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LA LEGGENDA DI ATLANTIDE

Scritto da MadameBlatt

Atlantide, dal greco antico “Isola di Atlante”, è un’isola leggendaria, citata per la prima volta da Platone, nei suoi dialoghi “Timeo” e “Crizia”, nel IV secolo a.C.
Chiamata anche Atlantis, Atalante o Atlantica, si dice che si trovasse nell’Oceano Atlantico, ad ovest dello Stretto di Gibilterra (antiche Colonne d’Ercole) ed è stata oggetto di fascino tra filosofi e storici occidentali per quasi 2.400 anni.
Crizia, in un dialogo di Platone, dice di aver sentito la storia di Atlantide da suo nonno, che l’aveva ascoltata dallo statista ateniese Solone (300 anni prima del tempo di Platone) che, a sua volta, l’aveva appresa da un sacerdote egiziano, che risaliva a 9.000 anni prima.
In un passato molto lontano, nell’Oceano Atlantico, appena oltre le Colonne d’Ercole (odierno Stretto di Gibilterra) esisteva una grande isola, più estesa della Libia e dell’Asia Minore messe insieme.


Essa apparteneva a Poseidone (Nettuno), il quale si era innamorato di una giovane donna dell’isola, di nome Cleito e l’aveva sposata.
Poseidone costruì una città sull’isola e su una montagna al centro della città fece costruire un palazzo per Cleito.
La coppia ebbe dieci figli e col tempo Poseidone divise tra loro l’isola, dando a ciascuno una sezione da governare, prediligendo il figlio Atlante, il quale portava anche il nome dell’Oceano che la circondava.
Atlantide era un paradiso: nessuno doveva lavorare sodo, lì cresceva ogni tipo di cibo meraviglioso e gli animali abbondavano.
Poseidone aveva creato un flusso di acqua calda e un flusso di acqua fredda per l’isola.
In quel meraviglioso luogo c’era una cultura gloriosa con mirabili palazzi e templi.
I re erano ricchi di oro, argento ed altri metalli preziosi, e il popolo di Atlantide viveva in un’Età d’oro di armonia ed abbondanza.

Atlantide

Poi le cose cominciarono a cambiare.
Gli Dei iniziarono a sposarsi con gli umani, gli Atlantidei divennero avidi più di quanto non fossero già e decisero di conquistare le terre intorno al Mediterraneo.
Infatti, man mano che gli Atlantidei diventavano potenti, la loro etica declinava.

Quando la parte divina cominciò a svanire, e si diluì troppo spesso e troppo con la mescolanza mortale, e la natura umana prese il sopravvento, essi allora, non poteva sopportare che la loro fortuna si comportasse in modo sconveniente, e a colui che aveva occhio per vedere divenne visibilmente svilita, perché stavano perdendo il più bello dei loro doni preziosi; ma a coloro che non avevano occhio per vedere la vera felicità, apparivano gloriosi e benedetti proprio nel momento in cui erano pieni di avarizia e di potenza ingiusta”.

Quindi i loro eserciti alla fine conquistarono l’Africa fino all’Egitto e l’Europa fino al Tirreno (Italia etrusca), prima di essere respinti da un’alleanza guidata dagli Ateniesi.
Irritato dal comportamento degli Atlantidei, Zeus mandò una serie di terremoti, inondazioni ed incendi, che fecero sprofondare Atlantide in un mare fangoso, nel corso di un giorno e di una notte, facendola scomparire.
Indipendentemente dal fatto che Platone credesse o meno alla propria storia, il suo intento nel raccontarla sembra essere stato quello di rafforzare le sue idee di una società ideale, usando storie di antiche vittorie e calamità, per richiamare alla mente eventi più recenti come la guerra di Troia o la disastrosa invasione di Atene in Sicilia nel 413 a.C.
Infatti la descrizione della cultura di Atlantide era avanzata ed aveva una costituzione sospettosamente simile a quella delineata nella sua opera “Repubblica“.
Studiosi del Medioevo e del Rinascimento credevano che Platone stesse raccontando un evento reale ed erano curiosi di trovare la posizione di Atlantide.
Infatti, dopo la scoperta delle Americhe, alcuni Europei fecero un collegamento tra le terre appena trovate ed Atlantide ed alcuni pensavano che i nativi americani potessero essere discendenti del popolo di Atlantide fuggito dalla loro isola distrutta.
La leggenda di Atlantide ispirò scrittori e pensatori.

The Trip, 1972

Sir Francis Bacon, filosofo inglese del 1600, scrisse una favola politica intitolata “La Nuova Atlantide”, nel quale descriveva un mondo ideale.
Nel 1800, Atlantide riguadagnò popolarità, quando studiosi e scrittori popolari cercarono di utilizzare prove scientifiche per sostenere la sua esistenza.
Molti, tuttavia, utilizzarono solo le prove che supportavano le loro idee, opportunamente ignorando il resto ma, nonostante ciò, la leggenda persiste.
Addirittura, persone provenienti da terre come la Scozia, la regione basca della Spagna e la Scandinavia, hanno rivendicato gli Atlantidei come loro antenati.
Una città di nome Atlantide potrebbe non essere mai esistita sopra o sotto il mare in tempesta, ma ci sono state diverse città nella storia, che si sono ritrovate sommerse dall’oceano.

Antica Thera–Ph. mtomicphotography on Pixabay

Evoluzione da Atlantide a Thera-Ph. marambio.aq

Per esempio, dagli anni ’60, studi geologici, meteorologici ed archeologici hanno avuto la tendenza a supportare la leggenda, ipotizzando che Atlantide fosse in realtà l’isola di Thera nel Mar Mediterraneo, vicino all’isola di Creta.
Thera (ora chiamata Thíra) era una delle colonie della ricca civiltà minoica di Creta, dove i Minoici avevano costruito lussuosi palazzi e templi e da lì commerciavano in tutto il Mediterraneo.
Geologi e meteorologi hanno stabilito che, intorno al 1470 a.C., il vulcano di Thera eruttò e parte dell’isola affondò nel mare.
Essi hanno studiato Thíra, trovando i resti di una grande città minoica costruita attorno al vulcano, corredata da un palazzo e corsi d’acqua, che sembrano corrispondere alla pianta generale descritta da Platone.

Rovine di Thonis-Heracleion, Ph. vietnaminsider.vn

Oppure, all’inizio degli anni 2000, i subacquei al largo della costa settentrionale dell’Egitto hanno scoperto la città di Thonis-Heracleion.
Essa era un importante centro marittimo e commerciale nel mondo antico, una città portuale nota agli storici dell’antica Grecia, oltre ad essere il principale emporio dell’Egitto, fino a quando non fu sostituita da Alessandria, situata a 15 miglia a sud-ovest, nel II secolo a.C.

Thonis-Heracleion, Ph. overhorizon.it

Comunque sia, il segno più evidente che Atlantide sia un mito, è che nessuna traccia di essa è mai stata trovata, nonostante i progressi nell’oceanografia e nella mappatura dei fondali oceanici negli ultimi decenni.
Per quasi due millenni, le persone hanno sperato e sospettato, che le vaste profondità marine avrebbero potuto in qualche modo nascondere una città o un continente sommerso.
E, sebbene rimanga molto mistero sul fondo degli oceani del mondo, è inconcepibile che gli oceanografi, i sottomarini e le sonde di acque profonde mondiali non abbiano in qualche modo avvistato o rilevato una massa continentale “più grande della Libia e dell’Asia insieme”.
Oltre al fatto che la tettonica a placche dimostra che Atlantide è immaginaria, poiché i continenti sono andati alla deriva, il fondo marino si è esteso nel tempo, non si è contratto quindi, semplicemente, non ci sarebbe un luogo in cui essa avrebbe potuto sprofondare.

D’accordo, ma perché non continuare a sognare?

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“La speranza è il tappeto magico che ci trasporta dal momento presente nel regno delle infinite possibilità” (H. J. Brown)

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