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CAPODANNO, IL MITO DELL’ETERNO RITORNO

Scritto da MadameBlatt

Le civiltà di tutto il Mondo celebrano l’inizio di ogni nuovo anno, da almeno quattro millenni.
Oggi, la maggior parte dei festeggiamenti di Capodanno inizia il 31 dicembre, l’ultimo giorno del calendario gregoriano, e continua fino alle prime ore del 1 gennaio.
Le tradizioni comuni includono la partecipazione alle feste, il consumo di cibi speciali di Capodanno, i propositi per il nuovo anno e la visione di fuochi d’artificio.


Le culture antiche stabilivano il Capodanno, basandosi direttamente sui fenomeni astronomici come Solstizi ed Equinozi, o sui cicli delle attività agricole umane, come ad esempio prima della semina, dopo il raccolto, che si riferiscono anch’essi al ciclo dell’anno solare.
Entrambi gli approcci avevano quindi una base cosmica, così come il nostro Capodanno, fissato subito dopo il Solstizio d’inverno, quando il Sole ha invertito il suo declino e sta diventando notevolmente più luminoso.
I primi festeggiamenti registrati in onore dell’arrivo di un nuovo anno risalgono a circa 4000 anni fa, nell’antica Babilonia, dove la prima Luna Nuova dopo l’Equinozio di primavera, annunciava l’inizio di un nuovo anno.

Akitu-Ph. axismundi.blog

In quell’occasione, si celebrava un’enorme festa religiosa chiamata Akitu (dal sumero = orzo, che veniva tagliato in primavera), che prevedeva un rituale diverso in ciascuno dei suoi 11 giorni.
Oltre al nuovo anno, Atiku celebrava la mitica vittoria del dio del Cielo babilonese Marduk sulla malvagia dea del mare Tiamat, oltre al segnare il periodo in cui veniva incoronato un nuovo re, o in cui veniva simbolicamente rinnovato il mandato divino dell’attuale sovrano.

Khoiak-Ph. egyptianhistorypodcast.com

Gli antichi Egizi celebravano un capodanno religioso, simbolico e reale, alla fine dell’inondazione del Nilo, quando poteva iniziare la semina dei campi.
Questa emersione annuale della terra dalle acque alluvionali era responsabile del mito della creazione egiziana, in cui un tumulo primordiale emergeva dalle acque primordiali del caos.
Quello era il giorno che segnava la creazione, e così la fine dell’inondazione annuale, con l’inizio della stagione della semina, divenne il capodanno religioso.
Qualche giorno prima di Capodanno si teneva il festival Khoiak, in cui Osiride veniva sepolto sottoterra (alludendo alla semina dei semi) e poi si innalzava un pilastro, a simboleggiare la sua risurrezione e la crescita della vegetazione.

Nehebkau-Ph. ctuluh ekenthor

Questo rituale avrebbe assicurato il benessere all’Egitto durante l’anno a venire.
Inoltre, a Capodanno si teneva una celebrazione reale chiamata festa di Nehebkau, dal nome del dio la cui magia aveva determinato questa manifestazione annuale.

Targelia

Per gli antichi Greci, il capodanno ad Atene era un evento politico e festivo durante la prima Luna nuova, dopo il Solstizio d’estate, considerato il compleanno della città e prevedeva gare atletiche.
Nei giorni precedenti si tenevano alcune feste preparatorie per diverse settimane, che servivano a purificare la comunità, e che includevano un rituale del capro espiatorio (Targelia), la purificazione rituale della statua cittadina di Atena (Plynteria), un rituale per placare gli spiriti maligni ed i fantasmi per l’anno successivo (Arrephoria) e due feste di dissoluzione (Skirophoria e Kronia).

Sukkot

Nell’antica Israele, invece, si celebrava una festa di Capodanno dopo il raccolto autunnale, la “Festa della Raccolta”, in cui le persone costruivano capanne frondose nei vigneti, dove avrebbero festeggiato.
In seguito, questa festa fu trasformata nella “Festa delle Capanne” (Sukkot) a Gerusalemme, le quali indicavano l’Esodo e gli Ebrei che vivevano in tende (capanne) nel deserto.
Il festival prevedeva vari rituali di purificazione per diversi giorni, che precedevano il Giorno dell’Espiazione (Yom Kippur), culminando nel famoso rituale del capro espiatorio.

Giano

Infine, i Romani celebravano un Capodanno tradizionale il 1 marzo e un nuovo anno civile il 1 gennaio.
Gennaio, e quindi il nuovo anno, infatti prende il nome da Giano, un antico dio italico delle transizioni, che vedeva nel futuro e nel passato.
Per questo motivo, esso era rappresentato con due facce che guardano avanti e indietro, a significare anche consapevolezza.
Giano presiedeva al Capodanno e ad altri eventi di transizione (matrimoni, nascite e morti, viaggi, scambi, ecc.), ed era anche un dio di presagi ed auspici, oltre a scongiurare il male.

Il suo nome significava “porta”, proprio perché custodiva le porte del Cielo.
Il Capodanno più tradizionale del 1° marzo, invece, si svolgeva in modo molto simile a quello greco, con una serie di feste di purificazione preparatorie nel mese precedente, chiamate Febronia.

Parentalia

Queste feste includevano la placazione dei fantasmi degli antenati (Parentalia), sacrifici e altri rituali per scacciare gli spiriti maligni (Lupercalia e Feralia) e la purificazione della comunità (Regifugium).
Lo stesso Capodanno era una festa in onore di Marte, da cui prende il nome marzo, con la cura del fuoco delle vestali, l’allestimento con l’alloro, una danza militaristica dei sacerdoti, una processione per la città e infine un elaborato banchetto; ma si onorava anche Giunone che, nel suo ruolo di dea del parto, rappresentava la nuova vita (Matronalia).
In definitiva, nel pensiero e nella mitologia più antichi, ciò che finiva e ricominciava a Capodanno non era altro che il Cosmo stesso: se lo stesso Cosmo continuava in modo lineare, non ci sarebbe stata tale ripetizione.


Il nuovo anno, quindi, non era semplicemente un memoriale della creazione, ma un rinnovamento annuale del Cosmo.
Pertanto, la fine di ogni vecchio anno era caratterizzata dal caos, che era indesiderabile, persino malvagio.
Il Capodanno, praticamente, è stato il primo esempio del “mito dell’eterno ritorno“, e così i rituali del nuovo anno non tanto commemoravano o rievocavano la creazione, quanto la replicavano o la ripetevano nell’esperienza dei partecipanti.
La gente guardava indietro all’anno appena finito, in termini di tutte le cose brutte che si erano accumulate durante il suo corso, che dovevano essere eliminate, all’arrivo del nuovo anno.

Ph. nck_gsl on Pixabay

A questo punto, poiché il caos del vecchio anno doveva essere eliminato per far posto al nuovo anno, si eseguivano dei rituali, per la purificazione dell’ambiente, dei luoghi sacri, delle comunità di persone ed individui, tra cui:
Spazzare e pulire i templi
Pulire le statue di culto delle divinità principali
Usare il fuoco per bruciare il male e spaventare gli spiriti maligni
Usare gli incensi o incensieri, per produrre fumo che purifica l’aria
Fare sacrifici di animali, per purificare i luoghi ed espiare il male, oltre a placare le divinità che potrebbero allontanare il male e tenerlo lontano
Rituali del capro espiatorio per portare via il male che si era posato sulla comunità durante l’anno vecchio
Sollevare un frastuono (soprattutto rumori sferraglianti e sbattenti) per spaventare gli spiriti maligni e i fantasmi
Spalmare porte e stipiti con sostanze particolari, o appendervi sopra certi tipi di piante, che tengono lontani gli spiriti maligni
Nel caso di individui, confessione dei peccati, lavaggio e privazioni come il digiuno.

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Durante questo periodo, ci si avvicinava maggiormente alle divinità e si possedeva una maggiore capacità di vedere ed influenzare il futuro, quindi questo era un momento di presagio e divinazione.
Anche gli spiriti maligni ed i fantasmi erano più attivi in ​​questo periodo e, quindi, dovevano essere placati e/o scacciati, per far posto a un nuovo anno di successo.
In Europa, spesso tutto ciò si trasformava in riti, durante i quali si organizzavano combattimenti o altre gare tra squadre avversarie, che rappresentavano il bene e il male, con il bene che vinceva sempre.
Tutti questi schemi hanno influenzato il Capodanno, creando e tramandando dei rituali, fino ai nostri giorni.

Ph. JosepMonter on Pixabay

Tra le varie tradizioni di Capodanno, in Spagna e in molti altri Paesi di lingua spagnola, le persone mangiano una dozzina di acini d’uva, che simboleggiano le loro speranze per i mesi a venire, proprio prima di mezzanotte.
In molte zone del mondo, è di buon augurio un piatto di lenticchie, che si pensa assomiglino a monete e preannunciano il futuro successo finanziario.
Nel sud degli Stati Uniti, stessa simbologia riguarda i fagioli con l’occhio.
Poiché i maiali rappresentano il progresso e la prosperità in alcune culture, appaiono sulla tavola di Capodanno a Cuba, Austria, Ungheria, Portogallo, Italia (sotto forma di zampone e cotechino).

Ph. peacefuldumpling.com

In Messico, Paesi Bassi e Grecia, si preparano torte e pasticcini a forma di anello, che segnano l’anno che è tornato al punto di partenza.
Invece, in Svezia e Norvegia a Capodanno viene servito il budino di riso con una mandorla nascosta all’interno: chi la troverà, avrà 12 mesi di fortuna.
Dal 1907, quasi ogni anno negli Stati Uniti, a New York city c’è la tradizione più iconica di Capodanno, ovvero il lancio di una palla gigante a Times Square allo scoccare della mezzanotte, davanti a milioni di persone di tutto il Mondo che assistono all’evento.
All’inizio, la palla era un globo di ferro e legno di più di 300 kg, oggi è una sfera dai motivi luminosi di circa 4 metri di diametro e del peso di quasi 5 tonnellate.
In quasi tutto il Mondo, si è ritualizzato un periodo di dissoluzione (caos) alla fine dell’anno vecchio, bevendo molto appunto la sera della vigilia, con i festeggiamenti che possono continuare il giorno di Capodanno, con l’idea di dare un vero benvenuto e celebrare con successo il nuovo anno.

Times Square NYE Ball-Ph. gothamist.com

C’è la tradizione di suonare i corni, sparare botti, suonare le campane e fare altri rumori alla vigilia di Capodanno, sempre per dare il benvenuto al nuovo anno, usi che derivano dall’antico rituale di fare baccano, per spaventare gli spiriti maligni e i fantasmi.
Un’altra usanza è quella di fare nuovi propositi per il nuovo anno, che deriva dall’antica nozione che il Capodanno sia un momento limite per presagi e divinazioni, che rende anche più possibile determinare il proprio futuro.

E poi esiste la convinzione che i bambini nati di Capodanno siano più “speciali”, tradizione che ha radici nelle feste antiche come le Matronalia romane, in cui Padre Tempo (una personificazione del tempo, solitamente raffigurato come un uomo anziano con la barba, o le ali, vestito con una tunica e con in mano una falce ed una clessidra), che rappresenta il vecchio anno morente, viene sostituito da una nuova vita.

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