QUELLE DOMENICHE
Ogni domenica era una festa,
finalmente papΓ era a casa,
profumata e vestita lesta,
attendevo dalla gioia pervasa.
Quanto era freddo dβinverno,
con la sciarpa ed il mio cappello,
cercando il suo sguardo paterno,
stringevo le sue mani con mio fratello.
Saltellanti aspettavamo i treni,
dando ad ognuno un nome.
Contando in una gara i vagoni pieni
di gente che ci salutava, eccome!
Ridendo felici alla vittoria,
il broncio nasceva alla sconfitta,
ma era così bella questa boria
innocente ed amorevole, ma inflitta.
Orgogliosi cercavamo il suo sguardo,
ignari che quella pura felicitΓ infantile,
non sarebbe durata nel tempo.
Ed oggi vorremmo ritornare a quei momenti,
nostalgici della sua figura allora così imponente,
che oggi abbracciamo nella sua fragilitΓ canescente.
-MadameBlatt-

