium rhizophyllum “lingua del serpente”, per la forma della fronda.
Essa veniva utilizzata insieme ad un’altra pianta in una preparazione collegata ai sogni di serpenti velenosi: chi sognava serpenti assumeva il preparato per provocare il vomito e far cessare quei sogni.
Mentre, nella tradizione cristiana medievale, si credeva che l’Asplenium scolopendrium fosse dotato di una particolare forza contro il male e gli incantesimi.

Sori di Asplenium ruta-muraria—Ph. Alexis, wikipedia.org
Spiritualmente, la specie di Asplenium più rinomata è la Cedracca, poiché cresce spesso sulle rocce, nei muretti e negli ambienti calcarei, vivendo in luoghi asciutti ed apparentemente ostili.
Ciò le ha conferito, sul piano simbolico, un legame particolare con la resilienza, la protezione e la capacità di rinnovarsi.
La Cedracca può essere associata innanzitutto alla forza interiore, visto che riesce a sopportare periodi di siccità e condizioni difficili, entrando in uno stato di apparente aridità per poi riprendere vitalità quando torna l’umidità.
Per questo può rappresentare metaforicamente la capacità di attraversare momenti di difficoltà senza perdere la propria essenza.
Un altro simbolismo attribuito alla Cedracca è quello della protezione in quanto, crescendo nelle fessure delle pietre e dei vecchi muri, richiama l’idea di una vita discreta, capace di trovare riparo e nutrimento anche negli spazi più nascosti.
In un contesto rituale o meditativo, può quindi essere utilizzata come simbolo di un confine protetto, di uno spazio interiore da custodire.
La sua particolare capacità di “ritirarsi” durante la siccità e di tornare verde con l’umidità può inoltre essere letta come immagine del ciclo di morte apparente e rinascita.
La Cedracca ricorda che non tutti i periodi di immobilità significano una fine: talvolta è semplicemente una fase di conservazione delle proprie energie, prima di un nuovo risveglio.
Sul piano meditativo, la pianta può dunque evocare tre qualità:
• Resilienza – rimanere radicati anche quando le circostanze sono difficili.
• Protezione – preservare le proprie energie ed il proprio spazio interiore.
• Rinnovamento – accettare i periodi di pausa come parte naturale del proprio percorso.

Asplenium hemionitis-Ph. Tigerente, wikipedia.org
Nei rituali esoterici di protezione energetica, la Cedracca:
• allontana energie percepite come pesanti o indesiderate;
• rafforza i propri confini personali;
• crea uno spazio di raccoglimento e tranquillità;
• fa sentire radicati e protetti.
Poiché la Cedracca ha la capacità di sopportare la disidratazione e quando l’ambiente torna favorevole, può riprendere la propria attività, sul piano simbolico, questo comportamento può essere interpretato come una forma di Magia della perseveranza.
Quindi indica che, anche quando una persona attraversa un periodo di stanchezza, solitudine o trasformazione, una parte della propria energia può rimanere custodita in attesa di un nuovo ciclo.
Per questo la Cedracca può accompagnare meditazioni dedicate alla forza interiore ed alla rinascita.
La Cedracca richiama anche il concetto di ciclo: espansione, ritiro, riposo e nuova espansione.
Ciò può essere collegato all’energia lunare ed ai momenti della vita in cui è necessario fermarsi, ascoltarsi e lasciare andare ciò che non serve più.
Non è quindi una pianta simbolicamente associata soltanto all’azione, ma anche al potere del silenzio e dell’attesa.

Asplenium petrarchae-Ph. Juan Bibiloni, wikipedia.org
Rituale della Cedracca
«𝑳𝒂 𝑭𝒆𝒔𝒔𝒖𝒓𝒂 𝒏𝒆𝒍𝒍𝒂 𝑷𝒊𝒆𝒕𝒓𝒂»
💥Intento: superare un blocco, trovare una via quando apparentemente non esiste, lasciare che una situazione irrigidita trovi un varco.
💥Durata: circa 30–40 minuti.
💥Occorrente
• Una piccola quantità di foglie di Cedracca essiccata oppure una sua rappresentazione simbolica.
• Una pietra piccola, preferibilmente raccolta legalmente e senza danneggiare l’ambiente.
• Una ciotola di terracotta o altro materiale naturale.
• Un bicchiere d’acqua.
• Un filo verde o marrone.
• Una candela verde.
• Un foglio ed una penna.
• Un piccolo panno naturale.
💥Procedimento
I. Preparare il luogo
Disponi il panno davanti a te.
Al centro metti la pietra.
A sinistra poni la Cedracca, a destra l’acqua.
Davanti alla pietra metti la candela.
Accendi la candela e rimani qualche istante in silenzio.
Poi pronuncia lentamente:
‘Cedracca che dimori nella roccia,
piccola vita nelle crepe del mondo,
tu che non chiedi alla pietra
di diventare terra,
ma trovi nella pietra il tuo passaggio,
insegnami la pazienza del seme,
la tenacia della radice,
la saggezza di ciò che sa piegarsi
senza spezzarsi.
Dove vedo un muro,
mostrami la fessura.
Dove vedo una fine,
mostrami il passaggio.
Dove tutto sembra immobile,
ricordami che anche la pietra
può custodire una nuova strada.’
II. La pietra
Prendi la pietra fra le mani.
Osservala attentamente: forma, peso, temperatura, eventuali venature o imperfezioni.
Immagina che rappresenti ciò che ti ostacola.
Importante nella simbologia del rituale è NON cercare di distruggerla: la Cedracca non vince la pietra con la forza, bensì trova uno spazio in cui vivere.
Pronuncia:
«Non spezzerò ciò che mi ostacola.
Troverò dove posso passare.»
Avvolgi quindi il filo intorno alla pietra 3 volte, senza stringerlo troppo.
Ad ogni giro, nomina mentalmente un ostacolo: paura, esitazione, vecchia abitudine, conflitto, oppure qualunque cosa rappresenti la tua situazione.
III. La Fessura
Sul foglio disegna una linea verticale irregolare, come una crepa nella roccia.
Da un lato scrivi:
CIÒ CHE È CHIUSO
Dall’altro:
CIÒ CHE PUÒ APRIRSI
Scrivi sotto la prima voce ciò che vuoi lasciarti alle spalle.
Poi, senza cancellare nulla, traccia una piccola diramazione dalla crepa principale verso la seconda voce.
Scrivi lì un’azione concreta che puoi compiere.
Deve essere qualcosa di piccolo e realmente possibile.
Per esempio:
• fare una telefonata;
• iniziare una conversazione;
• interrompere un’abitudine;
• dedicare un’ora ad un progetto;
• chiedere aiuto;
• tornare a qualcosa che avevi abbandonato.
Questo passaggio trasforma il simbolismo del rituale in una decisione concreta.
IV. L’Acqua
Prendi il bicchiere d’acqua con entrambe le mani.
Guarda la superficie e pronuncia:
‘Acqua che segue la via più libera,
scorri dove la pietra lascia spazio.
Non ti chiedo di abbattere il monte.
Ti chiedo di insegnarmi il sentiero.
Ciò che è rigido diventi paziente.
Ciò che è confuso diventi chiaro.
Ciò che è chiuso trovi una fessura.
Che io riconosca la via
quando finalmente appare.’
Bevi quindi un sorso d’acqua.
Il resto puoi versarlo sulla terra, su una pianta o semplicemente nel lavandino.
V. Il gesto della Cedracca
Prendi la Cedracca fra pollice ed indice.
Portala vicino alla pietra ed immagina che tra le due esista una minuscola crepa.
Pronuncia tre volte:
«Dove la pietra tace, io ascolto.
Dove la pietra resiste, io attendo.
Dove la pietra si apre, io passo.»
Alla terza ripetizione, sposta la Cedracca dalla pietra verso la candela.
Questo è il momento centrale del rituale: la pianta passa simbolicamente dalla condizione di ostacolo alla condizione di possibilità.
VI. Chiusura
Sciogli il filo dalla pietra.
Non tagliarlo: scioglilo.
Riponi la pietra e la Cedracca nel panno e spegni la candela.
Poi prendi il foglio e piegalo una volta verso di te.
Conservalo per 7 giorni in un luogo tranquillo.
Durante questi sette giorni, l’elemento fondamentale non sarà ripetere il rituale, ma compiere l’azione concreta che hai scritto sulla carta.
Al settimo giorno puoi strappare il foglio e riciclarlo, oppure conservarlo come memoria del passaggio.
La pietra può essere restituita al luogo da cui proviene, senza lasciarla in aree naturali protette o private.

Foglie di Ceterach essiccate by AgoraMarketGR-Etsy
Simbolismo del rituale
Pietra → Blocco
Cedracca → Resilienza
Crepa → Possibilità
Acqua → Movimento
Filo → Legame con ciò che deve essere sciolto
Fuoco → Trasformazione
Azione concreta → Manifestazione
Il principio centrale è quindi: non chiedere alla realtà di scomparire davanti a te, ma chiedere di diventare abbastanza attento da riconoscere il varco.

P͟I͟A͟N͟E͟T͟A͟: Saturno (Cedracca) – Plutone (Asplenium)
E͟L͟E͟M͟E͟N͟T͟O͟: Terra (Cedracca) – Acqua (Asplenium)
S͟E͟G͟N͟O͟ Z͟O͟D͟I͟A͟C͟A͟L͟E͟: Capricorno (Cedracca) – Scorpione (Asplenium)
C͟H͟A͟K͟R͟A͟: 1, Muladhara, C. della Radice (Cedracca) – 2, Svadhisthana, C. Sacrale (Asplenium)
In termini rituali, si riassume così:
🌿La Cedracca dà radici a ciò che deve resistere.
🌿L’Asplenio scioglie ciò che deve trasformarsi.

