Pelargonium è un genere di piante appartenente alla famiglia delle Geraniaceae, originario dell’Africa meridionale, che comprende circa 280 specie.
Si tratta generalmente di piante erbacee annuali o perenni, raramente come sotto forma di arbusti, di cui molte specie lignificano con l’età ed altre sono succulente.
I Pelargonium contengono oli essenziali ed hanno foglie per lo più pelose.
Alcune specie del genere Pelargonium sono chiamate Geranio, ma non vanno confuse col genere Geranium.
I Pelargoni, coltivati in tutto il mondo come piante da aiuola e da balcone, sono ibridi di varie specie selvatiche della Terra del Capo, Capensis, Sud Africa, in particolare il Pelargonium zonale ed il Pelargonium inquinans, (ibridi di Geranio zonale eretto), nonché Pelargonium peltatum (ibridi di geranio pendente).
Pelargonium: dal greco, “cicogna”, per la forma dei frutti che ricorda il becco di questo animale.

Pelargonium grandiflorum-Ph. MadameBlatt
I primi esemplari di Perlargoni furono portati in Europa intorno al 1600.
Già nel 1732, il botanico tedesco Johann Jacob Dillen, nella sua opera Hortus Elthamensis, descrisse queste piante di origine sudafricana, che vide nel giardino del botanico inglese William Sherard ad Eltham.
Nel 1738, il medico e botanico olandese Johannes Burman pubblicò il suo eccezionale lavoro sulle piante africane, “Rariorum Africanarum Plantarum”, ne quale usa il nome Pelargonium per le piante del Sud Africa. Tuttavia, Carlo Linneo ed i botanici successivi si riferirono tutti a queste stesse piante come “Gerani”.
Fu solo nel 1789, che il botanico scozzese William Aiton pubblicò la prima descrizione del genere Pelargonium nel trattato “Hortus Kewensis, insieme col magistrato botanico francese Charles Louis L’Héritier de Brutelle, menzionato anche nel catalogo delle piante coltivate nel Royal Botanic Garden di Kew.

Pelargonium zonale-Ph. catceeq on Pixabay
Tra le varie specie, conosciutissimo è il Geranio zonale (Pelargonium zonale), una pianta a crescita cespugliosa, con foglie circolari ricche di venature e con una macchia ben distinguibile sulla superficie superiore, vicino al ramo che le sostiene, che ricorda per l’aspetto un cuore di un verde.
I fiori sono riuniti in ombrelle e sono di vari colori.
Nelle zone africane di provenienza, cresce in aree costiere, margini di foreste autoctone, pendii rocciosi con vegetazione arbustiva, praterie e scarpate.
Da noi è coltivato ad uso ornamentale.
Zonale: dal greco “cintura, zona”, per le strisce e/o le zone di diverso colore presenti sulle foglie.
Altri nomi: Pelargonio zonale, Geranio aromatizzato, Becco di cicogna, Geraniums, Pot geraniums, Horseshoe geranium, Pelargonien, Storksbills.

Pelargonium peltatum-Ph. Rutger Barendse on www.freenatureimages.eu
Il Pelargonium peltatum, comunemente chiamato Geranio edera, è una pianta rampicante proveniente dalle Province del Capo, in sud Africa.
Peltatum: dal greco “piccolo scudo”, per la presenza di organi aventi appunto l’aspetto di un piccolo scudo.
Edera: per le foglie a 5 punte simili a quelle dell’Edera, e perché è rampicante.
Altri nomi: Pelargonio peltato, Geranio parigino, Ivy-leaved pelargonium, Cascading geranium, Kolsuring.
Presenta foglie verdi a cinque punte con margine liscio e nervature prominenti, e fiori riuniti ad ombrelle di vari colori.
La distribuzione naturale del Geranio edera avviene nelle province del Capo Occidentale, del Capo Orientale, del Kwazulu-Natal e del Mpumalanga del Sud Africa.
In natura, questa specie si arrampica sugli arbusti dei pendii rocciosi asciutti, o lungo la costa su terreni ben drenati.
Nel 1700, il governatore della Colonia del Capo, Willem Adriaan van der Stel, introdusse nei Paesi Bassi il Pelargonio peltato.
Il botanico inglese Sir Francis Masson spedì la specie in Gran Bretagna nel 1774.
Il Pelargonium peltatum è stato utilizzato per sviluppare molti ibridi da giardino chiamati “Pelargoni a foglie d’edera“, che sono coltivati su larga scala per l’abbellimento di case e giardini.
Le foglie del Geranio edera possono essere consumate come verdura ed hanno un sapore piccante.
Dai petali si può ricavare una tintura tessile bluastra.

Pelargonium grandiflorum-Ph. MadameBlatt
Il Geranio imperiale, Pelargonium grandiflorum o Pelargonium macrantha, può raggiungere i 70 cm di altezza e presenta foglie pelose grigio-verdi e fiori variegati molto grandi.
Grandiflorum: dal latino, fiori grandi.
Macrantha: dal greco, fiori grandi.
Altri nomi: Geranio farfalla, Pelargonio regale, Geranio dei fioristi.
Questa specie è una delle più usate a scopo ornamentale.

Ph. MadameBlatt
Il Pelargonium odoratissimum, Geranio citronella, originario di Africa meridionale e Regno di eSwatini, può raggiungere i 25 cm di altezza e presenta foglie rotonde, morbide, verde chiaro e odorose di mela verde.
I piccoli fiori sono bianchi o rosa pallido, con venature rosse sui due petali superiori, fusto breve da cui si dipartono i piccioli delle foglie.
Odoratissimum: dal latino, per le foglie profumatissime.
Altri nomi: Geranio profumato, Geranio odoroso, Apple geranium, Apple pelargonium, Sweet-scented pelargonium, Peppermint pelargonium, Apple-rose-scented geranium.
Il Geranio citronella cresce spontaneamente nel sottobosco, nei boschi o in luoghi ombrosi, protetto da cespugli o cenge rocciose, nelle praterie sudafricane.
Oltre ad essere una pianta ornamentale, il Geranio citronella viene utilizzato per i suoi effetti astringenti, tonici ed antisettici, internamente per debolezza, gastroenterite ed emorragia ed esternamente per disturbi cutanei, lesioni, nevralgie ed infezioni alla gola.
L’olio essenziale viene utilizzato in aromaterapia ed ha un delizioso aroma di mela.
E’ usato anche per bilanciare il sistema ormonale, il flusso mestruale e pulire il corpo dalle tossine.
A Cipro, le foglie vengono utilizzate per aromatizzare torte e sciroppi di pasticceria.

Pelargonium graveolens-Ph. MadameBlatt
Il Pelargonium graveolens, chiamato comunemente Malvarosa, è originario di Sudafrica e Zimbabwe, dove cresce spontaneamente solitamente in habitat relativamente umidi e in situazioni semiombreggiate.
Molto ramificata e dal forte profumo di rosa, la Malvarosa presenta foglie palmate e pennatosette, villose e morbide al tatto, fiori di colore dal bianco al rosa-porpora, con venature più scure.
Le fronde verdi della Malvarosa sono fortemente odorose, in quanto ricoperte da peli ghiandolari che contengono oli essenziali molto profumati.
Infatti, le foglie vengono utilizzate in profumeria e nella produzione di repellenti per le zanzare.
Nell’isola di Reunion, la Malvarosa è coltivata a scopo produttivo per il suo olio essenziale, che viene commercializzato con il nome di Bourbon.
Inoltre, esistono molte ricette tradizionali di dolci, conserve ed infusi a base di foglie di Malvarosa.

Pelargonium graveolens-Ph. MadameBlatt

Pelargonium graveolens-Ph. MadameBlatt
La Malvarosa è utilizzata come aromatizzante in alcuni tabacchi da pipa, essendo uno dei caratteristici “profumi della Regione dei laghi” (“Lakeland scents”).
Questa specie, nota come Mâatercha o Ätarcha in Marocco, è usata come erba aromatica per integrare il tè alla menta, per migliorare il profilo aromatico complessivo del tè, aggiungendo una nota floreale ed aromatica all’infuso.
Graveolens: dal latino, in riferimento alla foglie dal forte odore.
Altri nomi: Geranio al profumo di rosa, Geranio d’Egitto, Geranio cedrato, Geranio cedrone, Rose geranium, Sweet scented geranium, Old fashion rose geranium, Rose-scent geranium.

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Il Geranio limonello, Pelargonium radens, è originario delle Province del Capo meridionale in Sudafrica, dove cresce spontaneamente nelle regioni costiere.
Presenta foglie palmate, picciolate ed irsute, dall’odore pungente quando ammaccate, fiori da rosa pallido a rosa-violaceo con striature più scure e punta leggermente dentellata.
Radens: dal latino, dalle foglie ruvide come raspe.
Altri nomi: Rasp-leaf pelargonium.
Tradizionalmente le foglie commestibili venivano usate come aromatizzante nelle gelatine e nelle tisane.
Un olio essenziale dal profumo simile al limone, estratto dalle foglie e dai fiori, viene utilizzato commercialmente come aromatizzante ed additivo alimentare (olio di Geranio limone, olio di Geranio rosa).

Pelargonium sidoides by iherbashop on Etsy (vendita radice)
Il Pelargonium sidoides, il Geranio africano, è un arbusto nano, originario di Sudafrica, Lesotho ed eSwatini, dove cresce spontaneamente in prati secchi, creste di dolerite, pendii rocciosi, lungo corsi d’acqua, terreni sabbiosi.
Presenta foglie verde argenteo, fittamente pubescenti, e fiori porpora rossastro scuro, quasi nero.
Sidoides: deriva dal nome del genere di piante floreali Sida, e dal greco “oeides” = “simile a”, ad indicare la somiglianza della piante ad altre specie erbacee.
Altri nomi: African geranium, South African geranium.
L’interesse scientifico verso il Geranio africano iniziò a fine ‘900, dopo che lo studioso inglese Charles Henry Steven curò la tubercolosi in Sud Africa, seguendo i dettami di uno sciamano Zulù, il quale gli consigliò di assumere due volte al giorno il decotto delle radici della pianta.
Questo gruppo etnico africano, chiama la pianta “Umckaloabo” che è il nome con cui i medici chiamano l’estratto ottenuto dalle radici della pianta stessa.
“Umckaloabo” è formato dai termini “Umkaluane” = “per la cura dei disturbi ai polmoni”, e “Uhlabo” = “per il dolore toracico”.

Ph. MadameBlatt

Ph. MadameBlatt
Popolare pianta medicinale utilizzata nella medicina tradizionale nel trattamento dei disturbi gastrointestinali, è stata trasformata in un fitofarmaco per il trattamento delle infezioni delle vie respiratorie.
La crescente domanda internazionale di Pelargonium sidoides ha portato allo sfruttamento eccessivo localizzato delle sue popolazioni selvatiche nell’Africa meridionale, pertanto è ampiamente coltivato.
il Pelargonium sidoides DC è inserito nella lista del Ministero della Salute delle piante ad uso negli integratori alimentari introdotta dal D.M 10 agosto 2018.
In seguito, gli Stati membri della Commissione Europea sul farmaco, hanno avviato un consultazione dalla quale è emerso che esistono solo indicazioni ad uso medicinali del Pelargonium sidoides, e pertanto non può essere preso in considerazione per una storia di consumo alimentare o come integratore.
Per tale motivo, dal 1° gennaio 2023 tutti gli integratori alimentari contenenti Pelargonium sidoides non sono più commercializzati, né mantenuti sul mercato italiano.

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