Incenso deriva dal latino “incendere” = “bruciare” ed ha un’antichissima storia che intreccia religione, commercio, medicina e cultura.
La sua nascita non è legata a un solo popolo, ma a diverse civiltà del Medio Oriente e dell’Africa nord-orientale, soprattutto nelle regioni dell’attuale Oman, Yemen e Somalia, dove crescevano gli alberi da cui si ricavavano le resine aromatiche.
Le prime testimonianze risalgono a oltre 5000 anni fa, quando gli antichi sacerdoti Egizi usavano l’Incenso nei riti religiosi e nella mummificazione, per purificare gli spazi, scacciare gli spiriti maligni e portare le preghiere al cielo.
Come testimoniano gli antichi testi sacri dei Veda (circa 3300 a.C.), l’antico Incenso indiano era una miscela di erbe e resine, alla base della medicina ayurvedica, usato sia per la guarigione che per il culto.
In India, la resina profumata veniva impiegata nella meditazione e nella medicina tradizionale, mentre i popoli della Mesopotamia la offrivano agli dèi nei templi.
Le culture mesoamericane, come Maya ed Aztechi, bruciavano come offerta nei templi la resina dell’albero di Copale e durante i riti funebri.
E tuttora è impiegato in cerimonie tradizionali come il Giorno dei Morti.

Bruciatore d’Incenso dell’Antico Egitto-Walters Art Museum, Baltimora
In Cina ed Estremo Oriente, inizialmente basato su ingredienti botanici, l’uso dell’Incenso divenne una pratica cerimoniale formale, tanto che, durante la dinastia Song, vennero costruiti edifici specifici per elaborate cerimonie dell’Incenso.
Nel VI secolo, i monaci buddisti coreani introdussero per la purificazione, un Incenso di alta qualità, Kō, così si passò dall’uso nei templi a passatempo raffinato per i nobili durante l’Era Heian.
Da ciò nacque il Kōdō (香道 = “Way of Fragrance” = “Via della Fragranza”) che è l’arte di apprezzare l’Incenso giapponese, e comporta il suo uso all’interno di una struttura di condotta codificata.
Kōdō comprende tutti gli aspetti del processo di Incenso, dagli strumenti (香道具, kōdōgu), alle attività come i giochi di Incenso kumikō (組香) e genjikō (源氏香).
Kōdō è annoverato come una delle tre arti classiche giapponesi della raffinatezza, insieme all’Ikebana (la composizione dei fiori) e Chadō (la Via e la Cerimonia del tè).
Nell’Ebraismo e poi nel Cristianesimo, l’Incenso divenne simbolo di preghiera e sacralità; basti pensare ai Vangeli, in cui i Re Magi offrono a Gesù oro, mirra ed incenso.
L’Impero Romano diffuse molto l’Incenso per i sacrifici pubblici ed il culto imperiale.
L’incenso era considerato quasi magico: il fumo profumato, che saliva verso il cielo, rappresentava il collegamento tra gli uomini e il divino.
Le principali resine usate erano l’Olibano (Franchincenso), ricavato dagli alberi del genere Boswellia; e la Mirra, ottenuta dagli alberi Commiphora.

Boswellia sacra-Ph. xbqs42, pixabay
Queste resine venivano raccolte incidendo la corteccia degli alberi, per fare uscire la linfa che si solidificava al sole e diventava preziosissima.
La raccolta ed il commercio dell’Incenso quindi si diffusero fin dall’antichità, in quanto tutte le civiltà del bacino del Mediterraneo e quelle più ad est ne facevano uso.
L’enorme domanda dette così origine ad una fitta rete di traffici commerciali, chiamata “Via dell’Incenso”, un percorso che collegava la penisola arabica con il Mediterraneo.
Carovane di cammelli partivano soprattutto dal sud della Yemen e dall’Oman, attraversavano il deserto arabico ed arrivavano fino alla Giordania, Israele, Egitto ed infine ai porti del Mar Mediterraneo, percorrendo migliaia di chilometri.
Fondamentali, lungo questa via, furono i Nabatei, un celebre popolo arabo, nomade del deserto che, tra il IV secolo a.C. ed il II secolo d.C., si stabilì nelle zone desertiche tra l’attuale Giordania, Arabia Saudita, Israele e Siria.
Abilissimi commercianti, conoscevano e controllavano perfettamente il deserto, le oasi, le città e le rotte carovaniere, tra cui la famosa Petra, la loro capitale, una città scavata nella roccia rosa, oggi uno dei siti archeologici più famosi del mondo.
I Nabatei, soprannominati i “Signori del Deserto”, accumularono enormi ricchezze, grazie al commercio realizzato sulla Via dell’Incenso, la quale non trasportava solo questo prodotto, ma anche spezie, aromi e tessuti preziosi.
Per questo popolo, l’Incenso non era solo una merce commerciale, ma anche sacra, tanto che veniva bruciato nei templi come offerta agli dèi.
Nell’antichità l’Incenso valeva quasi quanto l’oro, poiché serviva nei culti religiosi, profumava ambienti e vestiti, veniva usato come medicina ed era raro e difficile da trasportare.

Ma nel 106 d.C., l’Impero Romano conquistò il regno nabateo e, con il tempo, sviluppò nuove rotte marittime, così il commercio terrestre diminuì e Petra perse importanza, venendo progressivamente abbandonata, così come la “Via dell’Incenso”.
Ancora oggi, nell’Oman, esiste una regione famosa per l’Incenso, il Dhofar, dove crescono alberi di Boswellia sacra.
L’area conserva siti archeologici legati all’antico commercio dell’Incenso ed è riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio storico.
Le prime civiltà utilizzavano la “combustione diretta”, cioè bruciavano direttamente materie prime come resine grezze, legni profumati e foglie di piante su braci ardenti, quindi era Incenso combustibile.
Durante la dinastia Song in Cina ed il periodo Nara in Giappone, le culture iniziarono a mescolare resine, erbe e miele per creare palline di Incenso impastate (Incenso impastato o Incenso accoppiato), che venivano riscaldate indirettamente.
In seguito, nacquero i moderni bastoncini di Incenso, in India chiamati “agarbatti” (dal sanscrito ‘agar’ = ‘albero di aloe o legno di agar’ + ‘batti’ = ‘bastoncino o torcia’, ed in altri luoghi “Joss” (dal latino deus =dio, attraverso il ‘deus’ portoghese, attraverso ‘dejos’ giavanese, attraverso ‘pidgin’ cinese), ricoprendo un nucleo di bambù con una pasta di polveri aromatiche, così da renderlo portatile e facile da bruciare.
Oggi, l’Incenso mantiene il suo ruolo tradizionale nelle chiese (come la messa cattolica romana) e nel culto dei templi, fungendo anche da strumento quotidiano per l’aromaterapia, la meditazione e le discipline di guarigione alternative in tutto il mondo.

Ph. Sjschen, wikipedia.org
Nella foto sopra, alcuni Incensi grezzi, o materie per produrli, comunemente usati (da sinistra a destra, dall’alto verso il basso): polvere di Makko (Machilus thunbergii), Canfora del Borneolo (Dryobalanops aromatica), Benzoino di Sumatra (Styrax benzoin), incenso dell’Oman (Boswellia sacra), Guggul (Commiphora wightii), Incenso dorato (Boswellia papyrifera), Balsamo di Tolu del Nuovo Mondo (Myroxylon toluifera) dal Sud America, Mirra somala (Commiphora myrrha), Ladano (Cistus villosus), Opoponax (Commiphora opoponax) e polvere di Legno di Sandalo bianco indiano (Santalum album).

Bobine di Incenso appese al soffitto di un tempio in Asia orientale- Ph.Barrf- pixabay
Possiamo trovare l’Incenso sotto forma di:
💥Bobina: Estrusa e modellata in una bobina senza nucleo, l’Incenso in bobina può bruciare per un periodo prolungato, da ore a giorni, ed è comunemente prodotto ed utilizzato nelle culture cinesi.
💥Cono: In questa forma, l’Incenso brucia abbastanza rapidamente. I coni di Incenso sono stati inventati nell’800 in Giappone.
💥Bastoncino a carota: Un nucleo di supporto di bambù è rivestito con uno spesso strato di materiale di Incenso, che brucia con il nucleo, è comunemente prodotto in India e Cina. Le variazioni di qualità superiore hanno nuclei di Sandalo profumati. Quando utilizzato nella religione popolare cinese, prende il nome di Joss.
💥Dhoop o stick solido: Senza nucleo di bambù, l’Incenso del Dhoop è facilmente divisibile, per il controllo delle porzioni. Questa è la forma più comunemente prodotta di incenso in Giappone e Tibet.
💥Polvere: Sciolta, è utilizzata per fare l’Incenso bruciante indiretto, arso senza ulteriore lavorazione. L’Incenso in polvere è una miscela di ingredienti naturali essiccati e ridotti in polvere sottile, e viene utilizzato ponendone un pizzico su un carboncino ardente, o disegnando con esso dei tracciati geometrici (come nella Via dell’Incenso giapponese). Si può anche all’interno di un bruciatore o su un letto di sabbia, oppure modellandolo in un cono tramite appositi stampi, per farlo bruciare lentamente dall’alto verso il basso senza carbone.
💥Carta: Carta infusa con resina od oli estratti da materiale profumato, con forma di fisarmonica piegata, viene accesa e soffiata. Un esempio è Papier d’Arménie, prodotto in Francia dal 1885, una carta imbevuta di una soluzione di resina benzoica sciolta in alcool, con varietà, come Rose, che ha fragranze aggiuntive o oli essenziali.
💥Corda: La polvere di Incenso viene arrotolata in fogli di carta, che vengono poi arrotolati in corde, attorcigliati strettamente, poi raddoppiati e ritorti di nuovo, producendo una corda a due fili. L’estremità più grande è la baia, ossia un’ansa o un’occhiello formato curvando o piegando la corda su se stessa, e può essere posizionata verticalmente in un piattino poco profondo di sabbia o ciottoli.
L’estremità più piccola (appuntita) viene accesa. Questo tipo di Incenso, usato per secoli in Tibet e Nepal, viene facilmente trasportato e rimane fresco per periodi estremamente lunghi.
💥Compresse Moxa: sono dischetti di Artemisia in polvere utilizzati nella Medicina tradizionale cinese per la moxibustione, non sono incensi; il trattamento si basa sul calore piuttosto che sulla fragranza. Essa stimola i punti di agopuntura tramite il calore, e si effettua bruciando l’Artemisia essiccata in forma di coni o “sigari” o compresse, avvicinandola alla cute senza toccarla, per favorire il riequilibrio energetico ed il benessere dell’organismo.

Mirra, Ph. Leo_65, pixabay
Gli Incensi più famosi al mondo appartengono a tradizioni diverse, come quella araba, indiana, giapponese, tibetana e religiosa occidentale.
La differenza principale tra Incensi naturali ed Incensi accoppiati è nel modo in cui il profumo viene creato.
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L’Incenso naturale, resin incense, è composto direttamente da materie aromatiche vere:
• resine
• legni
• erbe
• fiori
• spezie
• oli essenziali naturali
Il profumo nasce dalla combustione reale della materia vegetale.
Caratteristiche:
• aroma più complesso e vivo
• meno aggressivo
• cambia nel tempo mentre brucia
• spesso meno “forte” ma più raffinato
• di solito meno persistente nell’aria
Come riconoscerlo:
• colore opaco e irregolare
• profumo delicato anche da spento
• ingredienti dichiarati chiaramente
• meno fumo chimico
• combustione più morbida
Tra gli Incensi naturali più celebri, troviamo:
🔆Franchincenso (Olibano) – È l’incenso storico della Via dell’Incenso, proveniente soprattutto da Oman, Somalia e Yemen. Ha un profumo resinoso, agrumato e balsamico. Usato nelle chiese cristiane, in meditazione, in rituali antichi, in profumeria
🔆 Mirra – Più intensa ed amara del Franchincenso e spesso bruciata con esso, nell’antichità era preziosissima ed usata nei riti sacri, in medicina, per imbalsamare i corpi in Egitto.
🔆 Copale – Con un profumo dolce e fresco, è molto diffuso nelle tradizioni mesoamericane, tanto che veniva usato dai Maya e dagli Aztechi nelle cerimonie religiose.
🔆Benzoino – Originario del Sud-est asiatico, è molto usato negli incensi orientali e nei templi buddisti. Ha un profumo vanigliato, caldo e dolce.
🔆Sandalo – Uno degli aromi sacri dell’India, è utilizzato nei templi induisti e buddisti, e possiede un profumo morbido, legnoso e cremoso.
🔆 Palo Santo – Legno sudamericano dal profumo caldo e agrumato.
🔆 Agarwood (Oud)– Rarissimo e prezioso, molto usato in Medio Oriente e Giappone.
🔆 Cedro – Aroma secco e boschivo, tipico delle purificazioni rituali.
🔆 White Sage (Salvia bianca) – erbacea e purificante.
🔆 Patchouli – Terroso, scuro e molto persistente.
🔆 Lavanda – Floreale e rilassante.

Ph. NIL-foto, pixabay
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Nel linguaggio degli incensi, “accoppiato”, dipped incense, indica generalmente un bastoncino neutro o una base combustibile che viene:
• immersa
oppure
• impregnata
con profumi, essenze o fragranze aromatiche. Molti incensi economici indiani o commerciali sono così.
La base può contenere:
• carbone
• polveri di legno
• collanti
• salnitro
e poi viene “accoppiata” a:
• fragranze sintetiche
• oli profumati
• miscele aromatiche artificiali
Caratteristiche:
• odore molto intenso subito
• profumo uniforme e poco evolutivo
• spesso più dolce o “profumo da negozio”
• può dare mal di testa o risultare pesante
• molto più economico da produrre
Come riconoscerli:
• odore fortissimo già nella confezione
• colori molto vivi
• fragranza “profumo artificiale”
• fumo acre o persistente
• prezzo molto basso
Tra gli incensi accoppiati più famosi, troviamo:
🔆Nag Champa – Di origine indiana, è probabilmente il bastoncino d’incenso più famoso al mondo. Con un profumo caldo, floreale e meditativo, è fatto con Sandalo, fiori di Champaca (Michelia champaca) e resine. Col suo profumo caldo, floreale e meditativo, è molto legato allo yoga, alla meditazione ed alla cultura hippie degli anni ’60-’70.
🔆Kyara – Considerato quasi sacro nella tradizione giapponese, è preparato con legno di Agar della massima qualità, con un accenno balsamico di Benzoino che genera serenità, raccoglimento e coscienza. Possiede un profumo molto complesso, con note dolci, speziate e profonde. E’ l’Incenso più costoso al mondo.
🔆Dragon’s Blood – In questo caso, non è un’unica essenza naturale, ma un di un bastoncino impregnato con fragranze sintetiche o miscele profumate, con profumo dolce, intenso e “incensato”. Con un aroma dolce ed avvolgente, forte subito, molto persistente, spesso con nota “vanigliata” o ambrata, viene spesso usato nei rituali di purificazione e protezione.
🔆White Musk – Originariamente il muschio (musk) veniva ottenuto da secrezioni animali del cervo muschiato, oggi vietato quasi ovunque. Pertanto, per motivi etici e legali, oggi il “musk” è quasi sempre sintetico. Col sul profumo di pulito, talcato (tipo cipria), leggermente dolce, di sapone “elegante”, di fresco e morbido, è formato da un bastoncino neutro (carbone o polveri di legno) immerso in fragranze sintetiche “white musk”. Ciò dona una fragranza molto uniforme, forte ed immediata e poco evolutiva durante la combustione.
🔆Apple Cinnamon – È una combinazione aromatica che imita la mela dolce con cannella speziata, ottenuta quasi sempre tramite oli profumati, fragranze sintetiche o ricreate, bastoncini neutri (carbone o polveri vegetali). Ha un profilo dolce (tipo dessert) forte ed immediato, speziato caldo, molto “invernale”, uniforme durante la combustione.

Incenso Masala by Tresordesorciere-Etsy
Infine, ci sono delle eccezioni, ovvero Incensi “Masala” tradizionali indiani, una delle categorie più apprezzate dagli appassionati perché rappresentano un punto intermedio tra incenso “grezzo naturale” e incenso lavorato artigianalmente, ma senza fragranze sintetiche.
Come sappiamo, il termine Masala significa “miscela” in hindi, quindi indica incensi fatti impastando polveri di legni aromatici, resine naturali, erbe e spezie, gomme vegetali (come leganti naturali), oli essenziali naturali.
Poi, il tutto viene modellato attorno ad un bastoncino di bambù, oppure formato in coni o bastoncini senza anima.
Questi sono una via di mezzo di alta qualità e possono essere eccellenti.
La fragranza degli Incensi Masala dipende dalla miscela, ma in generale è caldo e speziato, leggermente dolce ma non “zuccherino”, terroso o floreale naturale e più sfumato rispetto agli incensi profumati industriali.
Solitamente sono a base di Legno di Sandalo (molto comune), Frankincense, Mirra, Patchouli, Lavanda, spezie come Cannella, Cardamomo, Chiodi di Garofano.

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Nelle pratiche magiche, l’Incenso può essere utilizzato per diversi scopi come nella meditazione, come offerta ad Entità Celesti e Divinità, come rappresentazione dell’Elemento Aria all’interno di un rito e, soprattutto, per la purificazione delle energie di ambienti, spazi, luoghi, oggetti e persone.
L’Incenso viene utilizzato nei rituali esoterici, per migliorare la canalizzazione dell’energia ma, prima di essere impiegato in un’operazione magica, deve essere caricato con la propria intenzione.
Ciò viene solitamente fatto mentre si pestano gli altri ingredienti dell’Incenso in un mortaio.
Se decidi di preparare l’Incenso in casa, ti occorre innanzitutto un mortaio di pietra, inoltre normalmente gli ingredienti che compongono un incenso variano da un minimo di tre ad un massimo di nove.
Solitamente, si utilizzano 1-3 resine, 3-5 erbe e 1-2 oli essenziali.
Aggiungi nel mortaio prima gli ingredienti più duri, come resine e radici, poi quelli più morbidi, come fiori e foglie, ed infine, quando il composto si riduce in polvere, gli oli essenziali.

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Mentre prepari il tuo Incenso, non dimenticare di inserire la tua intenzione, per esempio:
💗 Amore: 3 parti di Mirra – 2 parti di boccioli di Rosa – 2 parti di Lavanda – 1 parte di Mirto – 1 parte di fiori di Gelsomino – qualche goccia di olio magico di Lavanda.
💕 Attrazione/Armonia: 2 parti di Legno di Sandalo – ½ petali di Rosa – ½ petali di Gelsomino – 2 parti di Benzoino – 2 parte di Vaniglia – 1 parte di gomma arabica naturale.
✅ Successo sul lavoro: 2 parti di Benzoino– 2 parti di Cannella – 1 parte di Chiodi di Garofano – 1 parte di scorza d’Arancia essiccata – qualche goccia di olio essenziale di Arancia magica.
👍 Motivazione e/o Focus: 3 parti di Legno di Cedro – 2 parti di Rosmarino – 1 parte di foglie di Menta piperita – 2 parti di Frankincense – 1 parte di Legno di Sandalo – ½ parte di Cannella – ½ parte di Zenzero.
💰 Denaro: 2 parti di Frankincense – 1 parte di Benzoino – 1 parte di aghi di Abete argentato – 1 parte di semi di Aneto – ½ parte di Sassofrasso – ½ parte di Verbena.
💦 Purificazione: 2 parti di Palo Santo– 2 parti di Sandalo – 1 parte di Iperico – 1 parte di Salvia – 1 parte di Rosmarino – 1 parte di Issopo – poche gocce di olio magico di Sandalo.
💞 Protezione: 2 parti di Sangue di Drago – 1 parte di Sandracca – ½ parte di Origano – 1 parte di Timo – ½ parte di aghi di Ginepro – ¼ parte di spine di Rovo – ½ parte di Ortica – ½ parte di Agrifoglio – qualche goccia di olio magico al Geranio rosa.
💫 Divinazione: 2 parti di Copale– ¼ di parte di Canfora – ½ parte di Artemisia – 1 parte di rizoma di Iris – ½ parte di fiori di Borragine – ¼ di parte di semi di Papavero – poche gocce di olio magico di Anice stellato.
👌 Meditazione: 2 parti di Ginepro- ½ parte di Copale bianco – 1 parte di Glicine – 1 parte di Vischio – 2 parti di Sandalo – 1 parte di foglie di Ficus – qualche goccia di olio di Muschio magico.
🌛 Sogni vividi (ricetta Masala naturale): 2 parti di Legno di Sandalo in polvere – 1 parte di Frankincense – 1 parte di Mirra – 1 parte di Lavanda – ½ parte di Rosmarino – 4½ parti di gomma arabica in polvere, oppure di Lodhra (tradizionale indiano), che serve a far aderire il composto al bastoncino.

Produzione di Incenso ad Hanoi, Vietnam-Ph. Trantuanviet, wikipedia.org








